mercoledì 19 gennaio 2011

TARTELLETTE CON FUNGHI E PATATE


In questo periodo sono un pò latitante. Il mio blog non lo visito più così spesso come fino ad un mese fa, la motivazione è che non sto producendo tante ricette nuove. Mi capita spesso che la sera torno a casa affamata dal lavoro e consumo un pasto non elaborato ma riorganizzato velocemente con quello che trovo in frigo. Per di più le ultime domeniche non mi sono fermata tra i fornelli della cucina ma ho preferito uscire di casa (nonostante il gelo invernale), poi c'è stata l'influenza che tutto fa tranne che aumentare la voglia di cibo e soprattutto di sperimentazione.
Dal punto di vista culinario le ricette che ho fin'ora postato trovano applicazione continua  a casa mia. Non ci sono nuove sperimentazioni ma vi è il rifacimento di tanto di quello che ho fatto fin'ora. Le mie due quicke a settimana persistono. Qualcuno dei miei biscotti ogni tanto viene sfornato. Ho rifatto pure la focaccia pugliese, da quanto non la preparavo!!!! Lo ammetto, è uscita male :(   Ho sbagliato la cottura!  Sarà per la prossima!
Queste tartellettine con patate e funghi arrivano dalla voglia di preparare una quicke (ricetta base di mia mamma, che però la prepara con la panna al posto del formaggio di soia) ma variandola un pò. Basta cambiare la dimensione che sembra tutta un'altra cosa.



TARTELLETTE CON FUNGHI E PATATE
pasta sfoglia
3 patate
1 confezione di funghi champognon
formaggio di soia (o altro a piacimento)
latte di soia (o altro a piecimento)
curcuma
sale
pepe
olio per ungere

Lavate le patate e fatele bollire con la buccia a vapore. Spelatele e tagliatele a rondelle non troppo grosse di spessore. Pulite gli champignon, tagliateli a pezzetti e cuoceteli in una padella con un filo di olio. A cottura ultimata mettete in una bacinella il formaggio di soia e stemperatelo con il latte di soia, aggiungete poca curcuma (che da un'ottimo colore), salate, pepate ed unite le patate ed i funghi mescolando il tutto facendo attenzione di non spappolare troppo le patate. 
Stendere la pasta sfoglia e ritagliatene tanti cerchi adattabili agli stampi rotondi per le tertellette. Mettete la pasta negli stampi dopo averli unti con dell'olio e ricersatevi il composto appiattendo con un cucchiaio la superfice.
Infornate a 180° per circa 20 minuti.

mercoledì 12 gennaio 2011

MIFFIN SALATI AL PROSCIUTTO E STRACCHINO


E' la seconda volta che preparo i muffin salati, i primi furono proprio i primissimi muffin da me autoprodotti, poi si è susseguita una quantità elevata di quelli dolci variando spessissimo la farcitura. Sarà per questa abbondanza dolciastra che ora mi è sembrato strano prepararli farciti con formaggio e prosciutto.
Per una festicciola improvvisata a casa di amici ne ho infornati un bel pò, essendo la festa saltata all'ultimissimo momento mi son ritrovata con muffin su muffin da consumare. Se fossero stati dolci non ci sarebbe stato alcun problema, golosa come sono!!! Ma con quelli salati ho iniziato la distribuzione di massa.
Almeno uno l'ho provato, dovevo aver la  prova che andasse bene prima di postarne la ricetta. Quindi tranquille, meritano ;)


MUFFIN SALATI AL PROSCIUTTO E STRACCHINO
250 gr farina 00
200 ml di latte
2 uova
50 gr di burro
2 cucchiaini di lievito istantaneo
100 gr di prosiutto cotto
100 gr di stracchino morbido
50 gr di verdura verde (per me broccolo verde)
sale

Preparare una dozzina di stampini per muffin.
Pulite la verdura, tagliatela a pezzetti piccoli e mettetela in una padella con pochissima acqua e cuocetela leggermente.
A parte mescolate in una terrina le uova con il burro, unitevi il latte e setacciatevi all'interno la farina con il lievito. Salate leggermente.
Tagliate a listarelle il prosciutto e la verdura cotta. Versate tutto nel composto unendovi anche lo stracchino morbido. Mescolate bene. Se volete potete unire del formaggio grana grattuggiato.
Versate il composto negli stampini da muffin ed infornate inforno già caldo a 180° per circa 15-20 minuti. Fate la prova con lo stuzzicandenti per la cottura.

mercoledì 29 dicembre 2010

BRASATO



Finalmente l'ho fatto.
Come prima volta devo dire di essere stata veramente brava :)  Chi non ha vantatori vanti sé stesso!
Era proprio il piatto che doveva essere cucinato per il passato Natale. Pensavo fosse di estrema difficoltà, e proprio per questo lo avevo messo tra i propositi da compiere durante il 2010, mi son resa conto essere più semplice di quel che pensavo, solo molto lungo nella preparazione.
Attendevo che Nicola, il famoso amico cuoco, mi indicasse le giuste dritte. Ma gli orari divergenti hanno fatto si che non ci si beccasse telefonicamente. Così ho provveduto a far ricerche su internet ed a consultare mio padre, un vero esperto di brasato. Alla fine ho scelto qua e là seguendo soprattutto, per la cottura e le sue tempistiche, il ricettario dell'AMC, la pentola con cui l'ho cotto.

E' stato il mio piatto goduto insieme al mio vicino Michele ed alla mia Gilda il giorno di Natale. E' stato ben gustato da me ma anche dal mio commensale, che a causa della suo rifiuto della polenta mi ha costretta all'abbinamento con il puré :(    Mannaggia la polenta è la polenta...... 




BRASATO
1 kg di carne bovina (per me cappello del prete)
1 bottiglia di vino rosso corposo (il migliore è il Barolo, io ho utilizzato il Nebbiolo delle Langhe, una specifica cantina consigliatami da un amico che sta seguendo un corso di enologia)
1 cipolla
1 carota
1 gamba di sedano
2 foglie di alloro
1 rametto di rosmarino
3/4 chiodi di garofano
3/4 grani di pepe
farina q.b.
burro q.b.

La preparazione del brasato viene attuata in ben 3 giorni.
Primo giorno:
Ho preso una bacinella ampia. Ho tagliato a pezzettoni la carota, la cipolla ed il sedano, messo il tutto nella bacinella, unito la carne, il rosmarino, l'alloro, i chiodi di garofano ed il pepe. Ho irrorato il tutto con il vino, la carne dev'essere completamente coperta dal vino.
In seguito ho lasciato macerare per almeno 24 ore, facemdo attenzione a rigirare la carne 3 o 4 volte sottosopra in modo che si impregnasse completamente di vino.
Secondo giorno:
Il giorno seguente, ho tolto la carne dalla bacinella, l'ho fatta sgocciolare bene e con la carta assorbente l'ho asciugata bene.
In una pentola ho messo del burro (si può utilizzare anche del lardo al posto del burro) l'ho fatto sciogliere e vi ho messo la carne facendola ben rosolare su tutti i lati. Dopo questa operazione ho riversato sopra la carne tutta la marinatura (non l'ho dovuta scaldare perché era a temperatura ambiente).
A questo punto parte la variazione della mia cottura rispetto alla cottura tradizionale che richiede una cottura a fiamma bassa e prolungata per qualche ora. Avendo io utilizzato le pentole dell'AMC e soprattutto il "secoquick" (che fa le veci di una pentola a pressione) ho cotto per 40 minuti la carne.
Dopo la cottura ho lasciato raffreddare la carne nella marinatura.
Terzo giorno:
Essendo raffreddata completamente la carne ho provveduto a tagliarla a fatte. Lo spessore era di circa 1,5 cm.  Ho rimesso la carne nella marinatura e l'ho scaldata. Ottenuto un certo calore ho ritolto la carne, riponendola in un luogo caldo e nel frattempo  ho frullato con un minipinner tutta la marinatura, dopo aver tolto da essa gli odori (alloro, rosmarino, pepe, chiodi di garofano). Ho alzato la fiamma e spolverizzato con qualche cucchiaio di farina aggiunto piano piano per far addensare la crema. Ottenuta una certa consistenza ho rimesso nella crema le fette di carne ed abbassato la fiamma.
Ecco pronto il brasato da servire al mio commensale ed alla mia Gilda (che ha gradito piacevolmente).


CANTUCCI



Dovevo andare dai miei genitori ma non sapevo cosa portargli come dono Di recente avevo fatte dei biscottini e ne avevo portato qualcuno a mio padre che se lo era mangiato con così gusto che durante una successiva mia visita me ne aveva chiesti altri.
So che i suoi biscotti preferiti sono i cantucci. Così mi son buttata nell'impresa della preparazione dei cantucci. :)
Ne ho fatto una quantità direi industriale e tutti sono stati donati a lui.
Che dire, sembrerebbe stato aaaasssssolutamente gradito il mio regalo :)

Vi lascio la ricetta che ho trovato e copiato pari pari qui, l'unica cosa che ho modificato è stato il tipo di zucchero, per me di canna grezzo.


 

CANTUCCI
450 gr di farina 00
350 gr di zucchero (per me di canna grezzo)
250 gr di mandole con la pellicina
50 gr di burro fuso tiepido
3 uova intere
3 tuorli
mezza busta di lievito per dolci
1 arancia bio (solo la scorza grattuggiata)
sale (1 pizzico)

Avendo seguito la ricetta di Paoletta vi rimando alle sue istruzioni ben dettagliate. Qui

martedì 21 dicembre 2010

MARMELLATA DI ARANCE


 


MARMELLATA DI ARANCE
1 kg di arance (assolutamente bio)
1 limone
300 gr di zucchero di canna grezzo.

Ho Tagliato le arance a metà e le ho spremute un pò nella pentola in modo da non disperderne il succo, ho affettato tutto il rimanente molto sottilmente. Ho spremuto il limone ed unito al composto tutto lo zucchero. Io ho utilizzato la funzione "marmellate" della macchina del pane ed ho fatto cuocere per circa 1 ora, poi  ho grossolanamente frullato un pò di composta con il minipimer ed ho fatto cuocere altri 30 minuti.
Nel frattempo ho sterilizzato i vasetti di vetro ed i coperchi. Ho riempito i vasetti con la composta bollente, li ho rimessi nell'acqua a testa in giù e ri-sterilizzati, infine tenendoli capovolti li ho posizionati in un luogo asciutto coperti con un panno fino al raffreddamento completo.



Un gattino è passato a far visita a Gilda ieri...   :)



lunedì 13 dicembre 2010

BISCOTTI AL CAFFE' CON FARINA DI FARRO e l'importanza del SORRISO


L'importanza del Sorriso.
Da qualche tempo son tornata sulla pista di ballo. Adoro pazzescamente ballare...
Sto prendendo lezioni di balli caraibici da vari anni ma sempre ad intermittenza quindi il mio livello è intermedio. Non son niente di speciale, bravina come tante altre (tranne nel doppio giro, li ci sarà da lavorare assai assai!!! però in compenso sculetto mica male). Da circa due mesi il venerdì sera, con alcuni ragazzi della scuola, vado in un locale della zona a ballare. La particolarità dei balli latini è che uomini e donne stanno intorno alla pista da ballo e non appena una canzone inizia gli uomini si muovono ed invitano le signore a ballare. Ogni ballo viene fatto con persone diverse; è un bel modo di conoscere sempre gente nuova, imparare differenti passi-stili-movimenti, sentire puzze diverse (e questo a volte non è bello!!! ma altre ha un effetto fascinoso), sorridere a ogniuno...

Proprio sul sorridere che "torno", o "vado" per portare il mio discorso.
Sapere quanta gente non sorride??? A quanto pare una marea!! Me ne rendo ancor più conto ogni volta dopo una serata danzante.
Come faccio? Non appena si finisce un ballo 3 volte su 4 il mio ballerino contento mi dice che ballare con me è bello, non tanto per la bravura (la mia speranza è prima o poi mi dicano che è per quello, ma a quanto pare dovrò attendere e sudare ancora) ma perché Sorrido sempre.
E' pazzesco quasi tutti, al primo o al secondo ballo, mi dicono questa cosa. E vi assicuro che ballo con tanta gente!!!
Nelle utime sere mi sono messa a guardare in pista ed ho avuto conferma, soprattutte le donne, in modo più marcato quelle brave brave, mantengono una certa rigidità sul volto (ovviamente un pò dipende dalla concentrazione totale).
La cosa mi fa meditare. Per me è normale sorridere agli altri, e questo nonostante la difficoltà del periodo che sto vivendo, ma se tutta sta gente nota che io lo faccio vuol dire che poi tante persone che fanno altrettanto in giro non ci sono!

Quindi, a conclusione di questo vi dico: Sorridete, Sorridete, Sorridete, Sorridete!!!
Sorridete a vostro marito la mattina, il pomeriggio, la sera. Come potrebbe non amarvi così sorridenti?!!!
Che avete a fare i figli se non gli sorridete??? Sorridetegli ogni volta che vi guardano! Come faranno ad affezionarsi alla  vita se voi mamme avete il musone?!
Sorridete ai parenti, simpatici o antipatici che siano. Se sono antipatici sarà per voi motivo di vittoria, se son simpatici ricambieranno riempiendovi il cuore.
Sorridete per la strada perché non vi è nulla di più carino che uno sconosciuto che cambia espressione grazie a voi.
Sorridete al lavoro, perché tanto li ci dovete stare, meglio starci con il sorriso.
Sorridete perché fa bene, è terapeutico.
Sorridete a prescindere perché sarete più belle e belli.
Sorridete perché gli occhi con il sorriso brillano e brilla anche il cuore....

un Sorriso a tutti quindi e che sia contagioso peggio dell'avaricella...
certe malattie non facciamocele scappare ;)





Passando alla mia ricetta ecco qui i biscottini profumati di caffè. Questa volta con la variante della farina di farro. Ho utilizzato come sempre lo zucchero di canna ma insolitamente non si è completamente sciolto, sono rimasti dei piccolissimi cristalli sparsi nel biscottino dandogli un bell'aspetto luccicante (sorry ma dalla foto l'effetto si intravede a malapena, non sono poi così brava con il mezzo), e che risultavano piacevoli sotto i denti.





BISCOTTI AL CAFFE' CON FARINA DI FARRO
150 gr di farina di farro
150 gr di farina 00
150 gr di zucchero di canna
80 gr di burro ammorbidito
1 cucchiaino di lievito per dolci
2 cucchiaini di caffè d'orzo solubile
1 tazzina di caffè ristretto
latte di soia q.b.

Setacciate le farine con il lievito e il caffè solubile. Amalgamate bene lo zucchero con il burro ed unite le farine. Mescolatevi insieme il caffè ed aggiungete latte di soia quanto basta.
Stendete l'impasto con il mattarello e tagliate i biscottini con le formine che volete. Infornate in forno già caldo a 180° per circa 15 minuti.

martedì 7 dicembre 2010

POLPETTE DI CAROTE CON CUORE DI FORMAGGIO


Ogni tanto la sera mi piace chiudermi in casa isolandomi da tutto il mondo. E' in quelle sere che mi preparo tutti gli intrugli magici per la mia bellezza. L'impacco per i capelli con l'avocado è un abitue, la maschera per il viso alla banana e yogurt si alterna a all'albume montato o a quello che il frigo offre nella serata prescelta, la crema idratante per le mani e le unghie viene dopo una ben fatta manicure....
La musica si diffonde nelle stanze lasciando fuori dalle mura domestiche i vari penrieri.

L'altra sera tutto era pronto. La musica, un energico jazz natalizio, le pappettine per capelli, per il viso, per il decolté, gli accessori per la manucire, la stanza del bagno ben scaldata...
ma
il telefonino suona. L'avevo incautamente dimenticato acceso :(
Era il proprietario dell'appartamento che è in ristrutturazione sotto il mio, quindi era il mio vicino... non vicino. "Ciao, sono qui, posso salire un attimo?"  E che fare, dirgli di no?!?! Non mi sembrava educato, e poi solitamente viene quando ha proprio bisogno e per di più fa in fretta a dire quello che necessita e poi scappa via.
I capelli già impomatati dalla maschera appiccicosa sono stati nascosti da un turbante di cotone, il viso lindo lindo che attendeva la sua cremina energizzante è stato tonificato con dell'acqua di rose in attesa di proseguire l'operazione di ristrutturazione-relax non appena sarei rimasta nuovamente sola.
Mi rimetto la tuta velocissimamente ed apro la porta.

Stefano, il vicino non vicino, si accomoda sulla sedia dopo qualche struscicatina a Gilda. Insolito, solitamente sta in piedi e scappa via immediatamente.
"Stefano, desideri un caffè" - "Si, grazie".... dopo il caffè e le prime due parole niente cambia, anzi Stafano inizia a farmi domande su come si lievita e cuoce il pane. Mooltooo stranooo... Così prendo un pezzo di pane appena fatto con la MDP e glielo faccio provare. Noto un particolare appetito.
"Stefano, ma hai mangiato?" - "Non ancora"... quindi io inizio "Vuoi che ti facci la pasta? vuoi le uova? vuoi...." Niente, Stefano non ha voluto altro che il pane.
Tra una parole a l'altra Stefano nota che in cucina facevano capolino dei carciofi. "Se dovevi cucinare, fa pure, io se posso ti aiuto!" - "Ah no, non preoccuparti.  Ma se ti faccio i carciofi?" - "No, no grazie. Non ho fame, veramente!"
Nonostante la mia acconciatura alquanto ridicola ed il mio viso arrossato dallo scrub appena fatto Stefano non ha dubbi in merito alla mia idea di serata rilassante. E sta li seduto, e parla, e guarda i carciofi. Così io penso, inizio a prepararli e se si cuociono glieli do subito da mangiare.
Mi metto a lavarli, mondarli, farcirli e li metto sul fuoco in una pentola stretta per far si che non si schiudano troppo durante la cottura. Nel frattempo lui nota delle fette biscottate tutte frantumate (causa una brutta caduta del pacchetto che le conteneva) ed inizia a polverizzarle come pane grattuggiato.
Stefano accompagna i lavori con storielle ed aneddoti famigliari raccontati in modo talmente buffo da farmi continuamente ridere e sorprendere di tanta simpatia e solarità che questo giovane sardo aveva fino a quel momento nascosto.
Si parlava un pò di tutto e soprattutto della cucina e delle alternative vegetariane. Ad un certo punto mi chiede "dai che facciamo le polpette di carote?!"
Io guardo l'ora, 22.00!!!!, penso ai miei capelli ormai rinsecchiti dopo 1 ora e mezza di maschera di avocado e olio di semi di lino, penso al mio volto ed allo stato in cui poteva ormai essere la cremina che era in bagno ad attenderlo, alle mie unghie e dico "Stefano apri il frigo e sentiti libero di far ciò che vuoi".
Come non detto. Ci siamo ritrovati a pulire una vaschetta di carote (veramente le ha pulite lui), a farle bollire, a condirle ciò che si trovava in casa e...
Nel frattempo che le carote bollivano l'acqua nel lavello non sgorgava liberamente. Ecco che Stefano si è messo pure a far l'idraulico smontandomi mezza cucina e pulendomi tutti i tubi.  :) Sempre detto io che un vicino uomo mi serviva!!!!
Un stranissima serata, assai divertente ed appagante, che mi ha fatto sì andare a letto all'1 e mezza di notte (visto che ormai i capelli erano da lavare, e così risecchiti è stato difficile farlo), ma che mi ha regalato un nuovo amico, una pentola di carciofi pronti (visto che lui alla fine non li ha voluti mangiare) ed una marea di gustosissime polpettine vegetariane  :)
Meglio di così!!!!



POLPETTE DI CAROTE CON CUORE DI FORMAGGIO (le quantità sono tutte ad occhio)
carote
uova
formaggio filante (ottima anche la mozzarella che io però non avevo)
formaggio grana
pane grattuggiato
prezzemolo
curcuma
sale
pepe
prezzemolo
ghee per soffriggere
mele e formaggio (io li ho serviti come contorno sul piatto, l'abbinamento mi è assai piaciuto)

Lavare e mondare le carote, farle bollire (io le avrei cotte a vapore per non fargli perdere le proprietà). Schiacciarle e mischiarle al prezzemolo tritato grossolanamente, al sale, pepe, pangrattato, formaggio grana, uovo, curcuma. Tagliare a pettetti il formaggio, meglio se è mozzarella in modo che fila una volta cotta. Formare delle palline con le mani e mettere nel centro un pezzo di formaggio. Impanare nel pangrattato ogni pallina.
Scaldare in una padella del ghee (io ho preferito fare dorare le polpettine ma non friggerle) e metterci all'interno le polpette facendole ruotare in tutta la pentola in modo da farle sporcare di ghee su tutta la superficie. Cuocere qualche minuto e servire. Sono ottime sia calde che fredde. Io le ho accompagnate a del formaggio e ad una mela tagliata a spicchi, direi ottimo abbinamento.

venerdì 3 dicembre 2010

BISCOTTI VEGAN ALL'UVETTA PASSA E PORTO




Mi è ripresa la voglia di biscotti. Quest'estate l'avevo un pò abbandonata, sarà stato il caldo, le paturnie mentali, l'insoddisfazione generale... importante è che tutto ciò che mi bloccava a quanto pare se ne sta andando, la mia voglia di sfornare biscottini e di sentire il profumo in casa di prodotti da forno ora è tornata.
Una cosa che mi piace un sacco è preparare biscotti per poi regalarli. Ovvio, non regalo tutta la teglia... buona parte resta nelle mura di casa per soddisfare il mio dolce palato. Lo ammetto, adoro pazzescamente i biscottini, soprattutto se semplici e non stucchevolmente dolci.
A volte un impasto lo divido in più parti in modo da arricchire ogni porzione con un diverso condimento e  creare così vari tipi di biscotti. Nel momento in cui li regalo inserisco nel sacchettino i vari gusti e chiedo a chi li riceve di farmi una lista che va dal più apprezzato a quello meno. Questo mi permette di capire la persona che ho di fronte confrontanto i miei gusti con i suoi e sapendo come comportarmi per cene o regalini futuri.
Quelli che posto oggi sono biscotti vegan la cui base è già postata qui. Con l'uvetta passa ammollata nel Porto il sapore è completamente differente e di vero effetto. Io che non amo molto i liquori penso che Porto ed Amaretto siano due ottime invenzioni, soprattutto per insaporire i dolci.


BISCOTTI VEGAN ALL'UVETTA PASSA E PORTO
250 gr di farina 00
50 gr di olio evo
80 gr circa di latte di soia
70 gr di zucchero di canna grezzo
mezza bustina di lievito
uvetta passa (io ne ho messo una manciata)
liquore Porto

Mettete l'uvetta passa in una cocottina con del Porto e lasciatela per almeno mezz'ora ad ammollare.
Versate la farina, il lievito e lo zucchero in una bacinella, unitevi l'olio e mescolate bene con una frusta. Aggiungete l'uvetta ed un  pò del Porto in cui si ammollava e tanto del latte di soia quanto basta per avere un composto morbido ma compatto.
Stendete l'impasto con il mattarello spolverando prima un piano di lavoro con della farina. Con le formine create tanti biscottini. Io ogni tanto ne immergevo uno nella granella di cocco tanto per differenziarli. Infornate a metà altezza per circa 15 minuti a 180°.

martedì 30 novembre 2010

BISCOTTI GLUTEN FREE - CON FARINA DI RISO ALLA CANNELLA


Mi avrebbe fatto piacere partecipare al contest di Glu-Fri, un celiaco a cena, che propone un'intera cena Gluten Free. Il tempo a disposizione in questo periodo è limitato, purtroppo-perfortuna :)
Così ho pensato di proporre almeno un piatto senza glutine che assecondasse il mio palato. Da amante dei dolci mi son subito buttata sui biscottini, mio piacere infinito...
Essendo la farina di riso non facilissima da maneggiare se non mescolata ad altre farine vi consiglio di stenderla con il mattarello lasciando uno spessore di 1 o, meglio ancora, 2 cm. Io l'ho tirata troppo e molti biscottini ho avuto difficoltà ad alzarli dalla carta da forno e sono rimasti fragili anche dopo la cottura. Ma nonostante tutto... che bontà!!!!!


BISCOTTI GLUTEN FREE - CON FARINA DI RISO ALLA CANNELLA
300 gr di farina di riso
150 gr di burro
100 gr di zucchero di canna grezzo
1 cucchiaino di cannella
1 uovo


L'impasto è semplicissimo e veramente veloce.
Amalgamare il burro ammorbidito con lo zucchero, versarci poi l'uovo e la farina setacciata. Unirvi la cannella e mescolare bene.
Stendere su una spianatoia lasciando l'altezza di almeno 1 cm. Con le formine formare i biscottini ed infornarli a 170° per circa 15 minuti.

mercoledì 24 novembre 2010

POLPETTE DI PATATE



Le patate sono l'alimento che penso abbia più estimatori in assoluto. In qualsiasi modo le si cucini vengono apprezzate da tutti. Che siano patate lesse, fritte, al forno, al cartoccio, schiacciate.... abbracciano i gusti di tutti. Io ammetto che nonostante la bontà a volte le dimentico in dispensa; sarà che essendo a più lunga conservazione rispetto ad altri ortaggi e non  avendo così la bramosia di cucinarle velocemente, le mie rimangono in attesa di conoscere in che piatto capiteranno per molto tempo, a volte fin troppo...
Questa volta mi sono inventata ste frittelline semplici ma gustose. Con le quantità sono andata ad occhio.


POLPETTE DI PATATE
patate
prezzemolo
pane grattuggiato integrale
formaggio grana
sale marino
pepe
curcuma
semi di sesamo
ghee

In una pentola mettete un filo d'acqua ed adagiatevi all'interno delle patate bel lavate. Fate cuocere.
A cottura ultimata spelate le patate, tagliatele a pezzetti piccoli piccoli e versateli in una terrina. Tritate il prezzemolto ed unitelo alle patate con la curcuma, i semi di sesamo ed il sale.
Preparate un'impanatura con il formaggio grana ed il pane grattuggiato. Formate delle palline con l'impasto di patate e poi schiacciatele fino a renderle dei dischetti alti circa 1 o 2 cm. Passate ogni dischetto nell'impanatura. Fate sciogliere 2 cucchiaia di ghee in una pentola e rosolate ogni polpetta di patate.

lunedì 15 novembre 2010

LASAGNE VEGAN CON RAGU' DI SOIA E FUNGHI



Ecco per cosa ho preparato la besciamella dell'utimo post (qui). In casa c'erano ancora le bistecche di soia disidratate, ho pensato a come sostituirle alla carne in un piatto un pò più elaborato.
La domenica pomeriggio ho spesso un pò di tempo libero. Solitamente lo passo in cucina preparando qualche delizia per la settimana a venire. E' un gran lavoro, soprattutto fatto scomodamente perché la cucinina di cui dispongo ora è a dir poco striminzita. Nonostante tutto, e nonostante il rischio che Gilda ogni volta mi si fiondi sul tavolo di nascosto per assaggiare ogni cosa che ha un odore, io faccio i miei esperimenti trasformando la stanzetta in una sauna di vapori e profumi.
E' così che la domenica sera son sempre un pò stanchina, ma con la pancia più che soddisfatta ;-)

Devo ammetterlo, le lasagne erano buone, ma ho pensato a come sarebbero risultate ancor più invitanti con la mozzarella che filava...


LASAGNE VEGAN CON RAGU' DI SOIA E FUNGHI CHAMPIGNON

per la besciamella:
vedi qui

per il ragù di soia:
100 gr di bistecche di soia disidratate (ne ho parlato qui)
acqua
1 carota
1 cipolla
1 sedano
1 foglia di verza

per il resto delle lasagne:
lasagne verdi (per me quelle per la quale non serve la precottura in acqua)
1 confezione di funghi champignon
1 spicchio d'aglio
olio evo

Iniziate con il preparare il ragù di soia. Mettete abbondante acqua in una padella. Pulite la cipolla, la carota ed il sedano e portate l'acqua ad ebollizione. Versate le bistecche di soia disidratata in acqua e lasciate bollire per 15 minuti. Una volta cotte le bistecche toglietele dall'acqua con una pinza, fatele raffreddare ed in seguito strezzatele bene nelle mani. Tagliuzzatele finemente con una mezzaluna.

Preparate la besciamella vegan, QUI le istruzioni. Una volta cotta unitevi gli ortaggi con cui avete cotto le bitecche di soia (tranne la cipolla) e frullate tutto con il minipinner.

A parte pulite i funghi e tagliateli a fettine. In una pentola mettete un filo di olio e l'aglio. Fate scaldare ed unite i funghi. Se necessario aggiungete l'acqua in cui avete cotto le bistecche di soia. Fate cuocere a fuoco basso per 15 minuti.

Prendete una terrina, mettete sul fondo un pò di besciamella, successivamente riversate tutto il ragù di soia ed i funghi nella besciamella. Mescolate bene. (Se non vi piace unire il tutto potete procedere a strati con besciamella, poi ragù e poi funghi)
Nella terrina mettete il primo strato di lasagne coprendo bene tutto il fondo, riversatevi poi sopra la besciamella ricca di tutti gli ingredienti, coprite con altre lasagne e nuovamente con la besciamella. Continuate fino alla fine degli ingredienti.
Infornate per circa 45 minuti a 180°.

mercoledì 10 novembre 2010

IL FINOCCHIO a me al me pias...


Non ho alcuna ricetta realizzata appositamente per l'occasione, se volete potere andare a sbirciare i miei FINOCCHI AL FORNO CON RICOTTA postati poco più di un annetto fa.
Gli impegni di questi giorni mi hanno fatto correre qua e là ed i finocchi sono ancora nel frigorifero. Stasera me li papperò ma crudi con solo un filo d'olio, un non so che di sale ed un ricordo di pepe. Li adoro mangiati semplici semplici perché sono freschi ed appetitosi.

Ricetta o meno non potevo non scrivere due righe in merito all'iniziativa di intelligenti bloggherine che, come me, ne hanno le scatole piene dell'ignoranza della gente.
Tanto la gente è splendida nel suo essere diversa, tanto è stupida quando vuole l'omogeneità. Tra un pò arriveremo ad essere tutti un clone di uno che, chissà da chi, sarà definito l'essere perfetto.
Ma sapete che noia estrema se tutti fossimo uguali? Che barba fare tutti le stesse cose, camminare nell'identico modo, parlare tutti contemporaneamente per dire tutti quella cosa, comprare tutti gli stessi prodotti, fare tutti lo stesso lavoro, andare tutti solo in quel posto in vacanza e voler tutti stare in quell'albergo, guardare tutti insieme quel programma ed esserne tutti insieme ugualmente soddisfatti, leggere tutti contemporaneamente quel libro e trarne tutti le stesse conclusioni, tutti, tutto, sempre....  Che noia, che barba, che barba, che noia....  (ma qui la situazione non è comica).

Se non vi fosse a sto mondo qualcuno che la pensasse all'opposto rispetto a noi, come potremmo crescere? Non esisterebbe stimolo alcuno se fossimo tutti uguali!

Quello che vedo non è solo un problema di omofobia, è piuttosto un'ignoranza senza briglia. Ma l'ignoranza ha sempre una radice, non è li a caso, nasce da qualcosa. Non è ignoranza fine a sé stessa, è la conseguenza di una problematica molto grave dell'essere umano di oggi.

Vi sono, a mio avviso, due differenti motivazioni che spingono alla chiusura verso l'altro.
Una nasce da ciò che non conosciamo. Cosa spaventa la gente? Lo sconosciuto; che sia di genere diverso, di colore diverso, di nazionalità diversa, di pensiero diverso, di età diversa, di idea politica diversa, di livello diverso....L'altro fa una tremenda paura proprio perché non ci è palese cosa sia. Non sappiamo come prenderlo, non sappiamo come si muove, non sappiamo leggerlo, non abbiamo i metodi di analisi che ci permetterebbe di individuarlo e questo ci fa molta, moltissima paura. Nonostante le possibilità di confronto che la cultura contemporanea ci può offrire stiamo chiudendoci e spegnendoci sempre più all'interno del nostro nido. Li dentro moriremo distrutti se non cambiamo in fretta qualcosa.
Un'altra motivazione nasce da ciò che l'altro ha di uguale a noi, ma nello specifico ciò che noi tendiamo inconsciamente a nascondere. Quindi l'altro è uguale a quella parte di noi che tanto non accettiamo e, essendoci palesata, dobbiamo rifiutarla per non confermarne l'esistenza. In questo caso non è l'altro in sé che ci fa paura, ma quello che di noi ritroviamo in lui.

Chi teme l'altro, a volte anche senza che se ne accorga, lo distrugge distruggendo così la bellezza dell'essere umano. Figuriamoci se chi teme l'altro, ed è così complessamente problematico, è un uomo, o son uomini, di forte potere sotto cui un popolo intero deve sottostare...

Io mi indigno innanzi alla paura della diversità degli esseri umani ed allo stesso tempo, da essere umano, guardo con tenera compassione coloro che questa paura la provano, perché, poveri loro, immagino quanta sofferenza dentro loro devono avere....


IO ADORO TUTTA QUELLA DIVERSITA' CHE MI PERMETTE DI CRESCERE...



Gente, volete un mondo migliore? chiedetevi quali sono i vostri di errori verso gli altri!!!!! Non sono sempre gli altri che sbagliano, altrimenti non si spiegherebbe il motivo per cui il mondo sta andando in questa direzione.




Sull'argomento ho di recente visto questo

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