lunedì 21 luglio 2014

un post al femminile... CONO PER FAR PIPI' IN PIEDI fuori casa...





Io la prima volta che sentii parlare del cono rimasi inorridita al pensiero di far pipì in piedi. La mia amica Manuela me ne parlò qualche anno fa di questi usa e getta. Le chiesi "ma perché mai dovrei usarli?".
All'ultima edizione di FaLaCosaGiusta me la ritrovo li, in silicone. Ne parlo un po' con la ragazza addetta alla vendita e mi rendo conto che magari un "perché" ci potrebbe essere, pure più di uno.
Io ho visto bagni orribili in cui al solo pensiero di toccare la porta di ingresso faceva ribrezzo, figuriamoci doversi avvicinare al wc. Quante altre volte tutta infagottata con cappotto, sciarpona, cappello e borsa dovevo trovare il modo di barcamenarmi rimanendo in equilibrio al fine di non far penzolare niente e sfiorare alcunché in alcuni bagni pubblici. E quante infinità di volte sono stata costretta a tenerla più che potevo perché stavo all'aperto e non c'era un bagno da poter utilizzare.
A tutte noi donne è capitato sicuramente innumerevoli volte di aver difficoltà di mingere tranquillamente quando siamo fuori casa.
Senza parlare di coloro che sciano e che ogni volta che devono recarsi in bagno si devono spogliare completamente, o coloro che hanno una capacità motoria limitata magari perché troppo obese o perché hanno un arto rotto.
Per questo ho deciso di provare il cono per la minzione in piedi.
 
Lo ammetto, ho fatto esercizio a casa. Per una donna non è semplice lasciarsi andare stando in piedi.
Ma una volta presa quella minima autonomia posso dire che in borsa il mio cono NON manca MAI!!!
 
In pochi mesi mi ha decisamente semplificato differenti situazioni fastidiose, grazie a chi ha avuto questa splendida idea!!
Come la COPPETTA MESTRUALE anche questo cono semplifica non poco la vita di noi donne di oggi.
 
Immagino anche le mamme con la difficoltà di far fare pipì alle loro bimbe in quegli orrendi bagni.
Il cono agevola veramente tutte!!
 
Al fine di allungare il getto vi è un tubicino che può essere applicato alla punta del cono, questo è utilissimo proprio quando si hanno delle bambine.
 
E' semplice anche la pulizia. Una volta fatta la pipì, che è un liquido sterile, il cono può essere pulito con dell'acqua, con un semplice fazzoletto, o anche semplicemente piegato e messo nel suo astuccio con il salvagoccia e lavato con acqua e sapone una volta a casa.
Non vi è obbligo di sterilizzazione, basta acqua e sapone.
E non inventatevi la storia dei germi, ricordate che la pipì è sterile e solo se ristagna possono crearsi dei problemi.
 
Al momento vi posso consigliare il cono che ho comprato io della  LadyP
ma vi è anche il Go Girl
Decisamente sconsiglio gli usa e getta, cerchiamo di non inquinare!!



giovedì 17 luglio 2014

SAPONI AUTOPRODOTTI...


Alcuni saponi confezionati


 
Serve del tempo per produrli, ma una volta fatti, dopo l'iniziale riposo dei primi due giorni, quando ben raffreddati li si prendono ancora coperti per poterli tagliare, è divertente ed ansioso scoprire "come suon venuti".








Questa è la confezione che sto utilizzando per la vendita presso il GAS, con l'indicazione degli ingredienti, del costo e peso medio.
 
Utilizzando degli stampi a forma allungata sono in seguito da tagliare, in questo modo ogni pezzo ha forma e peso differenti.
 
Sono quasi tutti realizzati con olio di oliva sia extra vergine che non e burro di karite bio.
Non utilizzo l'olio di palma perché molto inquinante nella produzione, e sono attenta alla scelta del tipo di grasso al fine di utilizzare prodotti con minor impatto inquinante sia nella produzione che nel loro utilizzo.
 
Quelli nelle foto sono al
caffè
lavanda con olio di oliva
lavanda con oleotipo in olio evo
carota e arancia
salvia
agrumi
camomilla
alloro
di marsiglia

martedì 24 giugno 2014

BAGLES






Legati ai bagles ho dei ricordi molti forti.
Li ho scoperti a 24 anni quando andai a vivere a Londra per alcuni mesi.
La prima volta che li mangiai non ero in una bella situazione emozionale e mi servirono per cercare di riempire un vuoto interiore. Ero da poco in quella immensa nuova città in cui mi sentivo sola e disorientata, mi mancavano gli affetti famigliari e ne soffrivo particolarmente. Dopo pochi giorni dal mio arrivo in città vi fu l'attacco alle torri gemelle e Londra ne risentì particolarmente, l'allarmismo e la paura furono forti. Ricordo un w-e in cui mi venne consigliato dalla famiglia in cui vivevo di non usare la metropolitana e di non recarmi nel centro, tutti scombussolamenti negativi che andavano a peggiorare la mia situazione già alquanto instabile.

Vivevo in Courtnell Street a Notting Hill, un posto da favola!, ed andavo a Scuola alla Stanton School of England in Queensway a Bayswater - anche se ad oggi dal mio inglese non sembrerebbe proprio io avessi studiato in Inghilterra per alcuni mesi :( .
Lavoravo come baby-sitter in una famiglia italoamericana e gestivo due bimbe splendide ed un bebé.
 
I bagles mi portano immediatamente li, in quelle splendide vie che nei primi mesi mi sembravano tanto ostili, nel negozietto della Sainsburys vicino a Bayswater dove li compravo.
Ricordo che al mio primo rientro in Italia ne comprai una marea per portali ai miei genitori. E ricordo ancora molto bene come li mangiavo seduta al tavolo di casa mentre raccontavo le mie giornate londinesi ai miei.
 
Adoravo quelli all'amarena e quelli lisci ma ricoperti di semini di sesamo che immancabilmente spargevo ovunque.
 
Come già vi ho anticipato qualche post fa li ho visti preparare una mattina in un programma televisivo e mi è subito venuta voglia di farmeli.
 
Tutta un altra cosa mangiarli fatti da sé, con la serenità di oggi, la pace di casa mia!!!
A mio marito sono piaciuti tantissimo e le dodici forme preparate sono finite in giornata. Ho avuto la prova effettiva del buon risultato :D
 
Non li ho cotti tantissimo, infatti esternamente risultano un po' chiari rispetto agli originali, ma la crosta era comunque bella croccante e l'interno molto morbido e ben lievitato. Questo contrasto tra l'esterno e l'interno avviene grazie al tipo di cottura, prima in acqua bollente e poi in forno. La ricetta l'ho un po' modificata, non vi ho messo zucchero, se non una puntina per attivare il lievito.
 
Provateci, è divertente e da soddisfazione mangiarseli sia tiepidi che raffreddati, liscio o farciti.


BAGLES
500 gr. di farina rimacinata
250 ml di acqua
30 gr di lievito
2 cucchiaini di sale
2 cucchiaia di olio evo
1 uovo
semini vari
La ricetta base richiederebbe anche 50 gr. di zucchero, io non l'ho messo

Io ho attivato il lievito in granuli con un pò di acqua tiepida e un cucchiaino di zucchero.
In una terrina ho messo il sale e poi la farina (in modo da non far subito entrare in contatto il lievito con il sale). Dopo che il lievito si è attivato lo ho versato nella farina, ho aggiunto l'olio e l'acqua.
Ho formato una palla e l'ho messa ricoperta da uno strofinaccio leggermente inumidito ed una coperta in un luogo asciutto ed al riparo da correnti d'aria per la lievitazione.
Dopo di che ho preso delle teglie e le ho ricoperte con carta da forno. Ho preso l'impasto lievitato, l'ho leggermente lavorato e diviso in 12 panetti. Ad ogni panetto ho fatto un buco nel mezzo ed ho cercato di renderlo regolare, poi ho adagiati tutti sulle piastre, le ho nuovamente coperte per un altra lievitazione di 10 minuti. Ho acceso il forno a 200°.
Ho preso un pentolone in cui ho messo dell'acqua che ho portato ad ebollizione, ho immerso i bagles per circa 1 minuto per lato. Una volta tolti dall'acqua li ho adagiati su una gratella e poi nuovamente sulla teglia.
Ho spennellato tutti i panetti con l'uovo sbattuto, alcuni li ho decorati con semi di lino o di sesamo, e li ho informati per circa 20 minuti.
 
Una volta sfornati li ho fatti raffreddare su una gratella.

giovedì 19 giugno 2014

GELATO VEGAN...NON GELATO




 
Lo so, è una stranezza, ma è buono veramente ed è pure sano, e questo è quello che interessa a me!
L'ho visto proposto in alcuni blog e subito mi sono ingolosita. La sera stessa a casa ho provato a realizzarlo. Il primo era buonino ma nulla di eccezionale, ma poi ho continuato a provare, ad esempio quello di stasera vinceva di certo!!
Noi consumiamo kili e kili di gelato. Come due affamati ci mettiamo con la vaschetta intera sul divano ed armati di cucchiaino zappiamo a più non posso. Diciamo che il galateo non ci permetterebbe di consumare il gelato in questo modo direttamente dalla vaschetta, e nemmeno le regole dell'alimentazione sana di mangiarne così tanto dopo cena... ma ammetto che spesso, spessissimo pecchiamo alla grande.
Così ecco un'ottima alternativa pratica, autoprodotta, decisamente più sana.
La base è la banana, ovviamente non si possono mangiare banane e banane ogni giorno, ma alternare il gelato, quello vero, con il gelato, quello falso, può essere un ottima soluzione.
 
Alcuni gelati autoprodotti con la gelatiera li avevo già proposti tempo fa, qui, ma per questo gelato non serve alcuna gelatiera, non c'è il peso della panna ne tantomeno dello zucchero.
Vi serve solamente un frullatore ed il congelatore per la frutta.
 
 
GELATO VEGAN... NON GELATO
Quello che ho preparato stasera, nella fotografia, era realizzato con due banane ed un po' di liquore denso al cioccolato realizzato da mia suocera.
 
Io ho preso due banane (una per persona), le ho tagliate a fette, le ho messe in un contenitore e riposte nel congelatore. Le ho lasciate circa 2 orette, il tempo di cucinare, mangiare, lavare i piatti. Ho notato che più le banane sono gelate meglio esce il gelato non gelato.
Ho preso le banane gelate e le ho messe nel frullatore con due cubetti di ghiaccio (non indispensabili), per aiutare il frullatore ho unito qualche goccetto di acqua (veramente poca). Ho frullato molto bene.
Ecco il gelato base :D Estremamente semplice e gustoso.
Ho messo in un bicchiere due cucchiaia di gelato base ed il resto l'ho frullato con del liquore che ha preparato mia suocera al cioccolato (che è molto denso e con pochissimo liquore).
Una volta amalgamato il tutto ho versato il gelato al cioccolato sopra quello base. Qualche goccia di cioccolato per decorare (ammetto non vegan!) e la delizia è fatta!!
 
 
Potete prepararlo con quello che desiderate.
Ieri ho unito della frutta secca, l'altro ieri alla banana ho aggiunto delle albicocche (anche loro congelate con la banana).
Vi potete sbizzarrire come volete e secondo i gusti che più vi aggradano.
 

martedì 3 giugno 2014

CHAPATI





Mi sono svegliata in questi giorni di ferie con la voglia di far andar le mani. A volte è proprio una necessità quella di mettere le mani in pasta. Ci si sfoga, ci si abbandona, ci si scarica e poi rilassa.
La cucina in molte occasioni risulta proprio essere una forma di terapia.
 
La mia attuale cucina è terribilmente piccola e stretta, ho pochi punti di appoggio e questo tende ad innervosirmi mentre lavoro perché lo spazio è una cosa molto importante soprattutto quando si panifica. Ma quando sono nella giusta vena non c'è nulla che mi blocchi o che mi irriti, tutto fila liscio.
 
Sabato mattina mentre mi preparavo il mio estratto di frutta per la colazione ho acceso la TV, stavano mostrando in un solito programma culinario la preparazione dei bagles. Che ricordi del passato!!!
Una voglia improvvisa di impastare mi è salita ed ho avvertito quello splendido fremito nelle mani, ma in giornata non combaciavano i miei impegni con i tempi di lievitazione della pasta. Così, pur di far qualcosa e di muovere le mani nella farina addensata mi sono inventata la preparazione dei chapati, molto più veloci da preparare.
Ho lasciato poi la preparazione dei bagles a ieri... ma questo tutto in un prossimo post.




CHAPATI
240 gr di farina (per me quella di farro)
180 ml circa di acqua
1/2 cucchiaino di sale

per insaporire:
erba cipollina
prezzemolo


Versate la farina in una terrina ed unite il sale, mescolate. Versatevi piano piano l'acqua ed iniziate ad amalgamare fino a che non si addensa in modo omogeneo l'impasto. Se desiderate potete unire all'impasto dell'erba cipollina o del prezzemolo freschi o essiccati. Formate una palla e mettetela a riposare coperti da uno strofinaccio in un luogo caldo per circa 20 minuti.
Riprendete l'impasto lavoratelo ancora qualche minuto e dividetelo in palline tutte della stessa grandezza. Stendete ogni pallina con il mattarello, aiutandovi con altra farina per non far attaccare l'impasto al mattarello ed alla spianatoia.
Scaldate per bene la padella per le crepes o un'ampia bistecchiera e mettete uno alla volta i dischetti appena stesi. Si formeranno delle bolle, cuocete ogni dischetto da entrambi i lati.

Si possono mangiare caldi o raffreddati. Possono anche essere conditi con olio e sale.





Io li ho conditi con sale, pepe ed un abbondante olio evo.


lunedì 26 maggio 2014

DETERSIVO PER LA LAVATRICE FAI DA TE, COME LAVARE IN MODO PIU' ECOLOGICO...




Sempre più di frequente mi capita di dare consigli in merito al modo pulire la casa. Prima di tutto come lavare i panni, cosa un po' strana dato che io non sopporto lavare i panni, stenderli, ritirarli, stirarli... Diciamo che ne farei volentieri a meno, ma sà da fà!
Ricordo che mia nonna mi raccontava sempre delle ore ed ore che da giovane spendeva al fiume/lavatoio per lavare i panni suoi e delle persone che serviva, a lei piaceva molto; ancor di più le piaceva l'atto della cura dei panni una volta che venivano stesi, li rigirava più volte per farli asciugare quanto prima e poterli stirare e riporre negli armadi velocemente. Anche io a volte seguo i panni rigirandoli in continuazione, ma vi confesso che mi capita pure di dimenticarli asciutti sullo stendino per giorni.
Per di più non amo lavare a mano, benché mia madre più di metà dei panni mi abbia insegnato (o dovrei a questo punto dire non proprio tanto insegnato) che è bene lavarli a mano e tuttalpiù fare solo una centrifuga finale in lavatrice per togliere l'eccesso di acqua.
Con la lavatrice per me esiste: il bianco e tutto il resto del mondo (che significa qualsiasi altro colore che non sia bianco o chiarissimo). Ciò vuol dire che ho rovinato di tutto perché il nero, il rosso, il viola... non sono sempre compatibili tra loro :). Ed a peggiorare la mia situazione vi dico pure che dimentico spessissimo nelle tasche i vari fazzolettini di carta che mi ritrovo distrutti in minuscolissimi pezzettini tra  panni una volta finito il lavaggio.
 
Quindi qui non starò a raccontarvi di come fare per usare la lavatrice al meglio sentendomi una dotta, perché in sincerità non potrei mai farlo, ma vi racconto come faccio io a lavare i panni e quali prodotti utilizzo al fine di rispettare il più possibile la natura (almeno qui sono bravina!!) e consumare meno denaro.
I detersivi che si trovano nei supermercati sono per la maggior parte inquinanti e soprattutto ultra costosi. Gli ammorbidenti, che trovo abbiano spesso profumi indecenti, oltre che costare tanto sono inutili.
Ma riuscire a farla capire alle massaie che possono non spendere i soldi per tutti quegli ammorbidenti è un lavoraccio. A loro piace così! ed il profumo che le marche conosciute lasciano sui panni a loro parere rende i panni più puliti.
Lasciamo perdere per ora il discorso sui disinfettanti che proprio non sopporto... vi dirò cosa faccio io.
 
La temperatura. Il mio metodo di lavaggio prima di tutto si basa sull'attenzione alle temperature. Vada per quella volta ogni tanto che gli indumenti bianchi necessitino di un lavaggio ad altissime temperature... ma proprio quella volta e non come consuetudine. La maggior parte delle persone lava i propri panni pensando che siano ultra luridi e chissà quanto unti. In realtà oggi ci si cambia di abbigliamento così tanto spesso che generalmente si devono ripulire solo dal sudore. Ovviamente chi fa dei lavori per la quale ci si sporca particolarmente deve avere delle accortezze in più nel lavaggio, a partire dalla temperatura, ma per tutti gli altri è bene non eccedere inutilmente.
Temperature eccessivamente alte comportano due cose negative: la facilità di rovinare i panni, maggior consumo di energia.
Io di regola tengo la temperatura che si aggira intorno a 50° per i panni bianchi, ma a volte la abbasso anche ai 45° se so che sono solo da rinfrescare, e 30° per i colorati.

Il detersivo. Da anni ho trovato il mio metodo per lavare e ne sono decisamente soddisfatta. Il sapone di marsiglia. La maggior parte delle persone mi guarda perplessa quando pronuncio la parola marsiglia :), si immagineranno la lavatrice piena di schiuma traboccante.
Nell'ultimo anno il sapone non lo acquisto più ma lo produco io stessa (solo con olio di oliva, ed a volte pure di scarto, acqua e soda caustica). Che sia di autoproduzione o meno il sapone è ottimo oltre che per il lavaggio a mano anche per quello in lavatrice.
Io grattuggio il sapone, lo metto in un contenitore e man mano che mi serve ne prendo quel po' che basta per il lavaggio in corso. Lascio le scagliette di sapone in una bacinella con dell'acqua calda per qualche minuto (dai 2 ai 10) per farlo sciogliere bene. Una volta gelatificato lo riverso direttamente nell'oblò. La quantità ovviamente varia in base a quanti panni ho da lavare ed al fatto che siano bianchi o meno, veramente sporchi o solo da rinfrescare.
Io non utilizzo tanto sapone, ne utilizzo la giusta quantità, si deve porre attenzione, oltre al tipo di sapone che si utilizza anche alla quantità. Qualche anno fa avevo letto un articolo che parlava di monodosi, il nuovo indirizzo commerciale di molte aziende di detersivi, raccontava di quanto le donne abituate ad utilizzare ingenti quantitativi di prodotto per la pulizia siano avverse alle monodosi perché convinte che a causa delle ridotte dimensioni non pulissero realmente a fondo. Un effettivo limite mentale.

Per aumentare la capacità di lavaggio a volte unisco un cucchiaio di bicarbonato al sapone mettendo anch'esso direttamente nell'oblò.


 

Il disinfettante. Io non ho mai utilizzato disinfettante. Nemmeno se avessi la casa piena di bimbi ne utilizzerei uno di quelli pubblicizzati in TV. Come sempre alti costi e poca resa. Per di più ricordatevi che tutte le confezioni dei detersivi acquistati comportano inquinamento una volta smaltite!!!
Al posto del disinfettante commerciale metto nell'oblò un cucchiaio di bicarbonato con qualche goccia di olio essenziale di tea tree o di lavanda (in questo caso tendo a preferire il "lavandino" che è più economico ed ha lo stesso potere della lavanda). Ovviamente entrambi bio. Mai mettere l'olio essenziale puro direttamente sui panni, potrebbe macchiarli, sempre mescolarlo con del bicarbonato o sale.

L'ammorbidente. Non penso di averne mai comprato un solo flacone. Ricordo che quando lavoravo da un grossista di prodotti per la casa una volta mi regalò alcuni flaconi di ammorbidente. A mia volta li ho regalati tutti ad una anziana vicina di casa che non viveva senza i suoi prodotti commerciali (che peccato che alcuni anziani non ricordino come facevano da giovani).
Io utilizzo sempre l'aceto di vino bianco. Il più economico, comprato nei discount. Riempio con esso il reparto per l'ammorbidente della lavatrice. Vi assicuro che i miei panni non puzzano di aceto!!! E' il timore di tutti coloro che non lo hanno mai utilizzato.
Alcuni anni fa cercando di convincere mia suocera a lasciar perdere l'ammorbidente a favore dell'aceto ho dovuto fare una lavatrice con i miei panni per darle la prova che non dicevo menzogne. Ne è rimasta soddisfatta. :)
Al posto dell'aceto potete utilizzare anche un cucchiaio di bicarbonato, magari unito a qualche goccia di olio essenziale di lavanda per profumare i panni.
La mia attuale lavatrice ha due scomparti per gli ammorbidenti, il primo lo riempio con l'aceto, ed ogni tanto verso nel secondo un po' di bicarbonato con 3/4 gocce di olio essenziale di lavanda/lavandino.

Pieno carico. Capita anche a me a volte di non riuscire a riempire la lavatrice e di pensare ad un carico limitato. E' un peccato. Anche se c'è l'opzione apposita per il mezzo carico vi è comunque un elevato utilizzo di energia, pari al carico intero, e la quantità di acqua non sarà comunque così ridotta! Quindi è sempre meglio attendere una settimana per unire altri panni e fare un lavaggio normale.

Pulizia della Lavatrice. L'utilizzo dell'aceto e del bicarbonato mi permette di tenere bella pulita anche la lavatrice stessa, non ho mai avuto problemi di calcare (nella casa dove ho vissuto per circa 10 anni con una media di 2 lavaggi a settimana ho avuto sempre una pulitissima lavatrice nonostante l'acqua fosse terribilmente calcarea).
Ogni 6/7 di mesi faccio comunque un lavaggio generale a vuoto dove verso sempre il mio aceto di vino bianco nel cestello. Direi decisamente economico e soprattutto veramente rispettoso sia dell'ambiente che della stessa lavatrice.


E' importantissimo porre attenzione a come laviamo i nostri panni principalmente per due motivi:

Ridurre l'inquinamento. Dobbiamo impegnarci sempre di più. Se ogni famiglia fa in media due lavatrici a settimana, oltre ai lavaggi dei panni fatti a mano,  potete ben pensare a quanto inquinamento produca. Dobbiamo tenere ben presente che tutto quello che noi versiamo nella ns. lavatrice per pulire i panni deve essere quanto più rispettoso per la natura. Rispettando la natura rispettiamo noi stessi e gli altri.

Pulire i tessuti. Inoltre è bene sapere che spessissimo il detersivo tradizionale non se ne va completamente dai nostri capi, al contrario si ferma tra le fibre del tessuto. Questo è decisamente dannoso per la nostra pelle, soprattutto per quelle più delicate o quelle con predisposizione allergica. L'ammorbidente che dovrebbe aiutare l'acqua a pulire definitivamente il capo dal sapone e renderlo morbido al contrario tende a non liberare il tessuto, cosa che invece fa l'aceto, e nel tempo ne risente la pelle ed il capo stesso.
Gli sbiancanti invece? non li sopporto proprio. Coprono la macchia fingendo a livello ottico che non ci sia più, ma in realtà è sotto...



Le abitudini fanno parte di noi, ma con un po' di consapevolezza e di impegno possiamo sempre migliorare. A volte migliorare vuol semplicemente dire fare di meno, risparmiare, tutte cose a nostro favore. Vuol anche dire documentarsi ed aprirsi a cose nuove.
Io questo impegno lo metto in quello che faccio perché tengo particolarmente all'argomento inquinamento. Spero anche voi!!

un Sorriso...
 

giovedì 22 maggio 2014

CENTRIFUGATO DI CAROTE E MANDORLE



Io ho perennemente sete, non mi muovo di casa senza una bottiglietta dell'acqua in borsa. Solitamente in inverno adoro bere durante le ore di lavoro e la sera vari tipi di tisana perché oltre a piacermi mi fa stare bene bere cose calde. Ma oltre alle tisane in inverno ed in estate, motivo in più per rinfrescarmi, bevo anche tanti centrifugati.
Il centrifugato mi aiuta, oltre a dissetarmi, anche ad assumere maggior vitamine senza necessariamente assumere pure un eccesso di fibre.
La mattina ne bevo una tazzona a colazione, avendo da un anno abbandonato completamente i vari latti vegetali. Il pomeriggio dopo il lavoro o prima di cena mi cullo con una bicchierone di estratto di frutta e verdura.
Ho acquistato circa un anno fa un favoloso estrattore. Ci siamo a lungo documentati ed abbiamo capito che la nostra centrifuga oltre a farci sprecare tanta frutta e verdura, perché non spremeva bene la materia prima, tendeva a scaldare anche troppo il cibo mentre lavorava nella spremitura. Così abbiamo fatto un piccolo investimento ed abbiamo acquistato l'estrattore dell'Angel.
Ammetto che serve un po' più di pazienza nella preparazione, questo perché in primis si deve tagliare in pezzi piccoli il cibo, questo rispetto alle centrifughe in commercio oggi che si pavoneggiano per la capacità di poter spremere una mela intera e far così risparmiare il tempo dello sminuzzamento del cibo a chi materialmente si mette a preparare il succo.
Inoltre serve anche più tempo nell'estrazione stessa, dato che funziona più lentamente rispetto alla centrifuga che avevamo, il motivo è dato dal fatto che non deve riscaldare il cibo per preservarne tutte le proprietà nel succo.
Inoltre anche la pulizia necessita del suo tempo.
Rispetto alla solita centrifuga questo estrattore ho calcolato che mi prende circa 15 minuti in più per tutto, ma nonostante questo io non tornerei mai ad una semplice centrifuga. L'estrattore mi ha decisamente soddisfatta! La quantità di succo che ho oggi, a paragone di quantità di cibo,  è decisamente superiore spremendo a fondo il cibo e facendomi risparmiare buona parte degli scarti che si sono notevolmente ridotti.
Per di più posso utilizzarlo anche per spremere i frutti oleosi, la mattina spremo spesso anche un cucchiaio di semi di lino, ed a volte un po' di mandorle che danno un  meraviglioso gusto al mio succo. Posso farci anche il latte vegetale spremendo i frutti oleosi con un po' di semplice acqua.

Vi lascio una delle ultime abbinate preparate, da leccarsi i baffi!!
 
 

CENTRIFUGATO DI CAROTE E MANDORLE
3 carote
10 mandorle
1 pera
1 sedano

mercoledì 23 aprile 2014

FRUTTA ESSICCATA... ed ESSICCATORI





Lo scorso anno come dono per il mio matrimonio ho ricevuto dalla mia splendida Banca Del Tempo un essiccatore. Uno regalo meraviglioso! Mi avranno sentita parlare di essiccatore una miriade di volte e stanchi di sentirmelo pronunciare alla prima occasione eccolo in regalo :D   Ho dei soci che quando ci si mettono sono dolcissimi e sorprendenti!!!!

Lo utilizzo quasi tutte le settimane, lo aziono la sera dopo le 19 ed il sabato o la domenica. In inverno ho essiccato tantissima buccia di arance, mandarini, mele, limoni, (in parte frullati e messi nelle torte/muffin/biscotti ed in parte spezzettati per le tisane). Per preparare il mio dado di recupero essicco una marea di verdura, buona parte di quella che finirebbe nella pattumiera ma anche molta altra più pregiata (ne consumo così tanto che non mi basta la sola verdura di recupero).
Ho essiccato la zucca e le zucchine per farne delle chips alternative. Una marea di mele, dooooolci, squisiteeeeee. Ed ora ho provato anche con la banana.

Consumo questa frutta per lo spuntino di metà mattina o quello del pomeriggio, me la porto in ufficio e la dò a mio marito che ne tiene anche un po' in auto.

Vi sono una marea di essiccatori. La tauro proposta da Macrolibrarsi li vende rettangolari più o meno lunghi in base alle esigenze dell'acquirente e con la ventilazione che arriva da un lato. Ci sono poi quelli rotondi con la ventilazione che parte dalla base; io ho quello della DCG e devo dire che mi trovo bene, danno come standard 5 cestelli ma possono essere aumentati acquistandone altri. Io tendo a seguire l'essiccazione spostando i cestelli durante il tempo di essiccazione dalla prima posizione vicino alla ventilazione all'ultima in alto. Penso che la stessa cosa debba essere fatta per quelli con ventilazione che arriva dal lato girando il cestello da un lato all'altro per permettere l'omogeneità di essiccazione su tutto il cestello, soprattutto per quelli molto lunghi.

Ovviamente se avessi un camino o una stufa sfrutterei molto quelli ma non avendo che il forno come alternativa, che consumerebbe molto di più, e tantomeno al momento la possibilità di utilizzare il sole, considero l'essiccatore un aiuto meraviglioso per la mia alimentazione.

L'essiccatore può anche essere realizzato in casa con un piccolo armadietto, dei ripiani (ad esempio quelli di un vecchio frigorifero) ed una lampadina ad incandescenza. Ecco qui le spiegazioni di quello che ha realizzato Cotto al Vapore, un'ottima alternativa!!

Non vedo l'ora di avere un giardino per poter realizzare un essicatore da mettere al sole. Ne ho trovati differenti, sia in vendita che anche da autoprodurre. Qui, qui, qui e qui ...

C'è da sbizzarrirsi anche nel produrre cibo con l'essiccatore.
Presto vi posterò i miei croccanti per la merenda realizzati con lo scarto dei centrifugati ed essiccati.



lunedì 14 aprile 2014

GERMOGLI - COME AUTOPRODURLI


semi di lino



quinoa


                                                                           alfa alfa e fagioli


                                                                                          lenticchie

 
Ogni vegetariano o vegano che si metta a parlare con degli onnivori è bene o male costretto a descrivere di cosa si ciba. Tutti pensano che noi mangiamo solo insalata!
Non è decisamente così.
Avendo gli onnivori quasi sempre la carne come piatto forza non si rendono conto di quanta marea di altre possibili alternative esistono al mondo.
Io dico sempre "se riesce ad avere una scelta di piatti un crudista, che è forse colui che ha un paniere più limitato di ingredienti e modalità di consumare il proprio cibo, figuriamoci i vegani o ancor di più noi vegetariani". Ci possiamo sbizzarrire alla grande! (peccato che questo non lo abbiano ancora capito un gran numero di ristoratori che non appena dici "sono vegetariana", dopo averti guardata male, ti portano il solito piatto di formaggi e l'altro di verdure alla piastra. 'Na tristezza!!! )
 
Da annoverare sempre tra i ns. piatti vi sono i GERMOGLI. E quasi tutti i miei interlocutori onnivori a questa parola rimangono a guardami con un punto di domanda stampato in fronte. Sapessero che si son sempre persi!!
Quindi parte la spiegazioni di cosa sono, di come si autoproducono, di come si mangiano. Tutto va bene fino a che non si rendono conto che per poterseli mangiare se li devono autoprodurre, e devono pure impiegare tempo e spazio in casa, e devono pure aspettare delle giornate prima di poterli consumare... "pluf"...  scappa subito la loro curiosità, e pure a gambe levate!
 
Sarà che io li trovo buonissimi. Ovviamente dipende dal tipo. Non parlo di quelli di senape che ogni volta che li preparo mi chiedo, perché mai? Non li sopporto proprio!! Ma la mia risposta è sempre "devo finire la scorta", e prima o poi finirà!
Deliziosi sono: le lenticchie, il fagiolo mung, la mia preferita l'alfa alfa, il porro, la quinoa, la rucola, il finocchio, il grano saraceno, i semi di lino, il fieno greco, i ceci, il basilico.... 
mmmhhh... una delizia
 
Ogni germoglio ha un sapore diverso e precise proprietà, i legumi è meglio scottarli leggermente, gli altri sono assolutamente da consumare crudi.
Ad esempio io le lenticchie le scaldo solo per qualche minuto al vapore. Il loro gusto ancora calde va dalla noce alla castagna. Dire che sono goduriose è dir ancor poco!
Ricordo che da piccola con mia madre era quasi impossibile mangiare i germogli, non arrivavano tutti insieme al giorno di maturazione, più della metà se li smangiucchiava lei di giorno in giorno dato che ne era golosissima.

Perché mangiarli? Perché un semplice germoglio ha una marea di vitamine, addirittura più del 1400% rispetto alla pianta adulta. Contiene le migliori proprietà nutritive, facilmente assimilabili ed utilizzabili dal corpo umano.

Con che cosa prepararli?  Si possono produrre con i germogliatori che si trovano facilmente in vendita. Questi possono essere in argilla, di plastica, o anche di tessuto. Altrimenti, soprattutto per chi vuole iniziare e fare delle prove, possono essere utilizzati germogliatori alternativi, alcuni sono quelli di cui ho pubblicato sopra le fotografie.
Io ho acquistato da poco più di un anno un vero germogliatore ma fino ad allora ho sempre utilizzato alternative che trovavo in casa, e che comunque a volte utilizzo anche oggi quando ho più tipi di germogli da produrre.
Questi possono essere un semplice vasetto in vetro. Al posto del tappo basta mettete una retina in plastica (ad esempio quella delle zanzariere) o una garza fermate con un elastico o un cordoncino che permetta di non fare uscire i germogli una volta che si rigira al contrario il vasetto. Altrimenti si possono prendere due vaschette di plastica (ad esempio quelle delle carote), a quella sopra dove verranno messi i germogli si faranno tanti piccoli forellini con un ago un po' ovunque (in modo da far scolare l'acqua), e quella sotto servirà per raccogliere l'acqua di scarico della vaschetta dei germogli. E' bene distanziare le due vaschette per permettere il drenaggio con due piccoli spessori, ad esempio due pezzi di tappo di sughero.
Ancora... vi è la calza di nylon di 15den o un tessuto naturale ma a trama larga. Io ho rotto una calza color carne non appena tolta dalla confezione. Dopo la rabbia iniziale ho tagliato la parte del piede ed ho iniziato ad utilizzarla per produrre i miei germogli. I semi di lenticchie li dentro germogliano con estrema facilità.
Oltre a tutti questi germogliatori casalinghi vi è anche il semplice colino, le trame devono permettere di non far scivolare fuori i semini.

Come prepararli? E' una procedura veramente semplice. In realtà possono anche essere acquistati già pronti. Ad esempio l'Esselunga li vende di soia (ma che soia è? è almeno bio? e che senso ha consumare dei germogli, un prodotto ottimo perché fresco e naturale, rimasti tanto tempo in contenitori di plastica?)  Vi sono altre aziende che in modo serio li producono da semi bio e li commercializzano, ma io vi consiglio sempre e comunque di farveli da voi. Risparmierete per di più soldi.
Basta comprare dei semi, consiglio assolutamente quelli bio. I semi dovranno essere messi per almeno 8 ore in un contenitore ampio con un bel po' di acqua e riposti in un luogo al buio, uno stipetto della cucina. Trascorso questo tempo scolateli e lavateli versandoli in un colino (attenzione ai semi piccoli, il colino in questo caso deve essere microforato). Versate poi i semi nel contenitore che avete scelto per la germogliazione. Lasciatelo al buio per i primi uno o due giorni e poi mettetelo alla luce, ma mai al sole diretto. Almeno due volte al giorno, in estate io lo faccio anche 3 o 4 volte, riempite il contenitore di acqua fresca e lasciate a bagno i germogli per qualche minuto e poi scolate lasciando i semi inumiditi ma mai zuppi in residui d'acqua. Ogni seme ha un diverso tempo di germogliazione. Alcuni sono pronti in 3/4 giorni altri addirittura in 15.
Se utilizzate i vasetti di vetro riempitelo d'acqua, lasciate a bagno i semi, poi con la rete sopra scolateli girando il vasetto al contrario.
Per i germogli dentro il nylon o il tessuto io immergo tutto il tessuto dentro una bacinella piena d'acqua e poi una volta tolto il tessuto dall'acqua si scolano da soli. Appendeteli e metteteci un piattino concavo sotto in modo da raccogliere tutta l'acqua di scolo.
Con i germogliatori in vendita invece basta mettere le cassette, impilate una sopra l'altra, sotto il getto dell'acqua del rubinetto e far si che a catena si bagnino. Ripulire la cassettina di raccolta posta alla base.
(l'acqua di risciacquo dei germogli cercate di raccoglierla in una bacinella in modo da non gettarla e di riutilizzarla per bagnare i fiori di casa e del giardino)

Come mangiarli? Qui vi potete sbizzarrire. Da soli o in abbinata a piatti di portata. Nelle insalatone,o trasformati. Alcune idee le potete trovare nel blog, qui. Vi sono anche diversi libri: germogli appetitosil'Orto dei germogli di Grazia CacciolaMangiar Sano e Naturale...


Tra i più semplici da preparare vi sono i germogli di lenticchia e di alfa alfa. Se volete provare a autoprodurveli vi consiglio di iniziare da questi. Non cambia nulla rispetto agli altri, ma almeno vedrete in fretta il risultato.


Che dire? Buon appetito!!! :)


(in questo post ho inserito i link alla mia pagina di Macrolibrarsi di cui sono partner)

giovedì 10 aprile 2014

PATATE FARCITE CON CIPOLLA E FORMAGGIO al forno




Oggi un piatto veloce....


Questa ricetta l'ho vista da qualche parte nel web, forse su Facebook, era realizzata con la pancetta ed io l'ho trasformata in un contorno gustosamente vegetariano.
E' un piatto carino da presentare e semplice da realizzare.


PATATE FARCITE
patate
cipolla
formaggio
sale
olio evo

Lavare e pelare le patate. Affettarle per il lato più corto ma senza arrivare con la lama del coltello alla fine della patata, in modo da mantenerne la forma. Cercare di fare tagli della stessa dimensione.
Tagliare a fettine sottili la cipolla ed il formaggio. Inserire nei tagli della patata in modo alternato una fetta di cipolla o una di formaggio.
Mettere in una terrina da forno un filo di olio evo, adagiavi sopra le patate, spolverare con del sale ed informare a 180° fino a che la patata non è ben cotta.
E' un contorno gustosissimo!!

giovedì 27 marzo 2014

LA PRIMAVERA METTE ENERGIA




Il mio desiderio di vita SLOW e la mia voglia di stare tranquilla e rilassarmi il più possibile cozza un po' contro con una marea di appuntamenti interessanti offerti in questo periodo da varie fonti.
Nelle ultime settimane ad Azzate, un paesino della provincia di Varese, si sono tenuti stimolanti conferenze che riguardano il mondo della permacultura-orti-cohausing-tempocondiviso-bioedilizia. Le serate avevano la finalità di dare ai partecipanti un'infarinatura generale sui vari argomenti trattati e di iniziare a creare una rete di contatti. Fortunatamente ogni serata era stata pensata non solo per il pubblico in sala ma anche per chi come me non voleva muoversi di casa e così, a parte l'ultima serata, mi son goduta in streaming comodamente seduta sul mio divano e con i ferri della maglia in mano tutte le conferenze. Se vi va di saperne di più e di vedere i video delle serate, dove c'è anche la presentazione della mia carissima Banca Del Tempo e della cooperativa a cui è associato il mio GAS, cercate Cà Mariuccia.
A Gallarate è da poco terminato anche il Festival Della Filosofia, quest'anno l'argomento su cui gli incontri si basavano era l'Agorà, vi sono stati relatori con cui ho condiviso molti concetti e che mi hanno offerto un bel po' di opportunità per pensare. La miglior serata è stata in assoluto quella con Umberto Galimberti, ne sono rimasta Affascinata. Ora ho una lunga lista di libri che desidero/necessito leggere nei prossimi mesi ma di certo ne aggiungerò alcuni dei suoi perché sono stata in accordo con tutto quello che lui ha detto durante la serata ed alcune cose sue che ho trovato in seguito in internet. Ad un appuntamento c'è stato anche Philippe Daverio che proprio per la popolarità data dalla TV ha ottenuto il pienone della sala. Anche lui ha meritato la partecipazione, questa volta niente sfottò sull'arte contemporanea, come ci aveva abituati, e tanta tanta sana cultura. Poi una scoperta in un pomeriggio di lezione magistrale dal titolo "la vita quotidiana oggi": Marc Augé, secondo me gli antropologi hanno un quid in più. Nella loro estrema semplicità hanno della sapienza e delle esperienze che li rendono diversi e mi attraggono.
Nel w-e invece passerò giornate intense alla Fiera di Milano a FaLaCosaGiusta. E' un appuntamento imperdibile. Prendo il mio trolley e via tra le corsie della fiera prendendo dépliant di ogni genere, provando prodotti culinari nuovi ed ascoltando qualche conferenza o mini corso. Prima cosa da fare è andare ad accaparrarsi qualche confezione di Muscolo di grano, finiscono subito!! Poi andrò alla ricerca della canapa, so già dove cercarla (voglio farmi il formaggio dal latte di canapa e mi servono nuovi semi). In seguito mi dedicherò alla ricerca di informazioni sulla bioedilizia. Mi farò giro tra i libri per vedere se mi manca qualcosa di importante. E poi spero vi sia ancora l'iridologa, una capatina anche da lei la farei volentieri. Infine a sbizzarrirsi tra i vestiti e gli accessori.
In contemporanea, sempre nel w-e, alla Fiera di Milano vi sarà anche il Miart, mi sa che ogni tanto perderò il marito che scenderà al piano inferiore a seguire qualche conferenza sull'arte. Altra nostra grande passione che ci ha fatti incontrare circa 7 anni fa.
In alcune serate e sabati di aprile e maggio invece mi attendono vari incontri sulla maternità nelle biblioteche di Gallarate e Samarate. I titoli sono importanti, spero pure il contenuto delle conversazioni. Il mondo della maternità è veramente vasto e mi sto rendendo conto, sebbene si ritenga che l'istinto materno sia la cosa fondamentale, che in realtà sapere alcune cose può fare la differenza. Per di più vi è sempre la mia idea che la parte psicologica di genitori e figli debba avere un giusto riguardo e per questo informarsi prima trovo sia decisamente meglio.
In più l'associazione  CAOS (centro ascolto operate al seno onlus) ha in programma sempre a Gallarate alcuni incontri sull'alimentazione, anche se non ho compreso il tipo di approccio all'argomento e per una convinta vegetariana che ne ha sentite di ogni resta sempre con le antenne alzate quando propone di parlarle di cibo. 
Sempre questa associazione offre però anche un mini corso di yoga. Alla fine di tutto questo riesco a mettere in agenda anche un po' di relax ed a farmi extracasa qualcosa di tranquillo, ho trovato così anche il tempo ed il modo per rilassarmi :D :D

Lo sento che è primavera, ho voglia di fare. Anche se continuerò a fare ogni cosa sempre con i miei tempi e ritmi moderati, in modalità SLOW, avverto che almeno mi sto iniziando a svegliare e a rinnovarmi. L'idea è comunque sempre di muovermi con calma e lasciarmi la libertà di cambiare qualora il divano in una serata fosse più allettante, ma l'energia inizia a girare in un modo nuovo.
 
Il bello dei cambi di stagione annuali è proprio questo: che anche noi abbiamo l'opportunità di avere 4 fasi.  Questo ci permette di non essere mai uguali e di non annoiarci di noi stessi :-)
 
 

giovedì 20 marzo 2014

E' PRIMAVERA...... svegliatevi bambini....





Buona Primavera

Quando ci sentiamo deboli, tutto ciò che dobbiamo fare è aspettare un po'. La primavera torna, le nevi dell’inverno si sciolgono e le loro acque ci infondono nuova energia.
Paulo Coelho





 
 
Related Posts with Thumbnails