venerdì 26 giugno 2015

BRIOCHES VEGAN con lievito madre...




Negli ultimi mesi sono stata molto ferma, sono stata per tanto tempo obbligata all'ozio, posso dire però di aver lavorato in un modo nuovo, con il mio corpo. Delle motivazioni vi parlerò in un prossimo post.
Sta di fatto che ora, da circa tre settimane, ho ricominciato a muovermi. A necessitare di fare, di creare, di dare libero sfogo alle mie mani. Il tutto con dei tempi per me nuovi, ancora più lenti e rilassati rispetto a quelli dell'ultimo anno ma a cui mi sto adattando con molta serenità.
 
La prima cosa che mi è venuta voglia di fare è metter le mani in pasta.
Creare una bella massa corposa e lavorarla sul tavolo della cucina, spingere le mani nell'impasto morbido e plasmarlo.
Una delizia che chi ama fare il pane a mano ben conosce.
 
Il primo giorno ho sfornato ben 5 pesanti pagnotte di pane, nonostante in casa siamo solo in due a mangiarne. Era proprio la voglia di fare che ho lasciato a briglie sciolte ed ho prodotto, prodotto, prodotto... :D
Una gran soddisfazione.
 
Avendo del tempo maggiore rispetto all'ultimo periodo mi è venuta l'idea di tornare al lievito madre e lasciare perdere quello di birra. Così con estremo piacere ho ridato vita al lievito che il mio carissimo amico Nicola mi diede all'inizio del 2010. Nicola mi disse: una parte seccala e frullala può essere che ti verrà utile in futuro. Aveva ragione!!!
Ho preso la polverina che mi ha seguita durante i vari traslochi di questi ultimi 5 anni e che mi attendeva paziente in credenza. L'ho unita ad un po' di acqua ed un pizzico di miele. Per una settimana le ho dato da bere acqua e da mangiare nuova farina e saltuariamente un po' di miele. Ed ora è piena di energia e si gonfia e cresce che è un piacere.
Ora ho polverizzato e messo in un barattolino nuovamente il nuovo lievito dopo un bel po' di rinfreschi, pronto per il futuro.

 
 
Oltre al pane ho iniziato a preparare delle brioches per la colazione. Ho preso da ViolaMirtillo l'idea di base per delle briochines vegan ed ho adattato la ricetta a quello che la mia dispensa offre.
Ho fatto un po' di esperimenti con le varie farine e trovato quelle che sono maggiormente di mio gusto.
Con la quantità di ingredienti utilizzata possono uscire 6 brioches grandi come quelle della foto in alto, altrimenti le si possono fare anche più piccole, saziano molto. Le ultime che ho fatto le ho cotte al punto giusto e risultano molto morbide.
Alcune le ho farcite con la marmellata altre le ho lasciate vuote.
 
Vi lascio la ricetta, chissà mai che vi vada di provarle.
 

 
BRIOCHES VEGAN con lievito madre
230 gr. di farina tipo 2
50 gr di farina ai cereali integrale ( se non si ha questa farina si può utilizzare solo quella di tipo 2)
125 gr. di lievito madre, rinfrescato la sera prima
130 gr. di acqua (in cui io ho messo un cucchiaio di sciroppo di sambuco)
20 gr di olio evo (può essere che con tutta farina tipo 2 possano servirne anche 25 gr)
70 gr di zucchero di canna integrale - (ViolaMirtillo consiglia in alternativa 60 gr di sciroppo di agave, io al momento l'ho terminato)
1 cucchiaio di polvere di scorza di arancia
1 cucchiaino di crema di dattero (ingrediente facoltativo - io l'ho ricevuto come dono da una socia della mia Banca Del Tempo che me lo ha donato dopo un viaggio in oriente)
1 pizzico di sale
Per farcire: se vi va di fare le brioches ripiene potete mettervi all'interno prima della cottura della marmellata o la crema che preferite.
Per spennellare la parte superiore: io ho usato lo sciroppo di sambuco, ma in alternativa vi sono i malti di riso/mais o lo sciroppo di agave che consiglierei di allungare con un poco di acqua.
 
 
In un recipiente capiente mettere il lievito e scioglierlo con l'acqua. Aggiungere la farina, lo zucchero, la polvere di arancia, il sale e la crema di dattero. Iniziare ad amalgamare ed aggiungere piano piano l'olio evo. Io in base alla consistenza della massa cerco di capire quanto olio possa servire, non si deve esagerare altrimenti oltre a rimanere fin troppo oleoso ne risentirà anche il gusto finale. Impastare su una spianatoia infarinata energicamente fino a che la massa risulta omogenea e malleabile. Rimettere il composto nel recipiente, coprirlo con uno strofinaccio e lasciarlo per 3 ore in un luogo caldo (ottimo il forno spento) o coprirlo con una coperta.
Passato il tempo della prima lievitazione stendere l'impasto con il mattarello e lasciarlo alto circa mezzo centimetro. Tagliare dei triangoli da arrotolare partendo dalla base larga.
Se si vogliono farcire con marmellata o creme varie si deve mettere un cucchiaino di crema nel centro della parte più larga prima di iniziare ad arrotolare le brioches.
Adagiare le brioches su di una teglia da forno e lasciarle lievitare per circa 7 ore.
Accendere il forno a 180° e cuocerle per 15-20 minuti, il tempo di cottura varia in base al vostro forno ed alla dimensione delle brioches.
Fare raffreddare su di una gratella e spennellare la parte superiore con quello che si vuole.
 
Buona colazione!!! :D
 
 
 
Le brioches di questa foto le ho fatte un po' più piccole e solo con farina tipo 2. Sono anch'esse molto buone. Le ho farcite al momento tagliandole per lungo tipo panino e spalmandovi un bello strato di marmellata di frutti di bosco ed abbinate con yogurt appena preparato arricchito di semi di lino.
 


giovedì 19 marzo 2015

FERVIDA...MICRORGANISMI VIVI


FV di semi di canapa, con strati di gelatina adagiati sul fondo
 

 
Sono trascorsi 4 mesi da quando avviai il mio primo Fervida.
La passione mi ha presa, al primo se ne sono aggiunti ovviamente altri ed il mio lavoro continua calmo e cadenziato tutti i giorni.
I Fervida sono una speranza e sono la cosa più semplice a cui si possa pensare. Hanno un utilizzo ampio, occorrono per un'infinità di cose.
 
La mia casa è in pieno fermento, un laboratorio in ogni angolo. Io continuo a sperimentare, tra un po' di tempo vi racconterò i risultati, i procedimenti e tutto quello che ho imparato in questo nuovo percorso di autoproduzione e di vita.
Vi lascio le immagini di alcuni Fervida (FV) in pieno lavoro.


FV di curcuma, frizzantissimo


FV di pepe nero, frizzante


FV di scarti di cucina, con gelatina (soprattutto frutta invernale)


FV di aloe vera, con inizio di gelatina


Muffa di FV di semi di canapa
Io la trovo spettacolare.
Vi sono vari tipi di muffe che nei primi mesi si possono creare in un Fervida, alcune trovo abbiano delle forme poetiche, così morbide e vellutate... Tipo questa che recentemente mi si è formata nei semi di canapa.
 





lunedì 16 marzo 2015

martedì 17 febbraio 2015

FRULLATI e FRULLATORE...




Ad aiutarmi per le mie colazioni, i miei pranzi, le mie merende è arrivato IL nuovo Frullatore. Come per un innamorato bramatissimo lo ho atteso e desiderato per alcuni mesi.
Finalmente ora è con me, si è fatto largo, cosa difficilissima visto il poco spazio, nella mia attuale cucina ed ha preso posto in pole position a fianco all'Estrattore.
Solo chi ha mangiato per tanto tempo quei frullati che più da bere erano da masticare - e pure a lungo...- e che poi è passato agli smoothie gustosissimi può capire cosa vuol dire avere un buon frullatore.
Io son diventata così golosa che in questo periodo al lavoro per pranzo non faccio altro che portarmi frullati e frullati ed ancora frullati.
Due annetti fa ci siamo avvicinati all'estrattore che ci ha deliziato con una miriade di succhi gustosissimi. Ogni tanto però si ha pure voglia di qualcosa di diverso e così si ritornava al frullatore che avevo in casa da anni. Sia ben chiaro: il Frullatore è una cosa, l'Estrattore un altra, due accessori assolutamente differenti ma entrambe molto utili.
L'incontro con il libro "Le Virtù terapeutiche dei Frullati Verdi" di Victoria Boutenko mi ha fatto nuovamente avvicinare ai frullati verdi, ogni volta le mie letture di settore finivano con l'argomento frullati verdi.
La mia lotta perenne contro le carenze di ferro mi fa spesso ricercare nuove tecniche di assunzione del ferro dai cibi e dopo aver letto e riletto... e nuovamente riletto studi e testimonianze di ogni genere mi son convinta che anche questa poteva essere una giusta strada.
Il costo non è limitato ma gli investimenti fatti per la propria salute sono i migliori investimenti. Per chi sceglie di curarsi con il cibo e di essere ciò che mangia gli accessori da utilizzare fanno la differenza. Mio marito non mi farebbe mai così tanto contenta se al posto di un frullatore simile mi comprasse un gioiello, i miei gioielli sono custoditi oggi nella mia cucina.
Noi abbiamo guardato le caratteristiche dei vari frullatori in commercio, letto le recensioni e guardato i video proposti dalle case madre. La nostra scelta è andata su Vitamix, un prodotto americano di alta qualità. Vi sono vari modelli di questa casa, abbiamo ritenuto fosse il caso nostro anche la semplice base, e dopo averlo provato confermo che è già un'ottima scelta.
Lo stesso modello lo hanno acquistato anche i miei genitori ed una carissima amica, tutti estremamente soddisfatti ed ora grandi consumatori di frullati.

 
Non appena entrato in casa il mio frullatore dopo la pulizia d'obbligo iniziale si è messo immediatamente al lavoro e l'utilizzo ora è quotidiano.
Ho subito tritato le verdure essiccate per fare il dado che da tempo attendevo di consegnare a Tizi che provvedeva a farmeli tritare con il Bimby. Credetemi non c'è paragone né con il mio vecchio frullatore ovviamente ma nemmeno con il Bimby, il Vitamix ha polverizzato ancor di più le mie verdure  trasformandole in una polvere  delicata.
Poi è stata la volta di tutte le bucce di agrumi essiccate, anche loro divenute in un attimo una polvere profumatissima.

 
Ora eccoci sbizzarrirci con molteplici frullati di frutta e verdura, mio marito ha ritrovato la passione per i frappè, posso solo immaginare cosa mi combinerà la prossima estate!!!
Ieri mi è venuta l'idea di preparare i carciofi ripieni ma non di riempirli con il solito pangrattato ma con una farina di lenticchie. Una favola!!! Anche una piccola manciatina di lenticchie è stata frullata in un attimo finemente, ed il risultato del mio pranzo è stato ottimo.
 
Sebbene non sia molto rumoroso, ma dato che nel palazzo in cui sto vivendo vi sono pareti di cartone, per ridurre il rumore mattutino solitamente preparo i miei frullati la sera, dopo di che metto in frigo e la mattina mi trovo la colazione pronta senza sporcare nulla e riuscendo inoltre a dormire 15 in più dato che non mi serve il tempo per la preparazione.
Verso il frullato anche in un contenitore da mezzo litro che poi mi porto al lavoro. Credetemi, al lavoro non vedo l'ora che arrivino le 12 per sbevazzarmi tutto.
Con il vecchio frullatore era impossibile gustare alle ore 12 il frullato preparato precedentemente la mattina perché si separava il liquido dalla parte più solida, figuriamoci se addirittura lo avessi preparato la sera prima. Con Vitamix invece è tutto molto cremoso ed omogeneo e la cremosità permane nel tempo e permette di assaporarlo quando si vuole.
 
Le ricette sono miriadi, ci si può sbizzarire con abbinamenti gustosissimi. Io ne approfitto sempre per mettere qualche verdura a foglia verde ma ancora ci abbino le banane che rendono molto più dolce il composto.
Si possono impostare ricette per depurarsi, per rigenerarsi, per rinforzarti....    
Vi lascio il link delle ricette video in lingua inglese della Raw Family, Qui   30 ricette per 30 giorni.  
Oltre al libro della Boutenko vi consiglio anche di leggere "365 frullati vegan" di Kathy Patalsky.
In rete inoltre troverete tanti spunti interessanti.
 
A ognuno il suo Frullato...
 

http://www.macrolibrarsi.it/prodotti/__frullatore-vitamix-tnc-5200.php#?pn=3089
 
http://www.macrolibrarsi.it/prodotti/__frullatore-vitamix-tnc-5200.php#?pn=3089


 






venerdì 12 dicembre 2014

DUE SITI UTILI...


http://www.coseinutili.it

e



Tra i vari splendidi siti che si trovano in rete mi son riproposta da tempo di parlarvi di due che trovo molto utili e di cui apprezzo le idee dei promotori e la tenacia nel portarli avanti.




Il primo è COSE(IN)UTILI

Questo è un sito di Baratto. Ogni iscritto ha una propria vetrina virtuale dove propone tutti gli oggetti che desidera barattare. Un'immagine ed una descrizione individuano l'oggetto. Chiunque è libero di girare tra le varie vetrine degli iscritti e vedere cosa propongono. Ogni iscritto ha un nickname con cui viene individuato e ogni oggetto inserito nella vetrina viene pubblicato sulla homepage in modo da permettere a tutti di visualizzarlo.
Il baratto avviene tramite uno scambio di crediti. All'atto dell'iscrizione si hanno dei crediti in regalo in modo da permettere a tutti di potersi subito attivare.
Non si è obbligati ad uno scambio a due, se tizio prende da caio un oggetto non è obbligato a dargliene lui stesso un altro. Se io ho crediti sufficienti per prendere un oggetto mi propongo a chi lo possiede, che è libero o meno di accettare la consegna. Una volta accettato lo scambio e consegnato l'oggetto verranno scalati i crediti a me ed aumentati a chi me lo ha dato. Ovviamente quanti più oggetti si danno in baratto tanti più crediti si accumulano.
Come vengono valutati i crediti? Chi mette un oggetto in baratto ne decide il valore. Un credito vale +/- 1 euro. Ovviamente si deve sempre considerare lo stato di fatto dell'oggetto stesso, se è nuovo o usato...
Nel motore di ricerca si possono cercare gli oggetti che si necessitano per nome, per categoria e restringere la ricerca per regione o allargarla a tutta Italia.
Gli iscritti sono ben organizzati, non solo vi sono le consegne a mano ma anche postali o con corriere. Spesso, quando un iscritto richiede più oggetti in una determinata zona ma ne vive lontano, si organizzano i baratti di più persone in un'unica consegna con corriere, una persona raccoglie tutti gli oggetti e si impegna nella spedizione. Per questa operazione può a sua volta richiedere dei crediti o meno.
Non si scambiano solo oggetti, vi sono anche le prestazioni. Sempre valutati con dei crediti anche i vari saperi o le azioni possono essere barattati.
Nella bacheca personale si possono inserire gli oggetti o le prestazioni che si cercano, i crediti che si accumulano sono facilmente controllabili e risulta lo storico di tutti i baratti portati a termine.
Sia l'iscrizione che gli scambi sono completamente gratuiti.
 
Dopo aver regalato tanti oggetti tramite il gruppo Facebook Te lo regalo se lo vieni a prendere ho deciso di iscrivermi anche a questo sito di baratto perché mi son resa conto che può essere decisamente utile quantificare ciò che do e poterne trarre dei benefici per eventuali mie necessità. Sono ovviamente due cose differenti ed entrambe possono avere un senso.
 
Questa è la mia vetrina su Cose(in)utili, se decidete di iscrivervi inserite il mio codice zzu3d mi regalerete qualche credito e ci terremo in contatto, inoltre in questo modo avrò piacere di sapere che vi siete iscritti grazie a questo post  :D
 



L'altro sito meritevole di attenzione è CONTIAMOCI
Il sottotitolo già dice molto: BUONE PRATICHE CHE CONTANO.
Oltre che: "Qui gli umani scoprono, provano e scambiano pratiche buone per il Pianeta."

Lo trovo un sito utile e soprattutto stimolante.
Funziona sempre tramite iscrizione. Una volta che si accetta di entrare nel mondo di Contiamoci si possono condividere con gli altri iscritti le nostre buone pratiche che fanno bene a noi ed al pianeta.
Tutto ciò che ci fa risparmiare energia, tempo, denaro, che non inquina, che sia eco...
Vi sono consigli di azioni di ogni tipo, tutti divisi per categorie in modo da trovarli con facilità.
Tutti gli iscritti sono aggiornati tramite delle newsletter delle nuove pratiche consigliate e vi è un aggiornamento in merito a quelle pratiche proposte dall'iscritto stesso. Le newsletter non sono obbligatorie e si può scegliere la cadenza con cui riceverle.
Per ogni pratica inserita tutti possono dichiarare "la faccio già" o "la farò". Si ha così idea di quanta gente stimoliamo con le proposte scritte o quanti già condividono il nostro modo di fare.
Si può commentare la pratica e scambiare delle impressioni o consigli ulteriori. Si può anche seguire l'andamento della pratica pubblicata.
E' un sito facile nella gestione e di immediato approccio, utile e pratico.

Io sono registrata con il nickname Sorriso. Cercatemi :D


 

lunedì 24 novembre 2014

ANTINFLUENZALI FAIDATE...




 
Un post sugli antinfluenzali handmade proprio nel giorno in cui sono chiusa in casa con l'influenza.
Ed aggiungo, influenzata nonostante assumevo antinfluenzali.
 
Quando una è convinta della causa perseguita a perorarla nonostante i fatti!!!
 
La mia influenza diciamo che è in un certo qual modo inevitabile durante il periodo invernale. Il mio corpo a volte deve subire più volte consecutive durante le ore lavorative eccessivi sbalzi di temperatura, di conseguenza a prescindere dalla sua forza può capitare che in un attimo di debolezza e stanchezza nella giornata rimanga colpito.
No, non lavoro in celle frigorifere. Lavoro in un ufficio, un "ufficio" a modo nostro/loro per il momento!
 
Ogni anno sia la prevenzione che la eventuale guarigione in casa mia si fanno solo con prodotti handmade. In farmacia non pensiamo minimamente di passare. Ammetto che le varie ricette e consigli medici finiscono carta straccia una volta rientrati a casa dopo il consueto ed obbligatorio controllo medico.
 
La febbre, sebbene il mio corpo non la sopporti minimamente già dai 37°, non mi sono mai azzardata a farla scendere con quei prodotti da banco di facile assunzione. Per me è una sciocchezza far scendere la febbre derivante da un'influenza (ovviamente entro certi limiti di gradazione e tempi).
La febbre è un mezzo che innesca il nostro corpo per difendersi da microorganismi che lo infettano, regolare abbassando con forza la nostra gradazione non vuol dire sistemare il motivo per cui si è alzata. Ecco perché è bene lasciare che il corpo lavori da solo, tenendo tutto sotto controllo ma senza manovrare per forza la situazione.
 
Ricordo che mentre vivevo a Londra la mamma del bimbo che accudivo mi chiese di fargli un bagno con acqua fresca per aiutarlo contro la febbre che si alzava, mentre invece quando io stessa ero adolescente ricordo che i miei genitori intervennero su una mia febbre alta con semplici posizionamenti di panetti di ghiaccio in alcuni punti del corpo.
Altra cosa importante quando si ha la febbre è arieggiare di tanto in tanto la stanza dove risiede il malato, aria fresca e ben ossigenata è quello che ci vuole.

Il nostro corpo a volte ha bisogno di tempo per sistemarsi, ammetto che la situazione lavorativa di oggi non permetta a tutti il lusso di quei 3 - 4 -5 giorni di stop totale al fine di riprendere le forze, ma almeno chi se lo può permettere che rispetti prima di tutto il suo corpo e lo aiuti a lavorare nel modo corretto. E' un metodo anche questo di fortificarsi in modo naturale.
Ricordiamoci, soprattutto quando siamo malati, che non siamo macchine, siamo umani che hanno bisogno di tempistiche naturali (che per ovvi motivi non combaciano con la velocità con cui corre tutto al giorno d'oggi).
 
Le mie cure in questi giorni sono state l'utilizzo dell'aglio, oltre che dei miei sciroppi (alcuni esempi qui e qui), suffumigi con bicarbonato ed olio essenziale di eucalipto.
Ho utilizzato anche la Lota per i lavaggi nasali, ottima pulizia (ammetto che non amo minimamente questo procedimento ma dopo averlo fatto sento enormemente i suoi benefici).
Lota per Lavaggio Nasale
 
 
 
 
 
Ho utilizzato anche in modo abbondante gli antinfluenzali che ho prodotto, sia io per aiutarmi a guarire che dandoli in quantità a mio marito per proteggerlo da un mio contagio. 
 
Come tutti i miei rimedi autoprodotti anche questi sono semplicissimi da preparare, ed anche economicamente abbordabili.
Vi lascio le due ricette che ho utilizzato in questi mesi. Quella con i pezzi di frutta in barattolo l'ho preparata ad ottobre e man mano che apro un vasetto ne preparo un altro che nel frattempo lascio ben macerare. Il succo di zenzero invece lo tengo fatto man mano che finisce perché preferisco sia sempre fresco.
 
 
 
  
SUCCO DI ZENZERO
  
 

 Basta prendere una radice di zenzero (dimensioni come quelle nella foto), una stecca di cannella, 4 o 5 chiodi di garofano, ed un limone succoso.
Si grattugia lo zenzero finemente e lo si versa in un pentolino con circa 200 ml di acqua. Vi si aggiunge la cannella ed i chiodi di garofano. Si lascia scaldare per circa 20 minuti (non bollire!!), poi si spegne il fuoco e si lascia raffreddare in loco.
Non appena è tutto raffreddato si scola  versando in una recipiente precedentemente disinfettato. E' bene strizzare lo zenzero che trattiene molta acqua. Si spreme un limone e si versa il succo nel recipiente.
Lo sciroppo va conservato in frigorifero e va bevuto una o due volte durante la giornata, o così come è (attenzione allo zenzero che pizzica!!) o diluito con un po' di acqua a temperatura ambiente o tiepida.
E' bene agitare la bottiglietta prima di utilizzarlo perché di depositano molte sostanze.
 
 
   
 
PEZZI DI VITAMINA C IN BARATTOLO


Io sono andata ad occhio per le quantità.
Ho preso dei barattoli di vetro, precedentemente sterilizzati e li ho riempiti con
fette di limone
fette di mandarino
fette di zenzero
anice stellato

Ovviamente si possono mettere anche fette di arancia (consiglio quelle a buccia sottile) o lime...
Tutta la frutta deve essere biologica e precedentemente lavata in modo accurato. Deve essere affettata con la buccia e messa nel vasetto. Una volta che il vaso è pieno si versa del miele o malto (orzo-rizo...) fino a che tutta la frutta non è completamente coperta.
Si chiude il vaso ermeticamente e lo si mette in frigorifero. Nei primi giorni è bene agitare un pò il vaso in modo da far bene amalgamare il contenuto. In pochissimo tempo il miele si scioglierà in un succo gustosissimo. E' già utilizzabile dopo 5 giorni.
Si può versare il succo in qualche tisana o anche berlo da solo. La frutta va consumata con la buccia. Io aggiungo al frullato del giorno qualche pezzetto di zenzero o limone mentre adoro mangiare così il mandarino.





E voi che rimedio naturale utilizzate?


martedì 18 novembre 2014

FERVIDA... VOGLIA DI SPERIMENTARE






Qui si fanno nuovi esperimenti...
prepariamo oggi pensando al nostro futuro...
vi racconterò strada facendo...

un Sorriso...


giovedì 6 novembre 2014

SCAROLA CON POLENTA






Una ricetta semplicissima ed estremamente veloce con un gusto ricco.
Per me un piatto unico, quando c'è la polenta che si può volere di più?!?! :D





INVIDIA COTTA
scarola invidia
olive
pera
mandorle
capperi
sale
pepe
olio evo
aglio

Lavare bene l'invida, metterla in una pentola ancora bagnata e farla ammorbidire lasciando il fuoco medio e coprendo la pentola con il coperchio.
Mettere in un padella bassa un filo di olio ed uno spicchio di aglio.
Versarvi dentro la scarola, unire le olive, i capperi, le mandorle tagliate a fettine, la pera tagliata a dadini. Salare e pepare. Lasciare cuocere per una quindicina di minuti, mescolare per far insaporire bene la scarola.

martedì 21 ottobre 2014

UOVA ALLA ZUCCA AL FORNO...




Che caldo!!!
Lo so, è una contraddizione se solo si legge il post della scorsa settimana. Ma il tempo è causa delle nostre contraddizioni.
Il sole splende, ed è una meraviglia stare ad osservare la natura in queste giornate. I colori dell'autunno divengono ancor più accesi ed il paesaggio rasserena.
Ho sempre detestato l'autunno, le foglie che cadono, i primi freddi, le canottiere; per di più da quando ho i capelli corti il freddo è ancora più temuto dalla mia nuca e dalle orecchie. Chissà sa mai mi abituerò?!
Ma in questi strani giorni di splendido sole e di temperature ancora alte tutto sembra una favola.
Non è che ci metterei la firma per questo stravolgimento climatico, ma dato che è così la situazione,  nel frattempo me la godo!
  
Il lato bello dell'autunno?
Sabato siamo andati a far castagne, divertente!
Ricordo quando ci andavo con i miei genitori e si portavano a casa sacchi della spazzatura pieni zeppi di castagne gustosissime. Anni ed anni fa, storie passate...
E' bello stare in mezzo al bosco, mettere i piedi sulle foglie ed il terriccio morbido del sottobosco. Scoprire una marea di funghetti che qua e là decorano il paesaggio. Annusare quell'aria pulita, sentire il rumore del bosco.  I n c a n t e v o l e !
Perdersi tra alberi e stare ad ascoltare i fruscii dell'altro per capirne la distanza, osservare tra i rami i lontani movimenti.
Abbiamo fatto una gara, vinceva chi in un'ora raccoglieva più castagne. Una orgogliosa bergamasca montanara come me non poteva permettere che un pugliese vincesse una gara simile!! Ad un certo punto è una questione d'orgoglio! Pure tra marito e moglie!!
Ho vinto! Ovviamente! Ammetto che per poco più di 500 gr, ma poco importa di quanto, importante è vincere a volte e non perdere la faccia e la nomea :D
 
Altro lato piacevole dell'autunno?
L'autunno offre anche la zucca, di cui io sono golosissima.
Non solo la utilizzo nelle mie colazioni aggiungendola agli estratti di frutta e verdura, in questo periodo non manca nei miei pranzi abbinata a qualche cereale e nelle cene, sia come contorno che come pezzo principale. 
Ecco una alternativa con le uova al forno. 


UOVA ALLA ZUCCA AL FORNO
zucca a fette
uova (ricordatevi di prendere quelle di galline libere e felici)
olio evo
sesamo
sale
pepe

Contorno:
Finocchi
carote
erba cipollina
panna di soia
curcuma
sale
pepe

Irrorate leggermente di olio una pirofila ed adagiate all'interno le fette di zucca. Versate sopra alla zucca le uova cercando di non rompere i rossi e di tenerli separati l'uno dall'altro. Spolverate con abbondante sesamo, un pizzico di sale e pepe.
 
In una pirofila a parte, dopo averla unta di olio, adagiate i finocchi e le carote già precedentemente sbollentati. In una cocottina mescolate bene la panna con un po' di curcuma, il sale, il pepe ed abbondante erba cipollina. Versare la cremina sopra le verdure.
 
Infornate tutto per 15 minuti circa a 180°.
 
 
 
 




Ecco Sole e Luna nei loro abbracci sonnecchiosi.
Sono un vero spettacolo. Tenerissimi entrambi.
Finalmente ora stanno bene, eliminate le pulci, sterminati tutti i vermi, placato il problema alle vie respiratorie e pure cresciuti (lui 2.65 hg, lei 2.53 hg).
Sono due pelosi dolcissimi, con tanta voglia di coccole e di giochi.
E' uno splendore stare a guardarli mentre giocano o mentre si leccano l'un l'altro.
Riempiono le mie giornate di una meravigliosa tenerezza.





lunedì 13 ottobre 2014

KOMBUCHA... cosa è, a cosa serve, come si utilizza...






Mi piace provare cose nuove, sperimentare e scoprire le varie alternative naturali, soprattutto quando queste cose hanno l'etichetta del "fa bene!".
Senza essermi poi tanto informata in modo approfondito, ma incuriosita dalle fotografie varie trovate in rete e da qualche commento letto, questa estate mi sono messa alla ricerca del Kombucha.
L'ho trovato da Lorenza che oltre al dono si è anche resa disponibile a fornirmi le nozioni base per far si che io potessi sistemare in modo corretto il nuovo arrivato a casa mia.
Un po' come per i kefirini anche il kombucha necessita di particolari attenzioni essendo "vivo".

Non avendolo mai visto dal vivo il kombucha, quando mio marito, che ha fatto la spola tra me e Lorenza, me lo ha portato a casa un po' di ribrezzo l'ho provato. Non è che sia proprio così bello da vedere! Ammetto che ho avuto un forte tentennamento prima di decidermi di prenderlo in mano per spostarlo da un contenitore ad un altro. Il primo pensiero è stato "che faccio? Mica lo prendo con le mani!?!?", in abbinata c'era una faccia incerta e mezza disgustata, ma tutto è finito in pochi minuti, dopo la prima volta state certi che proprio non ci sia fa più caso.
Il fatto è che è un po' diverso dalle cose conosciute, e quindi si può stare quel attimo a valutare la situazione. Ho notato che tutti quelli che passano da casa mia e lo vedono nei suoi vasi rifanno quella faccina che è tra l'incertezza ed il disgusto.
 
Sta di fatto che questo "fungo" ha talmente tanti effetti positivi che è il meno dei mali l'approccio che si ha la prima volta.
In realtà mi correggo subito, nonostante lo si definisca per comodità fungo il Kombucha è una unione di lieviti e batteri.
E' un probiotico naturale che batte 1000 ad 1 quelli tanto pubblicizzati che si trovano nei supermercati immersi in tutta quella plastica usa e getta.
Ha forma rotonda ed il colore va dal nocciola chiaro al marroncino (quando il colore diviene scuro è bene cambiarlo - mai buttarlo nel wc! meglio concimarci il giardino). Si moltiplica formando nuovi strati trasparenti che poi si staccano dalla "madre", che è lo strato più vecchio.
 
E' stato scoperto nel 2.000 A.C. in Cina, ma non si sa con precisione da dove arrivi. Il suo utilizzo è stato preponderante in oriente come in Russia. Viene chiamato in una marea di modi differenti, anche in una stessa nazione. La sua preparazione è venduta anche nei negozi, la si trova a volte in quelli bio.
Come per la maggior parte delle cose che fanno bene trovo che non abbia senso acquistarlo già fatto, molto meglio prepararlo da sé.
Solitamente è buona norma regalare i figli di kombucha alle persone che si conoscono, così da agevolarne la diffusione e permettere a tutti di trarne i benefici che offre.
Per la sua gestione serve pochissimo, solo tè verde o nero e zucchero, meglio lo zucchero bianco.

ISTRUZIONI:
Come prepararlo (ho letto diversi consigli in merito alle quantità e tempi di infusione del tè, questo è il metodo che utilizzo io):
Si prepara del tè verde (1750 ml di acqua e due cucchiaini di tè verde assolutamente bio lasciati in infusione per circa 15 minuti). Una volta filtrato il tè si aggiungono 80 gr di zucchero bianco (ho letto che quello di canna tende a dare un gusto molto amaro al tè dopo la fermentazione, io in realtà le prime volte non avendo in casa zucchero bianco ho utilizzato quello di canna, ora comunque mi attengo ai consigli che ho ricevuto). Si mescola molto bene e si fa raffreddare bene il tè (il kombucha in un ambiente troppo caldo morirebbe). Si versa il tè all'interno di un recipiente di vetro, meglio se largo in modo che il kombucha stia in orizzontale e non in verticale - se, come me, avete spazi ridotti in casa e siete quindi costretti ad utilizzare recipienti verticali sceglieteli almeno con la bocca larga e comunque di un diametro  accettabile. Si mette il kombucha dentro nel tè, la prima volta che ricevete il kombucha con esso vi sarà un po' di liquido della precedente cultura, versate anche questo dentro nel tè, aiuterà il vostro fungo ad attivarsi. Si copre il contenitore con solo un fazzoletto o un tovagliolo di carta che si blocca con un elastico.
Alcuni versano nel tè anche un po' di aceto, io non l'ho mai messo.
Cosa importante, il kombucha sopporta solo il vetro, la porcellana e la plastica. Quando lo si deve spostare da un recipiente all'altro lo si deve fare con le mani ben pulite o al massimo con posate di plastica, si deve porre attenzione a che non tocchi mai metalli, nemmeno l'acciaio inossidabile.
 
Quanto e come tenerlo in fermentazione.
Io il mio lo tengo in fermentazione una settimana circa. Lo si può tenere anche per due settimane o più. E' una scelta personale, di gusto. I giorni che scorrono cambiano il gusto della bevanda che man mano passa da un gusto dolce ad acido. Nel passare dei giorni gli zuccheri vengono trasformati dai batteri ed acquisisce così un gusto più acido.
Importante è anche la temperatura che influisce in modo differente sulla coltura, meglio che si aggiri intorno ai 20 gradi. Ho letto che alcune persone tengono sempre a temperatura costante il loro kombucha con tecniche di riscaldamento adeguate.
Lo si deve porre in un posto e non spostatelo fino al cambio del tè. Il luogo dove lo si  ripone può essere illuminato ma anche buio, importante è che non sia mai esposto ai raggi solari.
Durante la fermentazione il kombucha può stare sia sulla superficie della tè che alla base del recipiente, non è significativo dove sta. Ogni volta che si cambia il tè del kombucha si trova  comunque una patina trasparente sulla superficie, è un figlio, una nuova kombucha. Lo si deve lasciare insieme alla madre per alcune settimane (4 o 5) e poi si iniziano a gestire separatamente le due colture.
  
Come consumarlo.
Quando il kombucha è pronto si deve preparare il nuovo tè (verde o nero che sia). Una volta raffreddato lo si  versa nel recipiente di vetro ed si adagia all'interno il kombucha.
Il liquido dove era prima il kombucha a questo punto è fermentato e pronto per essere consumato. Questo deve essere  versato in più bottiglie di vetro che poi devono essere chiuse con il tappo, meglio se di sughero, e messe in frigorifero. Si deve fare attenzione a non riempire mai la bottiglia fino all'orlo perché a causa delle fermentazione che continua il gas potrebbe far saltare il tappo non avendo spazio adeguato nella bottiglia. Alcuni consigliano di lasciare a fermentare altri 5 giorni prima del consumo il tè di kombucha imbottigliato. Io per motivi di spazio ridotto in casa sono costretta a procedere subito con il consumo.
E' bene filtrare il tè mentre lo versate nelle bottiglie, un po' di sedimento c'è sempre.
Il gusto a me ricorda tanto il sidro di mele, e coloro a cui l'ho fatto provare concordano con me. Se il gusto non è di gradimento si può allungare con un succo che piace in modo da rendervelo più attraente.
 
Quando consumarlo.
E' bene berne 3 bicchieri al giorno.
Uno la mattina a digiuno, uno dopo il pranzo, uno la sera prima di coricarsi.
Io in settimana non riesco a bere il bicchiere del post-pranzo, così lo bevo al rientro dopo il lavoro.
Dato che è una bevanda molto digestiva il bicchiere della sera spesso lo bevo subito dopo cena. A ognuno la scelta di quando berlo.
Ne si può bere anche di più se lo si desidera, non vi sono limitazioni, a me capita di berne anche in altri momenti essendo di mio gusto.
 
Se si va in vacanza.
In questo caso è bene metterlo in frigorifero, può rimanerci tranquillamente per alcuni mesi. Al ritorno a casa basterà gettare il tè in cui ha riposato tutto il tempo e ricominciare la solita operazione con il nuovo tè.
 
Lavarlo
Un'altra operazione che ho letto è quella di lavare il fungo, c'è chi consiglia di farlo prima di metterlo nel nuovo tè, c'è chi invece addirittura consiglia di non lavarlo mai. Io non lo ho mai lavato e tantomeno penso di farlo.

Dove trovarlo.
Lo vendono, io non lo comprerei mai. Come il kefir o il lievito madre anche il kombucha viene regalato, o al massimo barattato.
In Facebook trovate un gruppo dove si barattano kefir e kombucha.
Altrimenti vi sono vari blog come il mio a cui potete richiederlo. Provate anche a spargere la voce tra i vostri conoscenti, può essere che qualcuno lo abbia da tempo.
 
 
 
 
Ed a questo punto ecco la lunga lista degli effetti positivi del kombucha (ho preso questo elenco dal testo "Kombucha il fungo miracoloso" con integrazione di altri testi)
  • allunga la durata della vita
  • è un salutare rimedio contro varicella e fuoco di sant'antonio
  • riduce la formazione di rughe
  • scoraggia la formazione del cancro, ed in caso di malattia può essere di complemento ad altre terapie (in caso di chemioterapia o radioterapia aiuta il corpo a liberarsi dalle tossine accumulate)
  • previene sintomi sfavorevoli della menopausa
  • ripristina l'acutezza visiva
  • rinforza i muscoli delle gambe
  • guarisce le artriti
  • migliora la pulsione sessuale
  • cura il sudore dei piedi, la costipazione, i dolori alle articolazioni ed alla schiena
  • guarisce gli ascessi
  • pulisce il colon e l'intestino
  • aiuta la digestione
  • guarisce le arterie occluse ed il diabete, migliora la circolazione sanguigna
  • rinforza i reni
  • guarisce cataratte e malattie cardiache
  • ridà appetito e guarisce i disturbi del sonno
  • riduce le probabilità di calcoli e problemi al fegato
  • riduce l'obesità e blocca la diarrea
  • cura le emorroidi
  • aiuta a ridare colore ai capelli grigi; aiuta in condizioni di calvizie
 
 
 
Essendo io una semplice "casalinga impegnata" e non un tecnico vi consiglio di approfondire ulteriormente questo interessante argomento, per non farsi affascinare semplicemente dai soli benefici del kombucha ma anche per comprendere l'importante discorso sulla fermentazione.
Consiglio di leggere a tal proposito la parte della tesi di Giuseppe Limido in cui parla del kombucha
C'è anche il testo di Sven-Jorg Buslau che potete acquistare.
e Qui e qui altre splendide informazioni utili....
 
In inglese in internet si trovano molti siti che parlano del kombucha, io sono un po' limitata, però consiglio Questo e vi lascio questa pagina dove trovate il kombucha essiccato per i cani :)

Cercate su Google immagini il kombucha, ne vedrete anche di immensi.
 
Ho trovato pure chi il kombucha l'ha messo in una canzone system of a down sugar, (qui la traduzione del testo) io non amo il genere ma mi ha fatto ridere scoprire questa canzone :)

 
 Aggiornamento: c'è chi inoltre coltiva e studia il kombucha per trasformarlo in un capo di abbigliamento, guardate questo video. Bravissima Suzanne Lee!!
 

venerdì 10 ottobre 2014

Ciao Gigi...

 

 
 
Io ho avuto l'immensa fortuna di avere due papà.
Uno il mio splendido papà Elio che mi ha dato la vita e mi ha dato e mi da una immensa marea di amore.
L'altro il mio papà Gigi che mi ha insegnato a vivere la mia vita e mi ha aiutato ad acquisire la mia libertà. In realtà Gigi è stato pure un po' padre di entrambi i miei genitori e pure di mio marito.
 
Io sono veramente fortunata.
Una sorte propizia mi ha fatto godere delle parole e dei gesti di entrambi i miei papà.
 
In questi giorni Gigi ci ha lasciati.
Non piangiamo, siamo tristi perché sappiamo che lui non c'è più in modo palese nelle nostre vite, ma siamo consapevoli che lui sarà per sempre nel nostro presente, anche quando il presente diverrà futuro. I suoi insegnamenti sono in noi.
 
Gigi sarà sempre con noi, e con chiunque desideri conoscerlo, anche con gli scritti
doni che generosamente ha dato a tutti
con il Blog Gigi Cortesi
con il Blog Polis Ethos Logos
che rimarranno entrambi fissi, spero per anni ed anni, sui suoi ultimi post.
 
Rimarrà con noi con il suo meraviglioso libro La Tenerezza Dell'Eros, che ho sempre pensato fosse bene rendere tutti obbligati a leggere. Perché fa capire, fa respirare, aiuta ad amare.
 
Sarà con noi con tutti i suoi libri, le sue poesie, i suoi divertentissimi e taglienti aforismi, i suoi articoli...e interviste...
 
Ricorderò per tutta la vita l'Amore che aveva per sua moglie, il rispetto e l'impegno che vedevo in questo Amore. Mi hanno insegnato tanto Gigi e Rosi.
 
Lo ricordo quando mi fissava con la testa un po' abbassata per guardarmi bene al di sopra degli occhiali che gli scivolavano leggermente sul naso. Ricordo quando picchiava le sue nocche dure sulla mia testa quando dicevo qualche corbelleria. Ed il suo Sorriso... il suo inconfondibile Sorriso...

Un mangiatore di vita, di libri, di gente, di diversità. Un curioso, un saggio.

Ciao Gigi...

giovedì 9 ottobre 2014

FUNGHI AL FORNO





E' arrivato l'autunno.
 
La scorsa domenica il sole era ancora molto caldo e si girava all'aperto in mezza manica.
Da lunedì invece ci ha avvolti un cielo plumbeo che rilascia da giorni goccioline fitte ma sottili di acqua. Il tempo sarà così per un bel po' di altri giorni dicono le previsioni.
Non è molto freddo, ma l'umidità fa la differenza.
La sera una sorta di nebbiolina invade alcune zone della città.
I calzettoni pesanti erano li che mi attendevano, io freddolosa come sono giro già per casa come se fosse novembre. Calzettoni e maglioncione, del resto non è ancora periodo di accendere il riscaldamento e quindi in casa un po' di fresco lo si sente, soprattutto nei momenti di relax.
Sogno pensando a quando riuscirò ad avere una casa tutta mia con la stufa che permette di intiepidire queste prime serate uggiose.
 
Nel frattempo che la stufa non c'è ho ben pensato di accendere il forno, almeno quello è a disposizione.
Niente di più tipico di funghi e zucche per inaugurare questi primi giorni di ottobre.
Ecco così che sono finite nel forno le patate con la zucca ed i funghetti.
A cottura terminata il forno rimane aperto per agevolare il raffreddamento e per dare un adeguato tempore a noi che mangiamo, ne godono anche gatti che occupano sonnecchiando la sedia che c'è in più in cucina.
 
Non è di mia consuetudine cucinare utilizzando l'aglio benché il gusto sia di mio gradimento. Ammetto che per questi funghetti ci sono andata un po' pesante con il trito di aglio, temo che tutti coloro che sto incontrando quest'oggi abbiano ben capito cosa ho mangiato ieri sera. Spero che mio marito oggi non abbia importanti appuntamenti... altrimenti c'è il rischio che li sbatta tutti a terra! :D :D
 
 
 
FUNGHI AL FORNO
funghi (per me i cardoncelli)
aglio
prezzemolo
alloro
olio evo
sale
pepe

Patate
zucca
olio evo
sale
rosmarino

Patate e Zucca
Lavate e togliete la buccia delle patate. Tagliatele a pezzettoni. Avendo le patate una cottura più lenta rispetto alla zucca io le ho sbollentate in pentola per ammorbidirle.
Lavate e mondate la zucca, tagliate anch'essa in pezzi grossolani.
Versate in una pirofila da forno uno strato di olio, adagiatevi poi le patate e la zucca che spruzzerete con altro olio. Salate e cospargete il rosmarino.
 
Funghi
Pulite i funghi dalla terra. Se necessitano di essere lavati fatelo velocemente sotto un getto di acqua corrente fredda. Tagliateli poi a pezzetti.
Versate in un recipiente l'olio evo. Tagliate finemente l'aglio e versatelo nell'olio, unitevi poi abbondante prezzemolo essiccato e mescolate bene. Mettete in una pirofila da forno un leggero strato di questo olio ed adagiatevi sopra i funghi. Spolverate con sape e pepe e riversate il rimanente olio su tutti i funghi, mettete anche qualche foglia di alloro.
 
Infornate sia le patate con la zucca che i funghi a 180° per circa 20/30 minuti.
A metà cottura rimestate sia i funghi che le patate per meglio insaporirli e cuocerli.

Related Posts with Thumbnails