lunedì 26 novembre 2012

VERDURE AL FORNO CON CREMA DI KEFIR




Come vi ho anticipato alcuni post fa ho dei granuli di kefir con cui fare nuovi esperimenti.
I kefir mi sono stati spediti da una brava spacciatrice trovata su un gruppo di FB, KEFIR ITALIA, un gruppo che trovo molto serio a cui partecipano autoproduttori di kefir che spacciano granuli e consigli sull'utilizzo del kefir di latte vaccino, soia ed acqua.
Io ho ricevuto i miei granuli e subito dopo due giorni ho iniziato a consumare il mio kefir nelle merende del pomeriggio al posto dello yogurt abbinandolo a frutta fresca e secca frullati (ogni tanto uniti ad una spolverata di cannella in polvere o spirulina in polvere).
Questo w-e appena trascorso ho provato a fare una cremina per condire la verdura con il kefir di un giorno, temevo il risultato fosse un pò acido, come del resto lo è il kefir, così lo ho abbinato a delle fette di tofu e frullato il tutto, leggermente allungato con una spruzzata di latte di soia.
Risultato assai gradevole, ci siamo slappati la pirofila in men che non si dica :D


VERDURE AL FORNO CON CREMA DI KEFIR
verdure varie (per me zucca e broccolo romano di cui ho utilizzato anche le foglie esterne)
mezzo bicchiere di kefir
qualche fetta di tofu morbido
latte di soia q.b.
semi di sesamo
semi di girasole
semi di zucca
noce moscata
sale rosa
formaggio grana grattuggiato
pane grattuggiato

Cuocere le verdure al vapore tenendole croccanti. Disporle a strati alternandole in una pirofila da forno. In un recipiente alto versare il kefir, il tofu a fette, tutti i semi, un pò di noce moscata ed un pizzico di sale rosa. Con il minipinner frullare tutto creando una crema che poi dev'essere versata omogeneamente sulle verdure. Spolverare le verdure con il formaggio grattuggiato, con del pangrattato e con un pò di semi di sesamo.
Mettere in forno a 180° per una quindicina di minuti.

lunedì 19 novembre 2012

COMBATTERE UN DOLORE MUSCOLARE... CON I PRODOTTI DELLA CUCINA


 
 
Mi è ricapitato di recente di sentire lui che mi dice "fammi qualcosa di tuo" per un dolore muscolare.
Sottolineo sempre che io non sono professionista e quindi racconto solo quello che faccio io personalmente quando mi capita qualcosa del genere. Le tecniche di guaridione della naturopatia che i miei genitori hanno sempre applicato a me e che medici naturopati o omeopati negli anni ci hanno consigliato. Questo rimedio oltre che per dolori muscolari lo applico anche per il torcicollo.
 
Inizialmente prendo una pezza e la intingo bene di aceto di mele, ovviamente è meglio quello bio. Lo appoggio sulla zona dolente e strofino per bene. A questo punto cerco di scaldare la zona. Ultimamente mi sono fatta dai panetti di  tessuto conteneti abbondante sale grosso che scaldo nel microonde per qualche minuto, prima di avere questi mettevo il sale grosso a scaldare in una pentola di acciaio inox e poi lo riversavo in un tessuto ampio e facevo con esso un cuscinetto ben chiuso, in modo da non perdere grani di sale che possono scottare la pelle.
Questi panetti di sale li posiziono sulla parte del corpo dolente, sotto, a contatto con la pelle, lascio il tessuto intrinso di aceto. Tampono inizialmente, dato che il sale scotta assai all'inizio, e poi lascio il panetto adagiato sulla pelle. Fatto ripetutamente riesco in pochissimo tempo a togliere il dolore.
Non utilizzo alcun farmaco, mi concedo solo un unguento della meravigliosa arnica che friziono una volta che il sale è completamente raffreddato.
 
L'odore dell'aceto se ne va in un attimo, e poi quando non si sta bene o meglio arrivare subito alla soluzione del male e non fare tanto gli schizzinosi e soffermarsi agli odori!

Sorriso...

mercoledì 14 novembre 2012

ME NE SONO INVENTATA UN'ALTRA...

 
Ecco che cosa mi occupa il tempo da una settimana circa:
Granuli di kefir.
Sperimento un pò e poi ci risentiamo...
 

giovedì 8 novembre 2012

RAFFREDDORE E SPICCHIO DI AGLIO... ECCO QUI LA RELAZIONE



 
 
C'era chi cantava "basta un poco di zucchero..." mentre io canto "basta uno spicchio d'aglio...".
A tutti, in realtà i tutti con cui un pò più ho confidenza, vado a raccontare cosa faccio quando ho il raffreddore, sperando che facciano altrettanto pure loro e che non si prendano innutili farmaci. Qui forse qualcuno in più dei tutti a cui io sono abituata a raccontare potrebbe mettersi a leggere, ma è il meno male, sono abituata alle figuracce ed accetto di affontare pure questa. La figuraccia non consiste negli ingredienti che utilizzo in caso di raffreddore ma nel modo :D
 
Quindi...
quando ho un raffreddore, di quelli del tipo "liquido", prendo uno spicchio di aglio, lo divido a metà con le unghie e ne metto una metà all'interno di una narice. Lo lascio, starnuti permettendo, qualche minuto. L'aglio mi permette di disinfettare tutto il cavo nasale. Una volta tolto prendo l'altra metà e la metto nella narice opposta e, sempre sternuti permettendo, la lascio altri minutini.
Quando racconto questo metodo qualcuno mi prende per pazza, altri lo provano immediatamente, sta di fatto che questa era una ricetta di naturopatia consigliatami anni ed anni fa da un iridologo omeopata da cui mi curavo, oramai in pensione da parecchio tempo. Io sono sempre stata soggetta a raffreddori ed ho sempre utilizzato questo metodo.
Ovviamente il raffreddore per guarire completamente deve fare il suo corso ma posso assicurare che dopo la pratica dell'aglio ci si sente meglio. Tenete presente che è un antisettico ed un antibatterico.
 
Inoltre l'aglio, ovviamente uno spicchio integro, lo faccio bollire in un pò di latte (in casa ho difficilmente il latte vaccino quindi utilizzo il latte vegetale) che poi, dopo aver tolto lo spicchio ed aver messo un pò di miele, mi bevo bello bollente.
 
 

lunedì 5 novembre 2012

BANCA DEL TEMPO...MIA ALLEATA


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
La scelta della mia famiglia, io e Lui, è ben chiara sia da quando abbiamo iniziato a frequentarci circa sei anni fà: ci si stacca dalle famiglie di origine completamente. Una cosa siamo noi, io e Lui, ed una cosa sono le nostre famiglie di origine.
Benché stiamo bene con i rispettivi genitori o suoceri (la mia ovviamente molto più frequentata perché è in Lombardia mentre la sua in Puglia) la nostra idea di vita è ben precisa. Questo comporta una libertà totale, ma ovviamente anche molte difficoltà, sopprattutto se ci si confronta con tutti i nostri amici che hanno le loro famiglie sempre alle spalle a far da tampone ed aiuto per ogni minima cosa.
Quando parliamo con qualcuno e diciamo che non frequentiamo spesso i nostri genitori tutti pensano a chissà quale lite possa averci divisi o a chissà quale astio ci tenga lontani. In realtà la scelta mia e di Lui di staccarci dalla famiglia di origine non deriva da alcun trauma infantile non elaborato ma da una chiara convinzione che una coppia è tale solo quando non ha membri che sono ancora prima figli che compagni.
Proprio per questo motivo io e lui abbiamo scelto di vivere lontani da entrambi, i miei a circa 100 km i suoi a ben 800 km.

Il mio concetto di famiglia è molto più esteso rispetto a quello della maggior parte della gente che oggi mi circonda e con cui parlo di questo argomento.
La mia famiglia, vista in esteso, ora sono tutti quegli amici che vivono con noi parti della giornata, della settimana o del mese. Sono gli amici che ogni tanto frequentiamo. La gente che, in modo un pò più intimo della sola conoscenza, ci stanno attorno. Io avverto la vita in questo modo, ma spesso mi rendo conto che, essendo loro avvolti, avvinghiati, nelle loro famiglie di origine, tanto spazio per sentirsi parte di una famiglia allargata non ne hanno...

Qui il discorso potrebbe estendersi all'inverosimile, ed io a volte son capace di andare fuori tema e dilungarmi pure all'infinito, ma in realtà ho scritto queste informazioni sul mio modo di vedere la famiglia per introdurre una cosa ben precisa: l'importanza della Banca Del Tempo nella mia vita.

Essere soli, anche nei casi in cui la solitudine è una scelta, permette e facilità l'avvicinamento agli altri, altri intesi come sconosciuti che possono divenire gente conosciuta con cui relazionarsi per cose semplici o importanti.

Io, che sono nota da coloro che realmente ben mi conoscono come colei che non ha mai equilibrio e che passa dal nero al bianco non riconoscendo il valore del grigio, tanto necessito spazi di solitudine per avere una libertà totale del mio essere (l'unico che fino ad oggi riesce a stare nella mia libertà e solitudine è proprio solo Lui) in contrapposizione a questo sento a volte il bisogno di tornare ad essere parte di un mondo ben preciso, di un luogo definito, di un gruppo. E' per questo che ho cercato il gruppo di cui far parte, che però mi lasciasse i miei spiragli ampi di assoluta libertà.

Non è facile trovare il proprio gruppo, perché o di un gruppo ti senti veramente una parte o altrimenti tutto è asettico ed a nulla ti serve intimamente farne parte.
Alcuni anni fà mi sono ricodata di aver sentito parlare di BANCA DEL TEMPO.
Avevo proprio del tempo a disposizione e volevo conoscere gente, così ho iniziato ad informarmi in merito alle Banche esistenti sul mio territorio.

Lasciando perdere tutto il mio percorso ed arrivando al fatto concreto mi sono iscritta ed ho iniziato a frequentarla. Prima una Banca appena nata nel paesino bergamasco in cui vivevo, e poi, in seguito al mio trasloco nel varesotto, in una ben formata da anni ed ben organizzata che mi vede anche oggi membro.

Ad oggi ancora tantissime persone non conoscono l'esistenza delle BDT e non sanno del valore che queste possono avere all'interno delle singole famiglie o delle comunità.
Ogni membro di una BDT offre le proprie capacità ed i propri saperi gratuitamente a tutti gli altri membri che ne richiedono la prestazione. La gratuità è totale ed è la caratteristica base delle BDT. Le prestazioni vengono ripagate con assegni che indicano il numero delle ore ricevute come prestazione, questi assegni vengono contabilizzati all'interno della Banca al solo fine di avere una chiara situazione sui movimenti che la Banca va creando al suo interno. Il beneficiario della prestazione non è obbligato in alcun modo a restituire alcun favore al suo benefattore, a meno che non vi sia una richiesta specifica che può soddisfare, che ne abbia il tempo e la voglia di farlo.
Nelle BDT tutto viene fatto con volontà, senza obbligo alcuno.
C'è chi ofre ore di Baby-sitting, di taglio e cucito, traduzioni in varie lingue, trasporto ovunque, interventi elettrici-idraulici-di giardinaggio, sistemazione hardware e software, preparazioni culinarie, consigli di svariato genere, massaggi.... di tutto e di più. In alcuni casi vi sono anche forme di baratto di oggetti, o almeno questo risultano facilitati, ma non sono una caratteristica intrinseca delle BDT.
All'atto dell'iscrizione un membro dichiara sia cosa OFFRE alla BDT, cioè quali sono i suoi sapere o le sue capacità che mette a disposizione agli altri membri, ed eventualmente cosa CERCA.
 
Durante le ultime vacanze estive io ho chiesto che un membro si occupasse del mio orto sul balcone, se non avessi avuto la BDT non avrei avuto alcuna possibilità per le mie piante, invece sono tornata dopo 2 settimane e mezzo ed ho trovato tutte le mie pianticelle vive che risplendevano grazie alle cure loro offerte da un socia. In gruppo abbiamo seguito un corso di pronto soccorso tenuto da uno dei membri. Inoltre avevo necessità di un aiuto di taglio e cucito ed un'altra socia si è subito resa disponibile. Queste sono solo alcune delle prestazioni offertemi.
 
Ad oggi, con la voglia di tanti di decrescere, di sentirsi parte di una comunità e di creare una forma di mutuo soccorso per sostenzare alle necessità famigliari o dei singoli penso che la BDT possa fare la differenza.
Nonostante questo le BDT non sono molto popolate, sono stati scritti libri ed opuscoli, fatte conferenze in merito per comprendere come si possa, in un periodo simile di necessità comune, non appoggiarsi alle possibilità che una Banca offre. In alcuni casi penso che la motivazione sia  perché non sono ancora tanto conosciute, ma noto che anche dopo la dovuta pubblicità nulla cambia. Io stessa le ho pubblicizzate innumerevoli volte con le persone, poche che siano, che ho iniziato a conoscere nella zona dove vivo ora, nessun iscritto, ed è tutta gente che va dai 20 ai 40 anni, gente dinamica che potrebbe avere tanto da una Banca e pure dare tanto.
Altri motivi possono essere legati all'insicurezza che può derivare da gente sconosciuta (che in realtà alla seconda riunione diviene conosciuta).
O forse dato dal fatto che quando una cosa non la si paga non sembra abbia valore. E pure questa opzione a mio parere, con la mentalità di oggi, può avere gran valore effettivo!
Nonostante le innumerevoli volte in cui ho detto alle mie conoscenze che l'orlo che hanno dovuto pagare alla sarta lo avrebbero potuto avere gratis dalla BDT nulla cambia (ovviamente non tutte le BDT hanno delle sarte iscritte, ma tante massaie sanno rifare gli orli quindi un'iscritta che lo sappia fare c'è sempre).

La mia BDT si incontra in riunione due volte al mese. E' un buon motivo per tenere vive le richieste, per conoscere meglio gli altri membri e soprattutto i nuovi iscritti, per pianificare le azioni comuni, i progetti, i corsi... La BDT è un gruppo vivo.
 
Quindi, a conclusione di tutto, vi consiglio di informarvi in merito alle BDT della vostra zona, troverete uno scrigno magico pieno di valori fatti a posta per voi, ed in cui pure voi potrete immergevi aumentandone la ricchezza.

un Sorriso...

venerdì 2 novembre 2012

MUFFIN CIOCCOLATO E PERE...SOFFICISSIMAMENTE VEGAN




Apro il mese di novembre con un dolce.
Nel frattempo mi sto dedicando ad altre autoproduzioni che presto vi posterò.
A tutti un Sorriso... dolce dolce...



MUFFIN CIOCCOLATO E PERE
300 gr farina rimacinata
80 gr di fruttosio (io li preferisco non troppo dolci)
1 bustina di lievito
2 cucchiaia di cioccolato amaro in polvere
mezzo bicchiere scarso di olio evo
1 bicchiere abbondante di latte di soia (io vado sempre ad occhio, sono circa 1 bicchiere e mezzo)
2 pere tagliate a pezzettoni


In una bacinella ampia mescolare farina, fruttosio, lievito e cioccolato. Unirvi l'olio ed il latte e amalgamare molto bene. Alla fine aggiungere le pere tagliate a pezzetti.
Versare tutto il composto in stampini da muffin ed infornare a 180° per circa 30 minuti.




Lei è Sissi, la nuova cucciolina che vive con i miei genitori :D

lunedì 29 ottobre 2012

LATTE DI RISO...SEMPLICE DA FARE



Per il latte di riso io preferisco utilizzare il riso integrale, con questo prima di tutto il latte mi piace di più e il riso che rimane è facile riutilizzarlo (qui un esempio di riutilizzo). Ovviamente già che lo preparate utilizzate il riso bio.
Per quanto riguarda il dolcificante ho utilizzato più volte lo sciroppo d'acero o il malto d'orzo, il primo secondo i miei gusti, a prescindere dalla quantità che si utilizza, rende troppo dolciastro il latte mentre il secondo... ammetto che non l'ho ancora capito, non dolcifica abbastanza per me. Ora sto utilizzando lo zucchero di canna aromatizzato alla vaniglia, ne basta veramente poco, ma trovate voi la vostra giusta quantità.
Io bevo questo latte sempre in abbinata al latte di soia, da solo non mi soddisfa completamente quello autoprodotto, con un poco di latte di soia cambia completamente il gusto.
La motivazione che mi ha spinta a produrre da me il latte di riso è in primis la semplicità e facilità rispetto a quello di soia. Il latte di riso commerciale è poi molto più costoso rispetto alla produzione domestica. Inoltre mi interessa poter cambiare e sostituire, non in toto ho già detto ma comunque abbondantemente, il latte di soia di cui continuo a leggere consigli per limitarsi nella sua consumazione causa rischio allergie. Saranno sicuramente più di 20 anni che consumo latte di soia e solo ora vengo a sapere di eventuali allergie per eccessi di consumo, così ogni tanto cerco l'alternativa.



LATTE DI RISO
150 gr di riso integrale
2 l. di acqua naturale + eventuale altra acqua bollente
dolcificante

Lavate il riso e versatelo in una pentola con 2 litri di acqua. Portate a leggero bollore e quando il riso è quasi cotto frullatelo con un minipinner. Lasciate ancora qualche minuto e poi versate in una bacinella filtrando tutto il riso, qualora fosse troppo denso potreste aggiungere ancora acqua bollente per diluire leggermente. Invasate in bottiglie sterilizzate ed unite il tipo di dolcificante che preferite, ne basta poco di tutto.

venerdì 26 ottobre 2012

FETTINE DI TOFU AUTOPRODOTTO IMPANATO




Ancora tofu :)
Mentre il tofu utilizzato per il pranzo con i miei genitori lo avevo servito impanato e con la polenta, questo l'ho abbinato ad una semplice insalatina e pane di farina di canapa e semola rimacinata sfornato la sera prima.


PER L'IMPANATURA
nocciole tritate
pangrattato
curcuma e pepe (l'abbinata fa molto bene, il pepe permette alla curcuma di agire - parola di Ciro Vestita)
sale aromatizzato alle spezie
latte di soia
olio evo

Se il tofu è autoprodotto sicuramente sarà conservato in acqua e sarà già bello bagnato, altrimenti, dopo averlo tagliato a fette, bagnarlo nel latte vegetale ed immergere ogni fetta nell'impanatura data dal mix di tutti gli altri ingredienti mescolati tra loro.
Versare un pò di olio evo in una pentola ed adagiarvi le fettine impanate. Soffriggere ogni lato e poi servire.

mercoledì 24 ottobre 2012

SUCCO DI FRUTTA AUTOPRODUZIONE PER UNA BUONA SCORTA




 
Io faccio tutti i giorni merenda a casa. Spesso frullatoni multivitaminici in cui mi sbizzarrisco con le abbinate in base alle voglie ed alle necessità.
Lui in questo periodo rientra dal lavoro la sera all'ora di cena quindi la schisceta deve prevedere tutto ciò che serve per la giornata. Io sono convintissima che il cibo sia fondamentale per la nostra salute e quindi mi impegno affinché durante la settimana si mangi entrambi in modo sano anche al lavoro.
 
Nella nostra schisceta metto sempre un muffin (che sforno tutti i sabati e che surgelo per averne di  freschi ogni giorno), il pranzo (che è diverso tutti i giorni a seconda di quello che ho disponibile la sera prima da preparare) e qualcosa per la merenda solo per lui riuscendo io a farla a casa (solitamente frutta secca con un frutto fresco o yogurt). Per me c'è sempre anche una tisana calda, io nei periodi freddi bevo litri e litri di tisane, mentre per lui acqua. Ho pensato più volte di preparare per Lui anche un centrifugato ma so che gli effetti sono benefici se vengono bevuti al momento, e né io né lui il centrifugato non possiamo prepararlo se non che la sera prima (siamo sempre di fretta la mattina).
 
Alcuni giorni fa nello splendido blog di Naturalmente Felice ho trovato questa ricetta. E' ottima per chi ha tanta frutta da consumare velocemente, ma pure per noi che non abbiamo il tempo durante la settimana di preparare centrifugati di frutta.
Così questi ultimi sabati mi son messa di impegno per preparare anche questo. Non so se riuscirò a mantenere anche questo impegno ogni sabato, ma fatto di tanto in tanto ne vale sicuramente la pena.
E' ovviamente più economico rispetto ai succhi di frutta bio che spesso hanno prezzi alti, e poi non si producono imballaggi innutili!!!!
Io ho chiesto ad un amico, che beve spesso succo di limone imbottigliato, se mi mette da parte un buon numero di queste bottigliette di vetro in modo da poter conservare tutto il nostro succo diviso in mono porzioni :D
 
Il procedimento è semplicissimo: basta preparare il succo centrifugando la frutta (per me in questo periodo vi sono mele e pere), riversarlo in una pentola e scaldarlo per qualche minuto. Nel frattempo si lavano bene le bottigliette, le si sterilizzano in abbontante acqua bollente per alcuni minuti. Si riempiono con il succo caldo, richiudono bene e rimettono nell'acqua bollente per altri 20 minuti circa per una buona ultima sterilizzazione e lasciano raffreddare sempre nell'acqua. Si conservano sia a temperatura ambiente che ne frigorifero.
Io non ho mai aggiunto zucchero, se volete potete metterne un pò. Invece se risulta troppo denso basta allungare, durante la cottura, con un pò di acqua calda.

Agitate bene prima di consumarlo.
 
E' tutto semplice da fare, basta solo un pò di tempo a disposizione e la voglia di fare qualcosa per star bene ...




Mi hanno appena accolta nel gruppo Minimalisti, vi consiglio di andare a dare una sbirciata, son certa troverete cose interessanti!
 
un Sorriso...
 

lunedì 22 ottobre 2012

TOFU AUTOPRODOTTO



Due domeniche fa ho avuto a pranzo i miei genitori. Evento annuale!!!!
Abito in provincia di Varese da tre anni circa, tranne un periodo di alcuni mesi di dovuto ritorno bergamasco, ed in tutto i miei genitori ci hanno fatto visita 3 volte, compresa l'ultima domenica, in sintesi due pranzi ed una merenda. Quindi un evento di particolare importanza!!
Come già vi ho anticipato in questo post ho voluto preparare un pranzo tutto vegan. Il piatto forte sarebbe stato tofu impanato con la polenta. Da brava bergamasca la polenta non poteva mancare :D
La settimana prima io e Lui abbiamo provato per l'ennesima volta a preparare il tofu, ma questa volta servendoci nel nigari e non del limone. Finalmente il tofu è uscito!!!! Era ora!!! Abbiamo gettato tanto di quel latte di soia per le nostre prove che ormai non ci speravo più. Invece con il nigari è molto più facile prepararlo, ed almeno si è sicuri che esca :)
 
Io l'ho tenuto in frigo in acqua e sale per un giorno e mezzo, la domenica l'ho tagliato a fettone e l'ho immerso in una impanatura di mandorle-pangrattato-curcuma-pepe-sale e poi soffritto.
Ammetto che i miei commensali non sono stati estremamente entusiasti per la scelta del pranzo, diciamo che una lasagnetta con il ragù sarebbe stata più apprezzata, benché i miei non siano gran consumatori di carne..., ma forse nemmeno estremamente amanti del vegano, anche se ottimi consumatori di frutta e verdura.
 
Io l'ho apprezzato tantissimo! Che vi posso dire? I miei gusti rispecchiano chiaramente più le pietanze vegetariane-vegane. Mi sarei mangiata da sola tutte le fette se avessi potuto!
 
Con 500 gr di soia secca ho realizzato più di  400 gr di tofu ed una marea, ma veramente tanta, okara con cui ho fatto più di 800 gr di gnocchi, una marea di polpette di ogni tipo (che riempiono il freezer) e la cremina di cui al post precedente, una vera delizia!
 
Il tofu era molto più morbido di quello che sono solita acquistare, sinceramente quello che acquisto spesso mi sembra quasi plastico. Devo dire che il risultato mi è piaciuto di più rispetto a quello industriale.
E' un procedimento molto semplice ma un pò elaborato e prende molto tempo. Per questo motivo non potrò realizzarlo spesso come vorrei. Chissà mai che prima o poi mi venga donata la macchina per il latte vegetale! Io ci provo sempre, chissà mai che Lui passi di qui e legga ;D
 

Eccovi la ricetta:

TOFU AUTOPRODOTTO
500 gr di soia
5 lt di acqua naturale
16 gr di nigari
termometro da cucina
sale (per l'acqua di conservazione)


In primis si prepara come sempre il latte di soia.
Ammollare per tutta una notte la soia in abbondante acqua.
Sciacquare la soia ammollata e versarla in un pentolone capiente, unitevi 5 lt di acqua naturale.
Iniziare la cottura. Non appena l'acqua inizia a bollicchiare spegnere il fuoco. A questo punto si deve frullare la soia con la sua acqua, io ho messo un pò per volta il composto in una bacinella ed ho utilizzato il minipimer, che trovo molto pratico.
Nel frattempo si deve prendere una bacinella ampia, mettervi sopra, ben fisso affinché non cada, un colino grande con all'interno un tessuto di cotone ben pulito.
Quando risulta tutto ben omogeneo si versa il composto dentro al tessuto che filtra il tutto. Facendo attenzione a non scottarsi si strizza il tessuto.
 All'interno del tessuto vi sarà l'okara. Tutto il liquido è il latte di soia.
Prendere il latte di soia e metterlo nuovamente in una padella. Iniziare a scaldarlo ma non farlo andare oltre i 90°. Spegnere la fiamma ed attendere qualche minuto.
Versare il nigari in un goccio di acqua tiepida per farlo sciogliere, riversare l'acqua facendo un cerchio nel pentolone piano piano. Si vedrà la reazione e la trasformazione del latte in caglio immediatamente. Con un cucchiaio di legno delicatamente girare il latte, almeno 5 giri delicati. Coprire ed attendere 10 minuti circa.
Nel frattempo preparare uno stampino per il tofu (io ho utilizzato una vaschetta del gelato tutta da noi bucherellata con un chiodo), mettere all'interno un tessuto di cotone fine che possa avvolgere bene il tofu.
Aiutandovi con una schiumarola portate tutto il caglio all'interno del tessuto contenuto nello stampino.
Con i lembi del tessuto ricoprite il tofu. Poggiare sopra il tofu qualcosa di pesante in modo da fargli perdere tutto il liquido per circa 30 minuti.
Trascorso il tempo necessario liberare il tofu sia dallo stampo che dal tessuto ed adagiarlo in una ciotola con acqua salata.
Riporre il tofu in frigorifero e consumarlo nel giro di pochi giorni.
 

mercoledì 17 ottobre 2012

LIEVITO MADRE E MACCHINA DEL PANE: ABBINAMENTO POSSIBILE!


E' tornato il lievito madre!!! E' festa grande!!!
Così, inaspettatamente, senza tanta organizzazione e tanti preparativi ecco rientrare nella mia cucina il tanto amato lievito!
Parlando, o meglio scrivendo via mail, ad un membro della mia Banca del Tempo rapidi pensieri e consigli in merito al suo nuovo lievito madre, ho buttato la proposta, data la sua difficoltà di utilizzare tutto il suo lievito rinfrescato, di prenderne un giorno un pò io. Detto fatto, alla prima occasione, prima serata di riunione del  gruppo, mi ritrovo innanzi un bel vasetto contenente il mio nuovo lievito bollicinoso.
Felicissma di ospitarlo tra le mura di casa mia!
Sarà un'impresa tenerlo vivo ora! Come più volte ho detto lavoro tutta la giornata, i post in cui si parla di lievito madre sono stati fatti in un periodo in cui io ero una felice casalinga, ed un conto è rientrare la sera ed azionare la macchina del pane con il lievito secco già pronto, un'altro conto è pensare che la sera prima devi "dar da mangiare", come dice il mio carissimo amico Nicola, al lievito, ed il giorno dopo provvedere ad impastare, lasciar lievitare, ri-impastare, ri-lasciar lievitare, cuocere. Direi che non è proprio la stassa cosa!
 
La prima cosa che ho fatto una volta a casa con il mio barattolino prezioso è stato recuperare le mie istruzioni per rinfrescarlo. Qui, proprio quelle fornitemi da Nicola alcuni anni fà.
In seguito ho subito cercato istruzioni valide per panificare con la macchina del pane. Qui.
 
Una volta trovato ciò che mi serviva mi son detta "perché no?!?! Fino a che dura, dura!!!" :D
 
La sera del rinfresco, giorno prima della panificazione, ho preparato tutti gli ingredienti necessari per la panificazione già divisi in differenti contenitori. La mattina seguente mi sono svegliata solo 10 minuti prima del mio solito ed ho pesato il lievito ben lievitato durante la notte e messo tutti gli ingredienti già pronti nel cestello della macchina del pane. Ho azionato la funzione impastatrice per circa 15 minuti, il tempo della mia colazione, spento tutto e lasciato li a lievitare con tutta la pazienza che voleva. Io nel frattempo sono andata al lavoro per le mie 8 ore, più mezza per andare e tornare, (faccio il continuato). Una volta rientrata a casa ho visto una favolosa lievitazione :D Bellooooo!!!
Ho nuovamente azionato la macchina con la funzione impastatrice per 2/3 minuti. A questo punto ho nuovamente scollegato la macchina e lasciato riposare il mio impasto. Saranno passare altre tre ore.
Quando la lievitazione ha permesso di vedere una bella pagnotta alta ho azionato la funzione cottura che dura poco più di un'ora. Ho sfornato questo bel pane, un pò acidulo ma gustosissimo, bello asciutto al suo interno e con una crosta croccante esternamente.
 

Vi lascio gli ingredienti:
600 gr. di farina rimacinata (io sono fissata con questa! potete fare anche 400 gr di farina 0 e 200 gr di altre farine)
300 gr di lievito madre
350 gr di acqua
2 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di zucchero.



 
 

lunedì 15 ottobre 2012

CREMINA DI OKARA






La scorsa domenica abbiamo avuto per pranzo i miei genitori, evento annuale che merita particolare attenzione. Ho voluto per l'occasione preparare per loro un pranzo un pò diverso, tutto vegan.
Il piatto forte sarebbe stato: polenta con il tofu (quest'ultimo da me autoprodotto, che fortunatamente sono riuscita a preparare dopo tante prove andate a male - posterò presto la ricetta).
 
Con la quantità ultra abbonante di okara risultata dalla preparazione del Tofu ho realizzato di tutto sia per il nostro pranzo domenicale che non.
In primis dei gnocchetti, come questi, conditi con una crema di cavolfiore, che hanno fatto da primo piatto domenicale. Poi le solite polpette, alcune delle quali riempiono ancora il freezer. Alcune così, altre così ed altre con nuovi tipi di condimenti ma sempre sullo stesso stile.
Infine la crema che ho utilizzato per le friselline dell'antipasto, e che mi sto mangiando con qualsiasi altra cosa perché la continuo a rifare data la bontà.

Nelle friselline della foto vi è il condimento della cremina di okara in abbinata ai germogli di alfa alfa, che non mancano mai in casa. Altre friselle le ho condite con un goccio di olio ed ho lasciato ai miei ospiti la possibilità di mettervi solo la cremina o di mettere solo i germogli o ancora i pomodirini (gli ultimi regalatimi dalle mie piantine sul balcone). Sale dell'himalaya o sale con le spezie e pepe a portata di mano. Un prosecco e l'aperitivo per il mio pranzo vegan è bello che fatto.


CREMINA DI OKARA le mie quantità erano ad occhio
okara (per me circa 5 cucchiaia)
sale verde (con tutti i miei odori polverizzati)
olio evo (2/3 cucchiaia)
latte di riso (avevo quello appena fatto, altrimenti di soia)
prezzemolo secco (circa 1 cucchiaio)
limone (succo di 1 limone)

Ho messo tutto in un frullatore prima tutti gli ingredienti secchi ed azionato alla massima potenza, poi emulsionato insieme quelli liquidi. Andate ad occhio ed in base a come volete la consistenza finale.
Mettete tutto in una cocottina e lasciate un pò, almeno un'oretta, nel frigo per farlo ben addensare. Utilizzatela spalmandola sul pane, o aggiungendola a qualsiasi tipo di secondo. Io l'ho spalmata pure sulla polenta, slurp!




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