lunedì 27 giugno 2011

TRA LE CALLE DI VENEZIA CON L'ARTE CONTEMPORANEA

VENEZIA
Ogni due anni vi è "l'obbligo" di fare una gita a Venezia, l'arte contemporanea fa sosta là costringendomi ad andare a gironzolare tra le calle ed i basamenti.
La cosa direi proprio che non mi dispiace! Solo la stanchezza, data dai continui e rapidi spostamenti e dalla calura, eviterei volentieri. :-)





Venezia è sempre la stessa: una città unica.
Ad essere sincera non è la città che preferisco, ma ammetto che è molto attraente, non per altro è condierata una delle più belle ed affascinanti città. 
Apprezzo particolarmente le strette viuzze, i piccoli ponti, i negozietti mignon, il panorama e soprattutto adoro l'accento veneto!!!
Meno adorabili sono i prezzi... troppo spesso da pazzi!





Durante una breve sosta, tra una fotografia comica e l'altra, un signore si è avvicinato per fare due parole. Aveva voglia di compagnia.
"Un veneziano DOC, nato, cresciuto e residente ancora oggi a Venezia." Si è presentato con tutta questa definizione. Io ho trovato strano che sottolineasse la cosa ma poi ho capito dal suo racconto il motivo. Sapevo che Venezia si sta spopolando ma pensavo che la situazione non fosse grave tanto quanto questo veneziano ha più volte sottolineato. A causa degli elevatissimi prezzi delle case tutti i veneziani si stanno trasferendo a Mestre lasciando mezza vuota la città lagunare. Solo il turismo la fa rivivere giornalmente.
Un gran peccato.

Anche se devo ammettere che io a Venezia non avrei piacere a viverci, e questo per puro motivo di scomodità negli spostamenti. Penso che solo un veneziano sappia bene apprezzare la sua città e sappia adeguatamente cogliere a pieno tutte le sue particolarità, pure l'acqua alta.
Quindi se proprio i veneziani, che sanno ben capire e convivere con la propria città se ne vanno....







Una particolarità che è bello sapere: intorno al 400 circa Venezia era ancora una laguna che si è popolata con tutta quella gente che scappava prima dagli Unni e poi da i Longobardi. Era ricca di caccia e pesca e per questo la gente si fermò li ma non aveva la possibilità di avere acqua potabile, tanto che agli inizi veniva utilizzata l'acqua piovana (ora con opportune tubazioni arriva l'acqua dalla terra ferma).

















LA BIENNALE DI ARTE CONTEMPORANEA

Ogni anno faccio una marea di fotografie alle opere che vedo e che mi colpiscono particolarmente. Quest'anno sono stata molto scarsa. :(
Posso affermare che di questa edizione non avrò molti ricordi delle opere...
ma per forza!!!

James Turrel
La sua opera è tutta da vivere, e ne vale come sempre la pena!!!




Urs Fischer



padiglione Inghilterra
Bello gironzolare tra le stanze e gli ambienti ricreati da questo artista. Pure il senso soffocante dovuto dalla calura e gli odori di calce e polvere hanno il loro lato travolgente ed appassionante.



padiglione Cina


mercoledì 22 giugno 2011

POLPO IN UMIDO



Poco tempo fa avevo raccontato in un post una lunga storia in merito al pesce ed a quello che avevo scoperto degli allevamenti. Il lunghissimo post è rimasto online mezza giornata ma poi, a causa di un problema di blogspot che ha coinvolto molti bloggher, è sparito completamente dal mio blog. Non c'è stato verso di recuperarlo :(
Non sto a riscrivere nuovamente tutto. Lascio solo due parole in merito alla mia scoperta.

Ho sentito il racconto di un conoscente che qualche anno fa andò a trovare un amico allevatore di trote. Non descrivo ora tutti i particolari del suo racconto, sappiate solo che da quando lui è uscito da quel posto non è più assolutamente riuscito a mangiare pesce di allevamento. A quanto racconta son passati più di 5 anni. Quindi niente branzini, trote, orate o salmoni a meno che non abbiano vissuto in completa libertà.
Oltre che bombardarli di tutto ciò che in un mese li trasforma da microscopici pesciolini a pesci di importante pezzatura, vengono anche riempiti di antibiotici per diminuire la possibilità di contagio delle malattie. Inoltre le vasche vengono talmente riempite che l'ossigeno contenuto nell'acqua non basta e devono così ossigenarla artificialmente. Lascio perdere di commentare il loro cibo.
Io, tanto quanto il mio conoscente, non sono più riuscita a comprare pesce di allevamento.
By by orate, branzini e trote allevate....
Il pesce che ora trovo a prezzo modico e di cui son certa sia un pescato libero è vario: vi sono il polpo, le sardine, lo sgombro, la trinca, i calamari...
C'è sempre e comunque da sbizzarrirsi!!! :)

Oggi ho cucinato il polpo in umido....

POLPO IN UMIDO
1 polpo
1 carota
1 gambo di sedano
1 cipolla
passata di pomodoro
peperoncino
foglie di alloro
timo fresco
olio evo
sale
pepe


Riempite una padella di acqua. Pulite e tagliate a pezzettoni la carota, la cipolla ed il sedano e buttateli nell'acqua con qualche chicco di pepe e una foglia di alloro. Versatevi il vostro polpo (che dev'essere completamente coperto dall'acqua) e fate cuocere a fuoco lento. Per capire se il polpo è pronto basta infilzarlo con una forchetta, se questa entra facilmente è ben cotto. Ora lasciatelo raffreddare nella sua acqua di cottura (con questa operazione permetterete al vostro polpo di rimanere bello morbido una volta freddo).
Non appena freddato lavatelo sotto l'acqua corrente al fine di togliergli tutta la pelle (la parte scura che lo ricopre). Tagliatelo a pezzettoni.
Prendete una pentola (io ho riesumato dalla cantina la mia pentola di coccio, mi sembrava l'occasione giusta :) ), mettete sul fondo un filo di olio evo, due foglioline di alloro ed il polpo a pezzi. Fare rosolare per qualche minuto il vostro polpo e versate nella pentola la passata di pomodoro, il timo fresco, un pò di peperoncino, salate, pepate e chiudete con il coperchio.
Lasciate cuocere a fuoco lento per circa  20 minuti.
Nel frattempo fate abbrustolire qualche fetta di pane. Servite caldo con il pane ed un filo leggero di olio.

mercoledì 15 giugno 2011

PASTICCIO DI AMARANTO ALLE VERDURE



 
Quando ero piccola ricordo che spessissimo la sera convivevo con un continuo mal di testa. Non era eccessivamente forte, era direi abbastanza lieve ma assai frequente. Dopo ripetute volte che i miei genitori mi hanno portata dal medico di base per avere spiegazioni in merito questo si è deciso a farmi fare una marea di esami. Il risultato è stato: anemia. Fortunatamente non anemia mediterranea, ma una fortissima anemia.
Premettendo che l'alimentazione che c'era in casa dei miei genitori era completa, a quei tempi anche loro non mangiavano molta carne ma un pò ne mangiavano, ho iniziato a mangiar carne con una frequenza maggiore e ad assumere i soliti integratori di ferro (vere bombe). Ricordo ancora che dopo 3 mesi di cura i livelli del ferro erano a mala pena nella norma.
Un pò più grande, intorno ai 22 anni, ho per volontà di cambiamento iniziato a fare variazione alimentari, ed ho mantenuto questa nuova dieta fissa per tre anni. Mi sono organizzata un pò in modo "fai da te" ma con alcuni consigli da parte di un iridologo che ai tempi mi seguiva. Consumavo pochissimo pesce ed assolutamente niente carne, ma in cambio mangiavo tanti legumi. Mi facevo uno o due mesi all'anno mangiando mele riempite di chiodi (che aiutano con il ferro) ed ogni mattina mangiavo un rosso d'uovo sbattuto con melassa, fieno greco ed una noce. Senza alcun supporto di integratori farmaceutici io non ero più anemica.
L'anemia comunque continua a tornare negli anni ed io con una certa frequenza faccio i vari esami del sangue.
Due anni fa ho dovuto cambiare medico di base e i soliti esami li ho portati in visione al nuovo medico.
E che ho scoperto, dopo una semplice e veloce visione da parte del nuovo medico? Che ho la Sindrome di Gilbert (info qui e qui). Dopo anni a correr dietro a sto ferro ed a chiedere consiglio qua e là su come fare.. eccoti la spiegazione.... (roba da pazzi!!!!).
Non è niente di grave, è una patologia benigna. L'unica cosa è il problema della bilirubina che fa i dispetti ai globuli rossi, vi lascio ai link per le informazioni adeguate.
A quanto ho capito è una sindrome che non viene spesso tenuta in considerazione. Il bombardarmi di ferro per farmi alzare i valori, con una Sindrome di Gilbert, a quanto pare non è servito proprio a nulla perché il fegato si prende il ferro che vuole ed il resto lo rilascia immediatamente.
Quindi sappiate che vi può essere anche questa tra le varie possibili cause di una vostra anemia.

L'alimentazione adeguata è sempre la miglior ricetta medica. E' proprio vera la frase "siamo cià che mangiamo"!!!
Ho scoperto di recente l'Amaranto (qui), ed ho scoperto che è ricco di proteine, di calcio, fosforo, manganesio e pure di ferro. Un'altra cosa che fa per me mi son detta!
Non trovo però con facilità ricette che lo utilizzano, solitamente lo cucino in abbinata al farro. L'altro giorno ho voluto seguire la ricetta che è pubblicata sulla confezione che ho comprato. Come sempre un pò variata in base a ciò che il frigorifero mi offriva, ma direi essere stata azzeccata.
E' la ricetta di oggi.



PASTICCIO DI AMARANTO ALLE VERDURE
amaranto
acqua
sale
pepe
zucchine (o qualsiasi tipo di verdura abbiate in casa)
cipolle
aglio
olio evo
passata di pomodoro
formaggio morbido di soia


Mettete l'amaranto in un setaccio fine e lavatelo sotto l'acqua corrente. In una padella versate dell'acqua e l'amaranto (seguite le istruzioni della confezione per le giuste quantità). Salate ed accendete il fuoco. Lasciate cuocere a fiamma bassa per circa 25 minuti dopo di che spegnete la fiamma e lasciate riposare per almeno 5 minuti.
Nel frattempo in una pentola versate un filo di olio, l'aglio (che poi toglierete) e le cipolle e zucchine tagliate grossolanamente. Fate cuocere con un goccio d'acqua e poca passata di pomodoro. Salate e pepate a piacere. Quasi a fine cottura, quando sono ancora leggermente durette le zucchine spegnete e lasciate riposare.
Prendete una pirofila e cospargetela di olio. Sul fondo della pirofila mettete uno strato compatto di amaranto (aiutatevi nello stenderlo bagnando mani e cucchiaio con dell'aqua fredda), utilizzate circa la metà dell'amaranto cotto. Riempite poi con uno strato di verdura e formaggio a pezzetti. Infine coprite con il tutto con il restante amaranto. A questo punto infornate la pirofila a 200° per circa 20 minuti.
E' ottimo da mangiare sia caldo che freddo.


lunedì 6 giugno 2011

TORTA SEMPLICE DI MIRTILLI E MELA e il Referendum



Mancano solo 6 giorni a quello che in Italia sarà l'evento del 2011 (dopo la festa dei 150 anni ovviamente).


Mi auguro che la maggior parte degli italiani la pensi come me e tra domenica e lunedì si rechino in massa per porre il proprio SI su ognuna delle schede che verranno presentate.

Due SI a favore dell'acqua per poterla mantenere pubblica (qui info)
un SI per rinunciare al Nucleare (qui info)
un SI per non accettare il legittimo impedimento (qui info)

Un gesto estremamente importante quello di andare e mettere le nostre scelte nero su bianco ed obbligare la politica ad ascoltare la nostra voce!
Che tutti si mettano una mano sulla coscenza in merito alle questioni Acqua per tutti e Nucleare!!!!

La Germania si è dedicata completamente all'energia alternativa abbandonando l'idea del nucleare, tanto che ha deciso di dire addio spegnendo per sempre le sue centrali entro il 2022. E noi che fino ad ora ne siamo rimasti indenni vogliamo proprio ora buttarci nel terrore nucleare e non abbiamo la capacità di investire nell'alternativo????? Che di energie alternative si può vivere è la Germania che ce lo insegna. Che le energie alternative saranno sempre più pratiche lo insegna la ricerca, che ahinoi è sempre oltr'alpe e non italiana. Se la ricerca prosegue così tra pochi anni sicuramente avremo un pannello solare grande quanto un piccolo microcip. Ricerca, ricerca, ricerca, ricerca, ricerca....

Sono rimasta impressionata e mi è "piaciuto" molto l'ultimo video di Celentano, presentato lo scorso giovedì ad Anno Zero, che tratta l'argomento,. Lo potete vedere qui.


Nell'attesa del prossimo fine settimana mi sono rilassata ieri preparando questa semplice tortina. Niente burro, olio e neppure uova! 'na goduria!!!

TORTA SEMPLICE DI MIRTILLI E MELA
3OO gr di farina 00
250 gr di latte di soia
100 gr di mirtilli
100 gr di miele
1 mela
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale

Lavate i mirtille e la mela, sbucciate la mela e tagliatela in pezzetti grossolani.
In un'ampia terrina setacciate la farina, il lievito ed aggiungete il sale. Unitevi il miele ed il latte, amalgamate bene. Versate nel composto i mirtilli ed i pezzi di mela e continuate ad amalgamare.
Versate il tutto in una tortiera precedentemente oliata, mettete in forno a 180° per  circa 50 minuti.
Fate la prova stuzzicadenti prima di sfornare.

giovedì 26 maggio 2011

CANTUCCI ALLE NOCCIOLE



E' arrivato il SOLEeeeeeeeeeeeee. Che meraviglia!!!
Il caldo finalmente si fa sentire, anche se già ci lamentiamo per l'afa e le zanzare... io sono contentissima!!!
In estate è tutta un'altra vita! Le giornate si riescono a godere maggiormente, c'è più allegria, più vitalità, più simpatia nell'aria e nella gente.
Con qualche piccolo accorgimento riusciremo a goderci al meglio queste giornate di splendido sole.
Ricordiamoci sempre di bere molto, di mangiare tanta frutta e verdura (che in estate è divinamente gustosa), e soprattutto di Sorridere e di Ridere a più non posso. E' in questa stagione che si fa il massimo carico di energia per tutto l'anno.

Allo stesso tempo ricordiamoci che tutto possiamo fare ma sempre rispettando la natura.
Possiamo "docciarci" (lo so che non è un termine italiano, ma mi piace così tanto questa parola che la uso da anni con consuetudine sperando che prima o poi rientri nei vocabolari italiani) per rinfrescare la pelle e la mente ma senza sprechi eccessivi di acqua.
Possiamo bagnare giornalmente le nostre piante riutilizzando l'acqua con cui abbiamo lavato frutta e verdura.
Possiamo risparmiare sulla benzina e salvaguardarci dall'inquinamento godendoci i percorsi con belle pedalate e camminate tutta salute.
Possiamo eliminare le zanzare che ci mangiano (penso che su questo punto anche gli animalisti mi diano ragione) senza inquinare gli ambienti ed il mondo. Come?
       - utilizzando delle zanzariere per la casa.
       - Utilizzare l'olio essenziale di citronella o di geranio, sia da unire alla crema per il corpo (mai frizionare gli oli essenziali direttamente sulla pelle, sempre mescolarli ad una crema), che da mettere nell'evaporatore in casa. Qui qualche informazione sull'olio di geranio.
        - Assumere vitamina B1 che modifica l'odore del nostro sudore.
       - Installare sulle pareti della propria abitazione una BatBox , i pipistrelli si nutrono di zanzare e sono tutt'altro che pericolosi!!!!!! Info qui e qui per coloro che vivono in provincia di Bergamo.


la mia Bat Box



Per questa ricetta sono andata a guardare le varie proposte di LA DOLCETTERIA


CANTUCCI ALLE NOCCIOLE
250 gr di farina 00
200 gr di zucchero di canna grezzo
150 gr di nocciole tostate (io ho utilizzato quelle con la pellicina)
2 uova
latte (solo se serve, un cucchiaio)
1 cucchiaino di lievito per dolci

Amalgamare lo zucchero con le uova, unirvi la farina setacciata con il lievito. Mescolare bene ed unire le nocciole. Se serve ammorbidire l'impasto unire poco latte.
Mescolare bene e stendere l'impasto di altezza circa 1 cm, su una teglia coperto dalla carta da forno, in uno o due filoni lunghi e compatti (io ne ho fatto solo 1).
Infornare a 180° per circa 15 minuti. Togliere dal forno e lasciare raffreddare. Una volta tiepido tagliare per la larghezza lasciando uno spessore di circa 1 cm.
Riposizionare i biscotti sulla teglia e riporli nuovamente nel forno per la tostatura, altri 5 minuti. Rivoltare i biscotti poggiandoli sul lato opposto e infornarli nuovamente fino a doratura.

lunedì 16 maggio 2011

MUFFIN AI MIRTILLI VEGAN


Quanto adoro preparare i muffin!! Ogni volta mi piace farne di nuovi e soprattutto mi piacce l'idea di fare delle sorprese a chi poi li mangerà :)
Sapendo l'importante effetto antiossidante dei mirtilli ne ho fatto una bella scorta ed ho pensato subito all'utilizzo per i miei dolci. Ecco che sono nati questi muffin leggerissimi e veramente gustosi. La quantità di zucchero è moderata, io amo i dolci ma preferisco quelli non troppo zuccherosi. Anche da Lui sono stati graditi, ciò vuol dire che lo zucchero può comunque bastare.
E' una ricetta vegan particolarmente semplice. Si preparano in pochissimo tempo e con pochi ingredienti. Avevo cercato nel web delle ricette sostitutive ma erano fin troppo elaborate e con una marea di ingredienti, le ho tagliate il più possibile riducendomi solo con quelli essenziali ;)



MUFFIN AI MIRTILLI VEGAN
250 gr di farina 00
200 ml circa di latte di soia
100 gr di zucchero di canna (così non sono molto zuccherati, volendo si può aumentare la dose di zucchero)
3 cucchiaia di olio evo
150 gr di mirtilli
1 bustina di lievito per dolci

In un'ampia terrina setacciate la farina con il lievito. Aggiungete l'olio ed il latte ed amalgamate bene. Pulite i mirtilli ed uniteli al composto.
Riempite per 3/4 gli stampini per i muffin ed infornate a 180° per circa  20 minuti.

martedì 10 maggio 2011

FAJITAS DI CARNE





Ho trovato una confezione di tortillas in offerta, l'ho subito presa pensando di organizzare una serata messicana a casa. Così sabato ho preparato delle fajitas un pò alternative. Ho cercato di fare tutto io ma ahimé non sono riuscita a trovare degli avocado belli maturi (erano tutti durisssssimi!) e quindi sono stata costretta ad utilizzare guacamole confezionata (lo so, non sa da fa! ma per una volta pace!!! non c'è fajitas senza guacamole).

Ricordo ancora la prima volta che provai le fajitas. Ero in America con un'amica, Tony. Era l'estate del 2000. Che meraviglia!!!
Non ricordo di preciso dove fossimo quel giorno, forse era Washington. Si era andate a pranzo con alcuni conoscenti con cui abbiamo fatto un piccolo tour in un locale messicano. Dopo aver ispezionato varie volte il menù optai per il nome che più mi piaceva: fajitas e che nell'indicazione conteneva tanti ingredienti :) (ero una mangiona!!!). Per me erano vegetariane, mentre Tony le provò di pollo, veramente lei provò tutto il pollo americano, non mangiò altro per tutta la nostra permanenza li :)
Che goduria!!! Le ricordo ancora!!!!
Al rientro in Italia io e Tony, con il resto della combricola, organizzammo presto una serata al locale messicano nel centro di Bergamo. Ovviamente si cenò a fajitas! Le mie  erano sempre vegetariane e quelle di Tony rimasero rigorosamente di pollo! :)
Per alcuni anni abbiamo mantenuto la serata messicana, non era cadenziata rigorosamente ma più e più volte si è andate tutte insieme a mangiar fajitas....  si vede che le cose cambiano... saranno almeno 4 anni che non ci andiamo...




FAJITAS DI CARNE per 2 persone

tortillas (ottimo sarebbe prepararsele da sé... magari la prossima volta)
formaggio (tipo galbanino)
guacamole (se avete gli avocado maturi cercate assolutamente una ricetta per farla voi)

per la crema di fagioli:
fagioli neri
panna di soia (solitamente utilizzano la panna acida ma io avevo quella di soia che girava per casa)
sale

per la carne
400 gr di carne di manzo (controfiletto)
1 peperone
1 cipolla
1 lime
birra (per la marinatura)
sale
pepe
peperoncino

Iniziate con il preparare la crema di fagioli.
Dopo averli messi un pò a bagno nell'acqua mettete in una pentola i faglio e fateli cuocere.
Una volta cotti salateli leggermente e riduceteli a purea con un mixer ad immersione. Aggiungete la panna, ma vi consiglio di fare quest'ultima operazione poco prima di servire a tavola in modo da mantenere la vostra crema bella morbida.
Mettete la crema in una cocottina e ponetela in tavola.

Per preparate la carne.
Tagliate la carne a striscioline abbastanza sottili (circa 1 cm) e mettetele in una bacinella a marinare coperte di birra e 1 lime spremuto. Lasciate riposare per circa 1 ora.
Tagliate a fette di circa 1 centrimetro il peperone e la cipolla. Scaldate una pentola e versateci un filo di olio, mettete prima la cipolla ad imbiondire e poi il peperone. Poco prima della cottura della verdura unitevi la carne che avrete scolato dalla marinatura. Coprite con il coperchio e lasciate cuocere per alcuni minuti.
Quasi a termine cottura salate, pepate ed aggiungete un pò di peperoncino.
Mettete la carne in un'ampia cocottina e mettetela al centro della tavola.

Preparate gli altri ingredienti.
Tagliate a dadini il formaggio e mettete anch'esso in una cocottina.
Poi riempite un'altra cocottina con il guacamole.
Ponete a scaldare leggermente le vostre tortillas e riponetele in un contenitore coperto che le possa mantenere calde.

Mettete tutti gli ingredienti al centro della tavola. Ogni commensale prenderà da sé una tortillas e la farcirà a suo piacere con le creme, la carne, le verdure ed il formaggio.

martedì 3 maggio 2011

SEITAN AUTOPRODOTTO







Serve del tempo libero, soprattutto una buona organizzazione di diversi pezzetti di tempo nell'arco di un'intera giornata e a cavallo di due giorni. Il tutto per fare cosa? Per produrre un ottimo seitan casalingo.
Nel w-e appena passato avevo proprio del tempo a disposizione, mi sono subito messa all'opera.
Il seitan che si compra nei supermercati bio ha prezzi direi tutt'altro che permissivi. Quindi perché non provare con una personale alternativa?!
Ho iniziato con la ricerca su internet, il sito Veganblog mi ha dato vari spunti, qui la ricetta che più di tutte ho seguito anche grazie alle fotografie a cui vi rimando.
Il risultato è stato veramente apprezzato. Una parte l'ho cucinata arrosto la sera stessa, il resto mi attende in frigo questa sera.
Vi lascio il link di wikipedia per ogni chiarimento in merito a questo alimento che ha le spesse proteine della carne ma che è assai più salutare di essa (soprattutto di tanta carne che oggi troviamo di allevamento ormai piena di antibiotici).
Vi assicuro che anche il carnivoro di casa mia ha trovato ottima la cena di domenica a base di seitan tanto è che ne ha richiesto il bis.
Con 1 kg di farina sono riuscita a produrre circa 450 gr di seitan.



SEITAN AUTOPRODOTTO
500 gr di farina oo bio
500 gr di farina di manitoba
acqua naturale q.b.
curcuma
pepe nero
chiodo di garofano
timo fresco
zenzero a pezzetti
tamari (salsa di soia)
altre spezie a piacere
carota
cipolla
sedano
un pezzo di canovaccio pulito
due pezzi di spago da cucito


primo passo:
versare le due farine in una bacinella ampia, unirvi l'acqua ed iniziare a lavorare l'impasto fino a formare una palla omogenea e morbida. Lasciare la pasta nella bacinella, coprirla con uno strofinaccio pulito e riporla in frigo a riposare per alcune ore (dalle 3 alle 5).

secondo passo:
In una cocottina capiente mettere abbondante tamari, e le varie spezie (io ho messo la curcuma, il timo, il pepe, lo zenzero, un chiodo di garofano...)
Mettere la palla di pasta in uno scolapasta e riporlo sotto il getto dell'acqua. Alternando spesso l'acqua tra calda e fredda lavare l'impasto fino a che non perde completamente il suo amido. Ovviamente diminuirà notevolmente il peso restando solamente la parte di glutine.
Mettere l'impasto rimasto nella cocottina con tutte le spezie, aggiungere tanta acqua quanto basta per coprirlo completamente. Coprirlo con un canovaccio o coperchio e lasciare riposare per almeno 12 ore (questa operazione servirà per dargli sapore).

terzo passo:
In una pentola mettere le verdure (cipolla, carota, sedano) tagliate a cubetti e tutta la marinatura dove era adagiato l'impasto.
Prendere un pezzo di canovaccio pulito e mettervi all'interno il seitan, richiuderlo poi a mo dì salame da entranbi i lati con uno spago (il mio alla fine è uscito moooolto rugoso :) ). Immergere il salame di impasto nel brodo e portare ad ebollizione. Fare cuocere per circa 1 ora.

quarto passo:
lasciare raffreddare il seitan (io l'ho fatto raffreddare nel brodo), tagliarlo a fette e procedere con la cottura desiderata. Io l'ho cucinato arrosto con un filo di olio,  una cipolla tagliata finemente e l'alloro per insaporire il tutto.



mercoledì 20 aprile 2011

MARMELLATA DI MELE E PERE


La colazione è uno dei pasti che più mi entusiasma. Piuttosto che saltarla mi alzo quei 15 minuti prima per rilassarmi seduta la tavolo e godermi quello che ho deciso di mangiare. Da circa 9 mesi in cucina non c'è più la televisione, rarissimamente accendo la radio, solitamente me ne sto accorta tra i miei pensieri intenta a gustare con masticate lunghe e continue tutto quello che finisce della tazza.
La fotografia mostra tutt'altro. L'altra mattina, in cui il tempo a disposizione prima di correre al lavoro era ridottissimo a causa del prolungamento eccessivo delle ore di sonno, il ripiano della cucina, pieno di qualsiasi cosa, si è stato trasformato in tavolo d'appoggio per una rapida colazione. Il latte di soia è finito velocemente dentro nella tazza senza alcun insaporitore o alcuna polverina energizzante. Tre fette biscottate sono state alla bella e buona riempite con la marmellata preparata la sera prima e consumate in piedi. Anche se il tempo era ridotto la colazione non la potevo saltare. Mentre addentavo una fetta piena zeppa di marmellata ho fatto un rapido scatto con la macchinetta che si trovava sul tavolo dalla sera prima, benché la foto non meriti assolutamente per il disordine e la tonalità... la considero bella per la sua assoluta veridicità.




MARMELLATA DI MELE E PERE
1000 gr di mele (le quantità di mele e pere possono cambiare in base ai gusti)
400 gr di pere
300 gr di zucchero di canna grezzo
1 cucchiaino di agar agar (io ne ho messo solo mezzo ma è sicuramente meglio metterne 1 intero)

Sbucciate la frutta e tagliatela a pezzi togliendo la parte dei semi. Versatela in una pentola capiente e mettetela sul fuoco con un filo di acqua. Fate cuocere per circa 30 minuti mescolando ogni tanto. Nel frattempo sterilizzate i barattoli di vetro ed i tappi in abbondante acqua bollente.
Versate lo zucchero e rimestando fate cuocere fino a cottura completa. Se il risultato finale è grumoso e volete una marmellata più liscia potete utilizzare un minipinner ad immersione o continuare un pò la cottura.
Stemperate il cucchiaino di agar agar in pochissima acqua e versatela nel composto. Fate cuocere ancora circa 10 minuti.
Riempite i barattoli con la marmellata e, dopo averli ben chiusi, girateli al contrario e ri-immergeteli nell'acqua bollente per una doppia sterilizzazione. Una volta tolti dall'acqua asciugateli e riponeteli sempre con il tappo verso il basso in un posto asciutto e scuro fino al completo raffreddamento.

giovedì 14 aprile 2011

POLENTA E LATTE (BORFADEI)


Si è vero, siamo in primavera ed i Borfadei (polenta e latte un tipico piatto bergamasco) sono un piatto invernale. Ma dopo una settimana in cui le temperature sono stranamente andate alle stelle, credetemi la mia auto è arrivata a segnare 36 gradi sabato pomeriggio, essere ripiombati in questa frescura, benché sia nella normalità per il mese di aprile, è da brivido!
Io che i giorni scorsi avevo abbandonato calze e canottierae, che giravo per la città con sandaletti e magliettina ombelicale, mi ritrovo tutta infreddolita e con il bisogno di scaldare nuovamente ossa e ossicini.
Ecco che la mia adorata polenta arriva in soccorso. E' una goduria che da anni ed anni non mangiavo, cosa mi son persa!!! Il borfadellaro di casa era mio padre, ho infatto chiamato lui per avere la ricetta.




POLENTA E LATTE (BORFADEI)
70% di farina gialla (per me integrale)
30% di farina 00
sale
latte intero

In una terrina ambia setacciate la farina 00 e unitevi la farina gialla. Mescolate molto bene per amalgamare le farine al meglio. Riempite una pentola di acqua e portatela a bollire. Salate l'acqua ed abbassate la fiamma. Piano piano versare nell'acqua la farina, fate molta attenzione affinché non si formino grumi. Versate piano la farina anche per non eccedere con la quantità, la polenta deve essere molto morbida "all'onda", deve scivolare dal cucchiaio. Mescolate bene con la frusta e tenete mescolato come se faceste una normale polenta. La cottura controllatela dalle istruzioni per la polenta, saranno circa 35-45 minuti.
Una volta pronta versate la polenta nel piatto fondo. Ricoprite la colenta con il latte intero bello fresco da frigo. Consumatela subito.

giovedì 7 aprile 2011

TORTA FACILE DI PERE E GOCCE DI CIOCCOLATO



La torta era semplicissima da preparare e buonissima da mangiare, così buona che come l'ho messa in tavola è finita .... e le fotografie.....
Visto il risultato apprezzato ho ben pensato di prepararla una seconda volta e di approfittare dell'occasione per fare la foto per il blog.
Per la seconda torta avevo finito il ghee ed ho così utilizzato il semplice burro. Devo essere sincera, la prima aveva un qualcosa in più di speciale...

TORTA FACILE DI PERE E GOCCE DI CIOCCOLATO
150 gr di farina 00
70 gr di zucchero
50 gr di ghee
1 pizzico di sale
1 uovo
1 tuorlo
2 cucchiai abbondanti di lievito vanigliato
4/5 cucchiaia di latte di soia
2 pere
una manciata di gocce di cioccolato

Lavare e sbucciare le pere. Tagliarne una parte a fette e l'altra a dadini.
In una terrina ampia setacciare la farina con il lievito, unire il sale. Far sciogliere bene il burro ed amalgamarlo con le uova, unirvi anche lo zucchero ed incorporare il tutto alla farina. Stemperare con il latte. Aggiungere la pera a dadini (io una parte delle pere l'ho frullata) e il cioccolato in gocce. Riversare il composto  in una tortiera e decorarlo con le pere a fettine e qualche goccia di cioccolato.
Infornare a 180° per circa 40 minuti. Fate la prova stuzzicandenti prima di togliere dal forno.

lunedì 21 marzo 2011

TORTA MORBIDA DI BANANE E NOCI e LA PRIMAVERA

Primavera (Sandro Botticelli 1482)


Che bello è arrivata la primavera!!!!! Nonostante le giornate siano ancora un bel pò freschine il sole ci sta risvegliando tutti quanti. La natura è già li pronta per mostrare tutto il suo splendore, presto verremo da lei deliziati. I migliori ortaggi, la frutta più succulenta e dolce tra poco tornerà nei banchi dei fruttivendoli.
I colori, i vestiti leggeri e setosi. L'allegria. La voglia di fare. La gioia. Le camminate. Le corse. I giochi che i bimbi fanno all'aperto.
Bentornata primavera!!!
Ti abbiamo attesa con tanta voglia di ri-vederti, di ri-sentirti, di ri-viverti, di ri-assaporarti.







Lo so, la ricetta di oggi è più invernale. Ma nell'ultima settimana mi son messa d'impegno con i fornelli ed era ancora inverno ;)


TORTA MORDIBA DI BANANE E NOCI

250 gr di yogurt (utilizzate il barattolino dello yogurt per misurare gli altri ingredienti)
2 bicchieri scarsi di zucchero di canna
3 bicchieri di farina 00
1 bicchiere scarso di olio di girasole
3 uova (codice 1)
latte di soia q.b.
1 bustina di lievito vaniliato
2 banane mature
10 noci


Aprite le noci e spezzettatele. In una terrina ampia amalgamate i rossi d'uovo con lo zucchero, unitevi l'olio e lo yogurt. Setacciatevi la farina con il lievito e mescolate bene. Tagliate a rondelle le banane e posatele cul fondo di una tortiera leggermente imburrata ed infarinata, la parte restante schacciatela ed unitela con le noci al composto. Montate a neve ferma gli albumi ed unite delicatamente anche questi al composto. Versate il tutto nella tortiera.
Infornate a 180° per circa 40 minuti (fate la prova stuzzicadenti prima di togliere la torta dal forno). Una volta raffreddata rovesciate la torta su un piatto da portata.
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