lunedì 20 febbraio 2012

POLPETTE DI OKARA


Durante la giornata, immancabilmente quando non ho tempo per poterlo fare, penso mentalmente ad una marea di cose da scrivere sul mio blog. Faccio discorsi mentali lunghissimi in cui mi dilungo in differenti tratti dell'argomento ed in cui mi focalizzo per meglio chiarire alcuni punti fondamentali.
Elaboro, elaboro, elaboro...
Poi, quando raramente mi capita di riuscire non solo ad avere il tempo per aggiornare il mio blog ma pure riesco a prendere la linea (che ancora non abbiamo acquistato in modo definitivo, lo ammetto saltuariamente il mio pc si collega da solo su linee libere altrui). Ecco, proprio in questi momenti ho da fare tutto ed in modo veloce e così ecco che i mie discorsi non hanno modo di essere trattati con la dovuta calma e concentrazione e finisco sempre per abbozzare un qualcosina in velocità.
E' che a volte mi viene una gran voglia di scrivere, purtroppo mi capita spesso quando proprio non mi è possibile farlo. Lo stimolo maggiore lo ho quando noto qualcosa che non mi va; qualche ingiustizia verso le persone (e non mi serve perforza ascoltare il telegiornale per vederle o sentirle, mi basta andare al lavoro e guardare il comportamento assurdo del mio titolare nei confronti di tutto e tutti), qualche tristezza interiore degli esseri umani che cogli da un racconto o da semplici parole, qualche atteggiamento negativo rispetto alla nostra terra ed ai suoi frutti... Sono proprio le ingiustizie che mi spingono prepotentemente verso una marea di discorsi interiori e verso la voglia di comunicare possibili diverse azioni o pensieri. Comunicare altresì motivazioni che ritengo le cause di queste negatività, vi è spesso in me una voglia di introspezione ed una necessità di bloccare il malvagio che scopro dietro l'angolo....

Bhé, nemmeno oggi vi è un agomento preciso.... ma i miei pensieri sono colmi di una marea di cose...
mi sa che prima o poi mi metto e scrivo testi brevi su argomenti vari -tanto per sfogarmi un pò mi basta un foglio ed una penna o word....

...

Per ora basta scrittura, vado a mangiarmi queste polpette, è suonato il campanello e Lui è tornato per la cena. Alla prossima :D



POLPETTE DI OKARA
okara
farina o
prezzemolo abbondante
erba cipollina
curcuma
pangrattato
acqua
sale
pepe
olio evo (per friggerle)
In una bacinella ampia versate l'okara, della farina, un pò di pangrattato, il prezzemolo e l'erba cipollina, un pizzico di sale, pepe, curcuma e un pò di acqua per poter amalgamare il tutto.
Formate delle palline e schiacciatele creando delle polpettine un pò piatte. Immergetele nel pangrattato una ad una.
Scaldate dell'olio evo e cuocetevi le polpettine.

Io le ho servite con una crema di ceci e del sedano fresco.

martedì 14 febbraio 2012

TORTA ALLE MELE VEGAN SEMPLICE SEMPLICE - Happy Valentine Day!!!!



A tutti un buon SAN VALENTINO

Io e Lui, dato che il giorno 20 di febbraio è il nostro anniversario, ogni anno festeggiamo doppiamente la festa di S. Valentino (quest'anno 5 anni insieme).
Per festeggiare un pranzo vegan ed una torta Vegan, semplicissima ed alle mele proprio come piace a me! :D
Ed una cenettina, non proprio vegan direi, come piace a lui! :D
Così entrambi accontentati!! :D

Sorrisi a tutti...


TORTA DI MELE VEGAN SEMPLICE SEMPLICE
1 conf di yogurt di soya
3 bicchierini dello yogurt di farina rimacinata di grano duro
2 bicchierini dello yogurt di zucchero di canna grezzo (il mio era aromatizzato alla vaniglia)
2 bicchierini dello yogurt di latte di soya
1 bicchierino dello yogurt scarso di olio evo
1 lievito
2 mele
un pò di zucchero di canna polverizzato

Nel robot da cucina versate tutti gli ingredienti insieme ed azionate alla massima potenza fino a che non si omogenea tutto. Riversate il composto in una tortiera unta di olio e spolverata con la farina.
Dopo aver pelato le mele tagliarle a fette e decorare la superfice della torta. Versare sulle mele un pò di zucchero di canna polverizzato.
Infornare per circa 1 ora a 180° (fate la prova stuzzicadenti prima di togliere la torta).


giovedì 9 febbraio 2012

DADO AUTOPRODOTTO


In queste gelide giornate la voglia di uscire di casa è limitatissima. La domenica in estate non vedo l'ora di salire in moto per andare ovunque pur di non stare in casa. In inverno la domenica la passerei sempre tra il letto ed il divano. E' così da anni e questo vuol solo dire una cosa: io vado in letargo.
Detesto il freddo, detesto sentire i piedi congelati, le mani stinche e screpolate, il naso arrossato e gocciolante per la condensa che si crea quando lo nascondo sotto la sciarpa enormemente avvolgente.
Non sopporto la maggior parte dei vestiti invernali, soprattutto quelli troppo ingombranti. Non mi stanno bene i cappelli perché mi schiacciano i ricci, ed i ricci schiacciati sono orrendi. Io proprio non so come ho fatto a nascere in inverno, è un controsenso!!!
In questi giorni di gelo l'unica cosa che mi rincuora è il sole. La neve è scesa per alcune giornate imbiancando tutta la provincia di Varese. Ma il sole è tornato presto a splendere. A quanto pare altra neve arriverà nel fine settimana... Penso a tutti coloro che dalla neve ancor oggi sono circondati e pure bloccati. Visto quanto io non sopporto questo freddo immagino chi è rimasto senza acqua ed energia come faccia a sopportare la situazione. Un pensiero dolce a tutti loro nella speranza che questo strano inverno ci abbandoni presto lasciando spazio ad una adeguata primavera.


L'ultima mia domenica casalinga è stata utilizzata per un altro pò di autoproduzioni: oggi racconto quella del Dado!
Lo ammetto, io il dado non lo utilizzo mai. Quello delle marce più conosciute non mi hanno mia convinta e li ho sempre visti con molto sospetto. Uno bio comprato tempo fa non sapeva di niente e difficilmente si scioglieva pure nell'acqua bollente. Il sale e le spezie sono sempre stati i miei sostituti al dado.
Da tempo sentivo parlare di ottimi dadi autoprodotti e poi me ne ritrovo una ricettina sullo splendido sito di cucinaeco e.... come non essere tentata!??!



DADO AUTOPRODOTTO
scarti vari di verdura (meglio se bio)
sale (la metà del peso della verdura)

Tutto lo scarto della verdura pesatelo (io ho messo tutte le foglie esterne della verza, del cavolo, della cipolla, i pezzi di scarto di carote, sedano ed alcuni gambi di funghi), lavatelo e tagliatelo a pezzetti. Calcolate tanto sale quanto la metà del peso delle verdure. Mettete la verdura in una pentola ed unitevi il sale. Fate cuocere senza coperchio fino a che il liquido della verdura non sciolga completamente (o quasi) il sale. Una volta che tutto è asciutto, dopo circa una mezzoretta di cottura, fate essicare il tutto. Potete optare per il forno, dovrete mettere la verdura in forno a circa 80° per alcune ore, per l'essicatore, o per il microonde (che velocizza). Io ho utilizzato il microonde, ho messo le verdure in un piatto e le ho ben stese, ho azionato il microonde alla massima potenza ma togliendo il piatto per rigirare le verdure e per un controllo ogni 5 minuti. Ho impiegato circa 20 minuti per essicare il tutto al meglio.
Dopo aver essicato tutto mettete le verdure in una tritatutto e tritate finemente. Conservate la polvere di dado in barattolini di vetro.

giovedì 2 febbraio 2012

GNOCCHI DI OKARA ALLA CREMA DI CAVOLO ROMANESCO



Quando si autoproduce il latte di soia il risultato é: abbondante okara.
Ed il bello è che con l'okara ci si può sbizzarrire in nuove ricette.
La prima volta ho preparato delle polpettine molto golose, le posterò presto.
Questa volta ho realizzato dei gnocchettini insaporiti poi con una crema di cavolo romanesco.
L'impasto è risultato molto malleabile, ho trovato molto più facile realizzare gli gnocchi con questa piuttosto che con le patate.


GNOCCHI DI OKARA per 2 persone

per gli gnocchi:
130 gr di okara
80 gr di farina rimacinata di grano duro
acqua q.b.

per la crema:
cavolo romanesco
scalogno
olio evo
latte di soia
sale
curcuma

Amalgamare l'okara con la farina. Unire poca acqua fino per rendere il composto omogeneo e malleabile. Arrotolare due pezzetti di composto e tagliarli in pezzetti. Arrolare i pezzetti e schiacciarli leggermente con i lembi di una forchetta.
Nel frattempo soffriggere dello scalogno a pezzetti in un goccio di olio evo. Versare il cavolo romanesco tagliato a pezzetti e fare cuocere unendo un pò di latte di soia, un pizzico di sale e di curcuma. Una volta cotto il tutto frullare una parte del cavolo lasciandone qualche pezzetto integro per decorare il piatto.
Fare bollire dell'acqua, salarla e ricersare gli gnocchi. Cuocerli e impiattarli condendoli con la crema di cavolo.


lunedì 30 gennaio 2012

SEMOLA ACCOCCHIATA - NOSTRA VARIANTE DELLA SEMOLA BATTUTA


Per Natale mia suocera ci ha inviato il "pacco". Quasi ogni anno lo fa. Dentro vi abbiamo trovato una marea di leccornie. In primis hanno attratto la mia attenzione, e soprattutto il mio naso, vari tipi di formaggi. Ne sono troppo golosa!!! Il pecorino ha inondato la stanza di un profumo idilliaco. Anche il mio gattone impazziva :D
Tra i dolci tipici fatti in casa per l'occasione, tra i vari pezzettoni di formaggi, prosciutti, salami.... vi erano anche due confezioni di semola. (Come se la semola nei supermercati della provincia di Varese non la vendessero :D, ma noi non lo diciamo a mia suocera!!)
Con la semola ci si sbizzarrisce a far le orecchiette, ma il tempo per farle non è che ce n'è tanto visto pure la mia ridotta manualità per prepararle e visto la quantità di autoproduzioni che abbiamo messo in atto in questo periodo. Così a Lui è venuto alla mente un modo di utilizzare la semola molto più pratico e veloce.
La Semola Battuta.
Una sera si è messo Lui in cucina e, dopo che io avevo assemblato i vari ingredienti grazie ad un confronto con mia suocera che ci ha fornito la ricettina, si è messo a lavorare la semola trasformandola in chicchettini per la minestra. In reltà basterebbe battere il composto con un coltello per creare dei grumettini di semola, Lui invece si è messo a pizzicare la pasta e trasformarla in chicchettini ben formati roteandola un pò tra indice e pollice, da qui il suo termine Accocchiata e non solo Battuta. Accocchiata in dialetto foggiano significa "attaccata-unita".


Vi lascio la ricetta che è semplicissima e di vero gusto.


SEMOLA ACCOCCHIATA - BATTUTA per 2 persona
150 gr di semola
1 uovo
prezzemolo abbondante e finemente tritato
sale mezzo cucchiaino
pecorino q.b.
poca acqua

Prima di tutto è bene preparare un corposo brodo. Basta bollire dell'acqua con vari pezzi di ortaggi frullati coni l minipinner una colta cotti.

In un'ampia bacinella versare la semola, unirvi l'uovo, il pecorino, il prezzemolo finemente tritato, il sale. Amalgamare bene il tutto ed unire un pò di acqua, poca alla volta in modo da non sbagliare ed eccedere.
L'impasto non dev'essere umido, l'acqua serve per meglio amalgamare gli ingredienti ma non deve compattare eccessivamente l'impasto che deve comunque risultare un pò sbriciolato.
Per fare la semola battuta basta stendere l'impasto su di un ripiano e batterla con un coltello. I pezzettini che si staccano vengono poi buttati in un brodo caldo e lasciati qualche minuto per la cottura. Serviti in brodo come una semplice minestra.
Per fare la semola accocchiata l'impasto deve risultare solo leggermente  più umido in modo da renderlo un pò più malleabile e non eccessivamente friabile. Si deve prendere l'impasto e pizzicarne dei pezzetti che reteati tra pollice ed indice diventeranno delle palline di semola. Sempre da far cuocere in brodo caldo e servite come una minestra.





Da provare!!!


Un Sorriso a tutti....

mercoledì 25 gennaio 2012

LATTE DI SOIA AUTOPRODOTTO



Finalmente l'abbiamo fatto.  Era da una marea di tempo che volevo provarci ma fino a qualche sera fa lo lasciavo lì, lì fermo nella lista delle "cose da fare... prima o poi".
L'altra sera, così per caso, girovagando tra foto e parole dei vari blog preferiti sono incappata nei soliti post di autoproduzione. Sono un'attrazione pazzesca!!!!
E lì ti ritrovo la ricettina del latte di soia prodotto con una delle solite soyamachine. Ed io la soyamachine non l'ho proprio per fare la prova. Così mi son messa a girovagare tra i venditori delle varie marche ma senza nulla in conclusione. Nel frattempo ho chiamato Lui illustrandogli le varie sfavillanti macchinette (chissà mai che con il mio compleanno vicino ci caschi nella rete, mi son detta :D ).
E che mi ritrovo il giorno dopo nella posta web? Due link a ricettine dove Lui mi proponeva due soluzioni 100% casalinghe, e senza soyamachine, ma da farsi in qualsiasi momento con una semplice centrifuga. Del resto prima di prendere la soyamachine è bene provare se un possibile risultato possa piacere o meno!!!
Che fare? La sera a casa mi son subito messa ad ammollare la soia in abbondante acqua. La sera successiva eravamo impegnati entrambi nella produzione del nostro primo latte di soia autoprodotto :D
La ricetta finale l'abbiamo presa da Erbaviola , con lei si va sempre sul sicuro!!!!

Il gusto è piacevole, anche se un pò ancor un pò fagioloso, ma è bastato mezzo cucchiaino di miele di castagna nella tazza della mattina per assaporarlo al meglio. La prossima volta proverò ad utilizzare una stecca di vaniglia durante la produzione e, come consiglia Erbaviola, utilizzerò anche l'alga kombu (al momento ne ero sprovvista).


L'okara non l'abbiamo assolutamente gettata. La sera seguente ci siamo cimentati nella produzione si ottime polpettine, presto le posterò. Anche per quelle ho seguito i consigli di Erbaviola.


LATTE DI SOIA AUTOPRODOTTO
100 gr di soya bio
1 l di acqua
1 pizzico di sale

Mettere in ammollo in abbondante acqua la soya per circa 24 ore. Cambiare spesso l'acqua (con questo procedimento si dovrebbe diminuire il gusto fagioloso del latte).
Versare la soya scolata in una pentola, aggiungere acqua fresca, un pizzoco di sale e portare ad ebollizione fino a cottura della soya, circa 30 minuti.
Con una schiumarola eliminare tutta la pellicina della soya che sale alla superficie (anche questa operazione aiuta ad eliminare il gusto fagioloso).
A cottura ottenuta scolare nuovamente la soya e senza farla raffreddare troppo (ciò renderebbe la soya troppo dura e nemo succosa) iniziare a centrifugarla. Mettere nella centrifuga un pò di soya e procedere alla spremitura unendo un pò di acqua fresca (il tutto fino ad utilizzare 1 intero litro di acqua e tutta la soya).
Lo scarto della spremitura, l'okara, utilizzarlo per altre produzioni. Il latte ottenuto versarlo in una bottiglia con tappo (meglio se di vetro) e dolficarlo subito con ciò che si desidera o solo prima di consumarlo.
Il latte di soya si conserva tranquillamente nel frigorifero per una settimana. E' bene agitare la bottiglia prima dell'utilizzo per ché tende a sedimentare.





Ecco alcune foto del mio cucciolino circondato da splendidi fiori :D






giovedì 12 gennaio 2012

UNA GITA A VARESE: IL SACRO MONTE


Le vacanze dello scorso anno io e lui abbiamo deciso di passarle a casa (la casa nella provincia dove da poco abitiamo insieme). Tra gli svariati bagni di sole in piscina o al lago ci siamo goduti anche alcune escursioni turistiche nei luoghi vicini. Armati di piccole guide turistiche o di semplici informazioni ricevate da internet, con tanto di acqua fresca, telo per poterci stendere nel caso avessimo trovato il luogo ideale e macchina fotografica partivamo con la nostra motoretta nel caldissimo ed afoso agosto.
Per prendere un pò di frescura e far risvegliare la pelle eccessivamente accaldata per una di queste escursioni siamo andati Sacromonte di Varese.  
E' un luogo di pellegrinaggio, ed a quanto ho potuto constatare dai commenti fatti dagli amici a cui abbiamo raccontato della nostra gita, anche una tipica escursione scolastica per gli studendi del luogo.
Sopra di una collinetta in una zona sopra Varese vi sono 14 cappelle ed in cima al percorso un piccolo paesino con tanto di Santuario di Santa Maria del Monte.
Il percorso può essere fatto non solo a piedi ma anche in auto o pure con una funicolare storica. Le cappelle sono del 1600 circa e sono dedicate al rosario.




l'ultima cappella e la fine del percorso pedonale

A causa dell'eccessiva calura noi siamo arrivati al paesino in motocicletta e da li ci siamo mossi visitando le ultime due cappelle. La passeggiata è veramente piacevole, soprattutto se fatta in discesa. La natura contorna tutto il percorso ed è un vero toccasana starci in mezzo. Verso ora tarda abbiamo visto molta gente salire, alcuni anche di corsa (chissà come fanno!!!), altri sdraiati qua e là, uno con un libro in mano, l'altro con l'mp3, o solo per godersi il sole.




































la splendida veduta del lago Maggiore con tutte le sue diramazioni.



Per tutte le informazioni sul sacromonte andate qui

mercoledì 4 gennaio 2012

TORTILLAS RIPIENE ED IL MIO AUGURIO PER IL NUOVO ANNO

Per il mio primo post dell'anno ho pensato molto a cosa poter scrivere perché in questo periodo di così faticosa vita un semplice augurio non so se possa bastare. Mi riferisco a tutte le pene che oggi l'essere umano deve affrontare quelle che toccano la maggior parte di noi che derivano dall'opprimente crisi economica italiana/mondiale, ma anche penso alla perdita dei valori, quelli più puri e che ti conducono su di una via retta e serena che non essendoci quasi più ci lasciano in balia di noi stessi e dei nostri impulsi momentanei, mi riferisco inoltre alle difficoltà e disperazioni affrontate a causa dei disastri naturali dai tantissimi che ne sono stati colpiti ovunque.
Dei cari amici di recente, durante una delle tante discussioni che toccavano alcuni di questi punti, mi hanno invitato a leggere un passo della bibbia, sicuri che mi avrebbe dato conforto.
Che voi siate atei o credenti di qualsiasi mi permetto di invitarvi a leggere il Sermone del Monte (Matteo 5:1 - 7:29) di cui qui vi riporto la parte che più mi da speranza (preso da qui):

"Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? [26]Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? [27]E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? [28]E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. [29]Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. [30]Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? [31]Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? [32]Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. [33]Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. [34]Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena. "

 


E per tornare in una sfera più culinaria ecco una ricetta da farsi con il ripieno che preferite.



TORTILLAS RIPIENE
tortillas
carne di manzo macinata
pomodori tagliati a fettine
anelli di cipolla saltati in padella con un filo di olio
insalata
formaggio (per me una caciotta)

Ho fatto scaldare bene una pentola ed ho messo una cipolla a soffriggere leggermente, dopodiché ho versato la carne e mescolato ininterrottamente senza aggiungere liquidi fino a che la carne, iniziando a far sciogliere i suoi grassi, non si è staccata dalle pareti della pentola. In seguito ho versato del vino bianco e successivamente del sugo di pomodoro, ho salato e pepato. Ho ben mescolato e poi coperto e lasciato cuocere per circa 45 minuti.

Ho tagliato la cipolla e l'ho riversata in una pentola con un filo d'olio. Fatta cuocere pochi minuti. Se non vi crea problemi allo stomaco ne tantomeno ve ne ponete per l'alito potete utilizzarla anche cruda.

Ho preparato tutte le cocottine e riempite con i vari ripieni: l'insalata, le fettine di pomodoro, il formaggio a cubetti, la carne rimacinata, la cipolla.
Ho scaldato leggermente le tortillas in una pentola antiaderente, almeno 2 minuti per lato e le ho farcite con le quantità desiderate.

lunedì 12 dicembre 2011

MUFFIN ALLE MELE E NOCI CON FARINA DI KAMUT


Rieccomi!
Mi sembra che sia passato tantissimo tempo dall'ultimo aggiornamento del mio blog. Neppure quello di oggi è un ritorno definitivo ma semplicemente una toccata e fuga. 
Vi aggiorno brevemente.
Il trasloco è finito. Finalmente!!!! Una stanchezza! E' durato quasi tre settimane, e proprio non ne potevamo più. Ora siamo nella nuova casa e da qui per qualche anno non pensiamo proprio di muoverci!
Nel box ed in cantina vi è ancora molto da fare, ma almeno in casa è quasi tutto sistemato.
La casa è abbastanza comoda e soprattutto bella calda e luminosa.
Il mio nuovo lavoro è moooolto discutibile... vedremo di trovare altro di mooolto più serio e sicuro in tempi, speriamo, brevi. Nel frattempo l'importante è averne uno!
A casa manca ancora internet e questo mi impedisce la ricerca di ricettine gustose e l'aggiornamento del blog. Anche se saltuariamente ogni tanto tornerò a far capolino qui :D
Un sorriso a tutti ed alla prossima!



Ora vi lascio l'ultima ricetta in voga nella mia nuova cucina. Sto preparando questi muffin con qualsiasi tipo di frutta fresca o secca, direi che sono sempre gustosissimi!! La loro particolarità è l'utilizzo della farina di kamut associata alla farina rimacinata di grano duro. Sono almeno due mesi che non utilizzo più la farina 00 per i dolci e che la sostituisco sempre con la rimacinata di grano duro. Nonostante avessi avuto il consiglio di non utilizzare la 00 perché troppo raffinata non mi ero mai cimentata nella prova, il primo utilizzo fu totalmente casuale, scambiai una confezione di farina per un'altra durante la preparazione di una torta. Visto il piacevolissimo effetto finale pensai di proseguire con le prove ed oggi la 00 in cucina non esiste più. Provare per credere! :D



MUFFIN ALLE MELE E NOCI CON FARINA DI KAMUT

200 gr di farina di kamut
200 gr di farina rimacinata di grano duro
100 gr di fruttosio
mezzo bicchiere di olio di girasole
latte di soia
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
2 mele
10 noci

Lavate le mele e mondatele, tagliatele poi a pezzetti grossolani. Aprile le noci e sbriciolate i gherigli.
In una terrina mescolate le farine, il lievito ed il sale. Aggiungete lo zucchero e l'olio, mescolate bene ed aggiungete tanto latte fino a rendere l'impasto morbido. Unite le mele e le noci e mescolate bene.
Versate il composto in 12 stampini da muffin ed infornate a 180° per circa 45 minuti.
Fate raffreddare e gustate.



giovedì 3 novembre 2011

BULGUR IN INSALATA



Lo so, sono latitante.
Mi sa che per un lungo periodo la mia permanenza sul blog sarà solo saltuaria.
Come vi avevo avvertito nei post precedenti è un periodo di forte impegno. Prima di tutto vi informo che ho finalmente trovato lavoro. Yehaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!
Io di star in questo ufficietto non ne potevo proprio più! Un altro mese ed avrei rischiato di strozzare il boss! E poi questo lavoro mi obbligava a stare distante da lui :(
Ma ora il primo passo è stato fatto. Il lavoro che ci permetterà di stare insieme è arrivato!
Quindi sono in piena fase di "gestione delle ultime cose da fare prima della partenza". Ultime cose da fare in ufficio, ultime cose da fare in casa, ultime cose da fare nella città che lascio, ultime persone da salutare.... Una marea di ultime cose!
E poi ci sarà il trasferimento là, nella nuova città. L'inserimento nel nuovo posto di lavoro. Il trasloco dall'appartamento in cui siamo ora là all'appartamento nuovo che abbiamo preso in affitto. Il tutto entro l'inizio di dicembre.
Direi che ho buone motivazioni per la mia mancanza da questi schermi! Che dite? :D

La cucina prosegue nonostante il caos, un pò di ricette le ho appuntate qua e là e pure fotografate. Se non perderò tutto durante il trasloco non appena avrò il giusto tempo tornerò alla carica.
Per ora buon novembre a tutti ed un Sorriso.

La mia sfida ricomincia...



BULGUR IN INSALATA per 2 persone
170 gr di bulgur
1 fetta di feta
olive nere
pomodori ciliegina
curcuma
semi di papavero
sale
prezzemolo
basilico
olio evo

Mettete il bulgur in acqua bollente salata e cuocetelo come indicano le istruzioni sulla confezione.
Nel frattempo denocciolate le olive e tagliatele a metà, pulite i pomodorini e tagliate anch'essi. Una volta cotto il bulgur scolatelo e passatelo sotto l'acqua corrente. Mettetelo in un'ampia terrina ed unitevi le olive, i pomodorini, la feta a dadini, un pò di curcuma, i semi di papavero, abbondante prezzemolo tritato, qualche foglia di basilico, controllate di sale ed irrorate con un filo di olio.
 

venerdì 7 ottobre 2011

Il nostro mondo...

Questo documentario che analizza le condizioni del nostro mondo l'ho trovato a dir poco splendido.
Le immagini sono meravigliose, la voce narrante rapisce, le parole colpiscono nell'anima. Vi chiedo di guardarlo, ascoltarlo, metitare su ciò che viene raccontato. E' lungo ma merita attenzione fino all'ultimo secondo.
Buona visione.


a tutti un Sorriso...

venerdì 30 settembre 2011

UOVA ALLA COQUE e qualche aggiornamento sul Decluttering



La ricetta che posto quest'oggi mi ricorda tantissimo la mia infanzia. Le uova alla coque allora in realtà non mi piacevano tanto ma adoravo i portauova di mia madre, un pò per la loro forma e un pò per i colori che avevano. Si sa, da bimbi si amano le cose più strane! :)
Ad oggi sorrido rendendomi conto che gusto le uova alla coque ma che con il mio decluttering e la mia passione per il riciclo i portauova belli e colorati sono spariti e ne sono nati altri semplici e pratici, oltre che sicuramente più creativi.
Come cambiano le cose!!!

Vi aggiorno in merito al mio decluttering. E' proprio un lavoraccio!!! Soprattutto se viene fatto con poco tempo a disposizione che si necessiterebbe dedicare al relax. Ma questa è un'altra storia.
Visto quanta merce abbiamo ancora in casa ritengo che questa sia solo la prima passata, ne dovremo fare sicuramente altre, non si può eliminare tutto ma sicuramente possiamo impegnarci ancor di più.
Gli armadi dei vestiti sono ok, li mi ritengo più che soddisfatta! Abbiamo riempito un intero cassone della Caritas. Vi basti pensare che Lui aveva occupato una parte di un armadio con maglioncioni che li vi stazionavano da anni ed anni. Credetemi, lui si metterà a dir tanto 1 o 2 volte l'anno un maglioncino, anche con la neve alta gira in manica di camicia. Solo per i maglioni si son riempiti 2 sacchi grandi :D
I libri proprio non ce la facciamo a gettarli. Come si fa a buttare un libro?!?! Dev'essere veramente non apprezzato per potersene disfare! Sarà ardua la faccenda libri! Comunque un bel pò di riviste di arte ed alcuni cataloghi di mostre sono spariti dagli scaffali (soprattutto di quegli artisti da noi non apprezzati :D)
La cantina è stata revisionata in parte, prevalentemente la parte di Lui. E' così grande e piena di cose che servirà si una seconda passata! Certo è che già con un colpo d'occhio si nota subito la differenza rispetto a prima.
Nel reparto elettronica-cd-dvd-telefoni-pc abbiamo ottenuto un risultato mediocre.
A breve passerò alla cucina. Qualcosa ho già fatto ma non ho ancora avuto il giusto tempo e la dovuta attenzione.

Con tutta la merce eliminata domenica, giornata del riciclo, abbiamo riempito la macchina e ci siamo diretti belli contenti al mercatino dell'usato. Avevamo di tutto e di più!
Con estrema delusione siamo tornati a casa con ancora metà auto piena.
L'idea del mercatino vale ed è meravigliosa, ma non tutto ciò che vi si porta viene preso per la vendita. Del resto pure i mercatini che nascono ora hanno come prima finalità quella di lucro e di conseguenza solo ciò che è certo abbia nel breve tempo mercato viene tenuto in conto vendita. Nel dubbio scartano tutto. :(
Ecco il perché ci siamo rivolti anche questa volta al cassone della Caritas (non prima di prendere qualche maglietta per trasformarla in fettuccia - ecco qui come fare).

Per il resto della merce ora stiamo cercando qualche associazione del posto a cui darla in regalo. Mi rode il pensiero che ciò che ho scartato non possa avere altra vita e vada ad aumentare la nostra spazzatura.

Vi terrò aggiornati in merito agli sviluppi.


Ora vi lascio alla ricettina delle uova.




UOVO ALLA COQUE
uova
acqua
sale
pepe


La ricetta è di una semplicità estrema.
Prendete un pentolino e riempitelo di acqua. Portatela ad ebolizione e, con l'aiuto di un cucchiaio, fatevi scivolare delicatamente all'interno le uova. Continuate la cottura per 3 minuti e togliete le uova dall'acqua.
Fate raffreddare leggermente e rompete la parte superiore delle uova, salate leggermente, pepate ed adagiate nei portauovo (io ho reciclato quelli della confezione di vendita).
Buon appetito!




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