giovedì 2 febbraio 2012

GNOCCHI DI OKARA ALLA CREMA DI CAVOLO ROMANESCO



Quando si autoproduce il latte di soia il risultato é: abbondante okara.
Ed il bello è che con l'okara ci si può sbizzarrire in nuove ricette.
La prima volta ho preparato delle polpettine molto golose, le posterò presto.
Questa volta ho realizzato dei gnocchettini insaporiti poi con una crema di cavolo romanesco.
L'impasto è risultato molto malleabile, ho trovato molto più facile realizzare gli gnocchi con questa piuttosto che con le patate.


GNOCCHI DI OKARA per 2 persone

per gli gnocchi:
130 gr di okara
80 gr di farina rimacinata di grano duro
acqua q.b.

per la crema:
cavolo romanesco
scalogno
olio evo
latte di soia
sale
curcuma

Amalgamare l'okara con la farina. Unire poca acqua fino per rendere il composto omogeneo e malleabile. Arrotolare due pezzetti di composto e tagliarli in pezzetti. Arrolare i pezzetti e schiacciarli leggermente con i lembi di una forchetta.
Nel frattempo soffriggere dello scalogno a pezzetti in un goccio di olio evo. Versare il cavolo romanesco tagliato a pezzetti e fare cuocere unendo un pò di latte di soia, un pizzico di sale e di curcuma. Una volta cotto il tutto frullare una parte del cavolo lasciandone qualche pezzetto integro per decorare il piatto.
Fare bollire dell'acqua, salarla e ricersare gli gnocchi. Cuocerli e impiattarli condendoli con la crema di cavolo.


lunedì 30 gennaio 2012

SEMOLA ACCOCCHIATA - NOSTRA VARIANTE DELLA SEMOLA BATTUTA


Per Natale mia suocera ci ha inviato il "pacco". Quasi ogni anno lo fa. Dentro vi abbiamo trovato una marea di leccornie. In primis hanno attratto la mia attenzione, e soprattutto il mio naso, vari tipi di formaggi. Ne sono troppo golosa!!! Il pecorino ha inondato la stanza di un profumo idilliaco. Anche il mio gattone impazziva :D
Tra i dolci tipici fatti in casa per l'occasione, tra i vari pezzettoni di formaggi, prosciutti, salami.... vi erano anche due confezioni di semola. (Come se la semola nei supermercati della provincia di Varese non la vendessero :D, ma noi non lo diciamo a mia suocera!!)
Con la semola ci si sbizzarrisce a far le orecchiette, ma il tempo per farle non è che ce n'è tanto visto pure la mia ridotta manualità per prepararle e visto la quantità di autoproduzioni che abbiamo messo in atto in questo periodo. Così a Lui è venuto alla mente un modo di utilizzare la semola molto più pratico e veloce.
La Semola Battuta.
Una sera si è messo Lui in cucina e, dopo che io avevo assemblato i vari ingredienti grazie ad un confronto con mia suocera che ci ha fornito la ricettina, si è messo a lavorare la semola trasformandola in chicchettini per la minestra. In reltà basterebbe battere il composto con un coltello per creare dei grumettini di semola, Lui invece si è messo a pizzicare la pasta e trasformarla in chicchettini ben formati roteandola un pò tra indice e pollice, da qui il suo termine Accocchiata e non solo Battuta. Accocchiata in dialetto foggiano significa "attaccata-unita".


Vi lascio la ricetta che è semplicissima e di vero gusto.


SEMOLA ACCOCCHIATA - BATTUTA per 2 persona
150 gr di semola
1 uovo
prezzemolo abbondante e finemente tritato
sale mezzo cucchiaino
pecorino q.b.
poca acqua

Prima di tutto è bene preparare un corposo brodo. Basta bollire dell'acqua con vari pezzi di ortaggi frullati coni l minipinner una colta cotti.

In un'ampia bacinella versare la semola, unirvi l'uovo, il pecorino, il prezzemolo finemente tritato, il sale. Amalgamare bene il tutto ed unire un pò di acqua, poca alla volta in modo da non sbagliare ed eccedere.
L'impasto non dev'essere umido, l'acqua serve per meglio amalgamare gli ingredienti ma non deve compattare eccessivamente l'impasto che deve comunque risultare un pò sbriciolato.
Per fare la semola battuta basta stendere l'impasto su di un ripiano e batterla con un coltello. I pezzettini che si staccano vengono poi buttati in un brodo caldo e lasciati qualche minuto per la cottura. Serviti in brodo come una semplice minestra.
Per fare la semola accocchiata l'impasto deve risultare solo leggermente  più umido in modo da renderlo un pò più malleabile e non eccessivamente friabile. Si deve prendere l'impasto e pizzicarne dei pezzetti che reteati tra pollice ed indice diventeranno delle palline di semola. Sempre da far cuocere in brodo caldo e servite come una minestra.





Da provare!!!


Un Sorriso a tutti....

mercoledì 25 gennaio 2012

LATTE DI SOIA AUTOPRODOTTO



Finalmente l'abbiamo fatto.  Era da una marea di tempo che volevo provarci ma fino a qualche sera fa lo lasciavo lì, lì fermo nella lista delle "cose da fare... prima o poi".
L'altra sera, così per caso, girovagando tra foto e parole dei vari blog preferiti sono incappata nei soliti post di autoproduzione. Sono un'attrazione pazzesca!!!!
E lì ti ritrovo la ricettina del latte di soia prodotto con una delle solite soyamachine. Ed io la soyamachine non l'ho proprio per fare la prova. Così mi son messa a girovagare tra i venditori delle varie marche ma senza nulla in conclusione. Nel frattempo ho chiamato Lui illustrandogli le varie sfavillanti macchinette (chissà mai che con il mio compleanno vicino ci caschi nella rete, mi son detta :D ).
E che mi ritrovo il giorno dopo nella posta web? Due link a ricettine dove Lui mi proponeva due soluzioni 100% casalinghe, e senza soyamachine, ma da farsi in qualsiasi momento con una semplice centrifuga. Del resto prima di prendere la soyamachine è bene provare se un possibile risultato possa piacere o meno!!!
Che fare? La sera a casa mi son subito messa ad ammollare la soia in abbondante acqua. La sera successiva eravamo impegnati entrambi nella produzione del nostro primo latte di soia autoprodotto :D
La ricetta finale l'abbiamo presa da Erbaviola , con lei si va sempre sul sicuro!!!!

Il gusto è piacevole, anche se un pò ancor un pò fagioloso, ma è bastato mezzo cucchiaino di miele di castagna nella tazza della mattina per assaporarlo al meglio. La prossima volta proverò ad utilizzare una stecca di vaniglia durante la produzione e, come consiglia Erbaviola, utilizzerò anche l'alga kombu (al momento ne ero sprovvista).


L'okara non l'abbiamo assolutamente gettata. La sera seguente ci siamo cimentati nella produzione si ottime polpettine, presto le posterò. Anche per quelle ho seguito i consigli di Erbaviola.


LATTE DI SOIA AUTOPRODOTTO
100 gr di soya bio
1 l di acqua
1 pizzico di sale

Mettere in ammollo in abbondante acqua la soya per circa 24 ore. Cambiare spesso l'acqua (con questo procedimento si dovrebbe diminuire il gusto fagioloso del latte).
Versare la soya scolata in una pentola, aggiungere acqua fresca, un pizzoco di sale e portare ad ebollizione fino a cottura della soya, circa 30 minuti.
Con una schiumarola eliminare tutta la pellicina della soya che sale alla superficie (anche questa operazione aiuta ad eliminare il gusto fagioloso).
A cottura ottenuta scolare nuovamente la soya e senza farla raffreddare troppo (ciò renderebbe la soya troppo dura e nemo succosa) iniziare a centrifugarla. Mettere nella centrifuga un pò di soya e procedere alla spremitura unendo un pò di acqua fresca (il tutto fino ad utilizzare 1 intero litro di acqua e tutta la soya).
Lo scarto della spremitura, l'okara, utilizzarlo per altre produzioni. Il latte ottenuto versarlo in una bottiglia con tappo (meglio se di vetro) e dolficarlo subito con ciò che si desidera o solo prima di consumarlo.
Il latte di soya si conserva tranquillamente nel frigorifero per una settimana. E' bene agitare la bottiglia prima dell'utilizzo per ché tende a sedimentare.





Ecco alcune foto del mio cucciolino circondato da splendidi fiori :D






giovedì 12 gennaio 2012

UNA GITA A VARESE: IL SACRO MONTE


Le vacanze dello scorso anno io e lui abbiamo deciso di passarle a casa (la casa nella provincia dove da poco abitiamo insieme). Tra gli svariati bagni di sole in piscina o al lago ci siamo goduti anche alcune escursioni turistiche nei luoghi vicini. Armati di piccole guide turistiche o di semplici informazioni ricevate da internet, con tanto di acqua fresca, telo per poterci stendere nel caso avessimo trovato il luogo ideale e macchina fotografica partivamo con la nostra motoretta nel caldissimo ed afoso agosto.
Per prendere un pò di frescura e far risvegliare la pelle eccessivamente accaldata per una di queste escursioni siamo andati Sacromonte di Varese.  
E' un luogo di pellegrinaggio, ed a quanto ho potuto constatare dai commenti fatti dagli amici a cui abbiamo raccontato della nostra gita, anche una tipica escursione scolastica per gli studendi del luogo.
Sopra di una collinetta in una zona sopra Varese vi sono 14 cappelle ed in cima al percorso un piccolo paesino con tanto di Santuario di Santa Maria del Monte.
Il percorso può essere fatto non solo a piedi ma anche in auto o pure con una funicolare storica. Le cappelle sono del 1600 circa e sono dedicate al rosario.




l'ultima cappella e la fine del percorso pedonale

A causa dell'eccessiva calura noi siamo arrivati al paesino in motocicletta e da li ci siamo mossi visitando le ultime due cappelle. La passeggiata è veramente piacevole, soprattutto se fatta in discesa. La natura contorna tutto il percorso ed è un vero toccasana starci in mezzo. Verso ora tarda abbiamo visto molta gente salire, alcuni anche di corsa (chissà come fanno!!!), altri sdraiati qua e là, uno con un libro in mano, l'altro con l'mp3, o solo per godersi il sole.




































la splendida veduta del lago Maggiore con tutte le sue diramazioni.



Per tutte le informazioni sul sacromonte andate qui

mercoledì 4 gennaio 2012

TORTILLAS RIPIENE ED IL MIO AUGURIO PER IL NUOVO ANNO

Per il mio primo post dell'anno ho pensato molto a cosa poter scrivere perché in questo periodo di così faticosa vita un semplice augurio non so se possa bastare. Mi riferisco a tutte le pene che oggi l'essere umano deve affrontare quelle che toccano la maggior parte di noi che derivano dall'opprimente crisi economica italiana/mondiale, ma anche penso alla perdita dei valori, quelli più puri e che ti conducono su di una via retta e serena che non essendoci quasi più ci lasciano in balia di noi stessi e dei nostri impulsi momentanei, mi riferisco inoltre alle difficoltà e disperazioni affrontate a causa dei disastri naturali dai tantissimi che ne sono stati colpiti ovunque.
Dei cari amici di recente, durante una delle tante discussioni che toccavano alcuni di questi punti, mi hanno invitato a leggere un passo della bibbia, sicuri che mi avrebbe dato conforto.
Che voi siate atei o credenti di qualsiasi mi permetto di invitarvi a leggere il Sermone del Monte (Matteo 5:1 - 7:29) di cui qui vi riporto la parte che più mi da speranza (preso da qui):

"Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? [26]Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? [27]E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? [28]E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. [29]Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. [30]Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? [31]Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? [32]Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. [33]Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. [34]Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà gia le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena. "

 


E per tornare in una sfera più culinaria ecco una ricetta da farsi con il ripieno che preferite.



TORTILLAS RIPIENE
tortillas
carne di manzo macinata
pomodori tagliati a fettine
anelli di cipolla saltati in padella con un filo di olio
insalata
formaggio (per me una caciotta)

Ho fatto scaldare bene una pentola ed ho messo una cipolla a soffriggere leggermente, dopodiché ho versato la carne e mescolato ininterrottamente senza aggiungere liquidi fino a che la carne, iniziando a far sciogliere i suoi grassi, non si è staccata dalle pareti della pentola. In seguito ho versato del vino bianco e successivamente del sugo di pomodoro, ho salato e pepato. Ho ben mescolato e poi coperto e lasciato cuocere per circa 45 minuti.

Ho tagliato la cipolla e l'ho riversata in una pentola con un filo d'olio. Fatta cuocere pochi minuti. Se non vi crea problemi allo stomaco ne tantomeno ve ne ponete per l'alito potete utilizzarla anche cruda.

Ho preparato tutte le cocottine e riempite con i vari ripieni: l'insalata, le fettine di pomodoro, il formaggio a cubetti, la carne rimacinata, la cipolla.
Ho scaldato leggermente le tortillas in una pentola antiaderente, almeno 2 minuti per lato e le ho farcite con le quantità desiderate.

lunedì 12 dicembre 2011

MUFFIN ALLE MELE E NOCI CON FARINA DI KAMUT


Rieccomi!
Mi sembra che sia passato tantissimo tempo dall'ultimo aggiornamento del mio blog. Neppure quello di oggi è un ritorno definitivo ma semplicemente una toccata e fuga. 
Vi aggiorno brevemente.
Il trasloco è finito. Finalmente!!!! Una stanchezza! E' durato quasi tre settimane, e proprio non ne potevamo più. Ora siamo nella nuova casa e da qui per qualche anno non pensiamo proprio di muoverci!
Nel box ed in cantina vi è ancora molto da fare, ma almeno in casa è quasi tutto sistemato.
La casa è abbastanza comoda e soprattutto bella calda e luminosa.
Il mio nuovo lavoro è moooolto discutibile... vedremo di trovare altro di mooolto più serio e sicuro in tempi, speriamo, brevi. Nel frattempo l'importante è averne uno!
A casa manca ancora internet e questo mi impedisce la ricerca di ricettine gustose e l'aggiornamento del blog. Anche se saltuariamente ogni tanto tornerò a far capolino qui :D
Un sorriso a tutti ed alla prossima!



Ora vi lascio l'ultima ricetta in voga nella mia nuova cucina. Sto preparando questi muffin con qualsiasi tipo di frutta fresca o secca, direi che sono sempre gustosissimi!! La loro particolarità è l'utilizzo della farina di kamut associata alla farina rimacinata di grano duro. Sono almeno due mesi che non utilizzo più la farina 00 per i dolci e che la sostituisco sempre con la rimacinata di grano duro. Nonostante avessi avuto il consiglio di non utilizzare la 00 perché troppo raffinata non mi ero mai cimentata nella prova, il primo utilizzo fu totalmente casuale, scambiai una confezione di farina per un'altra durante la preparazione di una torta. Visto il piacevolissimo effetto finale pensai di proseguire con le prove ed oggi la 00 in cucina non esiste più. Provare per credere! :D



MUFFIN ALLE MELE E NOCI CON FARINA DI KAMUT

200 gr di farina di kamut
200 gr di farina rimacinata di grano duro
100 gr di fruttosio
mezzo bicchiere di olio di girasole
latte di soia
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
2 mele
10 noci

Lavate le mele e mondatele, tagliatele poi a pezzetti grossolani. Aprile le noci e sbriciolate i gherigli.
In una terrina mescolate le farine, il lievito ed il sale. Aggiungete lo zucchero e l'olio, mescolate bene ed aggiungete tanto latte fino a rendere l'impasto morbido. Unite le mele e le noci e mescolate bene.
Versate il composto in 12 stampini da muffin ed infornate a 180° per circa 45 minuti.
Fate raffreddare e gustate.



giovedì 3 novembre 2011

BULGUR IN INSALATA



Lo so, sono latitante.
Mi sa che per un lungo periodo la mia permanenza sul blog sarà solo saltuaria.
Come vi avevo avvertito nei post precedenti è un periodo di forte impegno. Prima di tutto vi informo che ho finalmente trovato lavoro. Yehaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!
Io di star in questo ufficietto non ne potevo proprio più! Un altro mese ed avrei rischiato di strozzare il boss! E poi questo lavoro mi obbligava a stare distante da lui :(
Ma ora il primo passo è stato fatto. Il lavoro che ci permetterà di stare insieme è arrivato!
Quindi sono in piena fase di "gestione delle ultime cose da fare prima della partenza". Ultime cose da fare in ufficio, ultime cose da fare in casa, ultime cose da fare nella città che lascio, ultime persone da salutare.... Una marea di ultime cose!
E poi ci sarà il trasferimento là, nella nuova città. L'inserimento nel nuovo posto di lavoro. Il trasloco dall'appartamento in cui siamo ora là all'appartamento nuovo che abbiamo preso in affitto. Il tutto entro l'inizio di dicembre.
Direi che ho buone motivazioni per la mia mancanza da questi schermi! Che dite? :D

La cucina prosegue nonostante il caos, un pò di ricette le ho appuntate qua e là e pure fotografate. Se non perderò tutto durante il trasloco non appena avrò il giusto tempo tornerò alla carica.
Per ora buon novembre a tutti ed un Sorriso.

La mia sfida ricomincia...



BULGUR IN INSALATA per 2 persone
170 gr di bulgur
1 fetta di feta
olive nere
pomodori ciliegina
curcuma
semi di papavero
sale
prezzemolo
basilico
olio evo

Mettete il bulgur in acqua bollente salata e cuocetelo come indicano le istruzioni sulla confezione.
Nel frattempo denocciolate le olive e tagliatele a metà, pulite i pomodorini e tagliate anch'essi. Una volta cotto il bulgur scolatelo e passatelo sotto l'acqua corrente. Mettetelo in un'ampia terrina ed unitevi le olive, i pomodorini, la feta a dadini, un pò di curcuma, i semi di papavero, abbondante prezzemolo tritato, qualche foglia di basilico, controllate di sale ed irrorate con un filo di olio.
 

venerdì 7 ottobre 2011

Il nostro mondo...

Questo documentario che analizza le condizioni del nostro mondo l'ho trovato a dir poco splendido.
Le immagini sono meravigliose, la voce narrante rapisce, le parole colpiscono nell'anima. Vi chiedo di guardarlo, ascoltarlo, metitare su ciò che viene raccontato. E' lungo ma merita attenzione fino all'ultimo secondo.
Buona visione.


a tutti un Sorriso...

venerdì 30 settembre 2011

UOVA ALLA COQUE e qualche aggiornamento sul Decluttering



La ricetta che posto quest'oggi mi ricorda tantissimo la mia infanzia. Le uova alla coque allora in realtà non mi piacevano tanto ma adoravo i portauova di mia madre, un pò per la loro forma e un pò per i colori che avevano. Si sa, da bimbi si amano le cose più strane! :)
Ad oggi sorrido rendendomi conto che gusto le uova alla coque ma che con il mio decluttering e la mia passione per il riciclo i portauova belli e colorati sono spariti e ne sono nati altri semplici e pratici, oltre che sicuramente più creativi.
Come cambiano le cose!!!

Vi aggiorno in merito al mio decluttering. E' proprio un lavoraccio!!! Soprattutto se viene fatto con poco tempo a disposizione che si necessiterebbe dedicare al relax. Ma questa è un'altra storia.
Visto quanta merce abbiamo ancora in casa ritengo che questa sia solo la prima passata, ne dovremo fare sicuramente altre, non si può eliminare tutto ma sicuramente possiamo impegnarci ancor di più.
Gli armadi dei vestiti sono ok, li mi ritengo più che soddisfatta! Abbiamo riempito un intero cassone della Caritas. Vi basti pensare che Lui aveva occupato una parte di un armadio con maglioncioni che li vi stazionavano da anni ed anni. Credetemi, lui si metterà a dir tanto 1 o 2 volte l'anno un maglioncino, anche con la neve alta gira in manica di camicia. Solo per i maglioni si son riempiti 2 sacchi grandi :D
I libri proprio non ce la facciamo a gettarli. Come si fa a buttare un libro?!?! Dev'essere veramente non apprezzato per potersene disfare! Sarà ardua la faccenda libri! Comunque un bel pò di riviste di arte ed alcuni cataloghi di mostre sono spariti dagli scaffali (soprattutto di quegli artisti da noi non apprezzati :D)
La cantina è stata revisionata in parte, prevalentemente la parte di Lui. E' così grande e piena di cose che servirà si una seconda passata! Certo è che già con un colpo d'occhio si nota subito la differenza rispetto a prima.
Nel reparto elettronica-cd-dvd-telefoni-pc abbiamo ottenuto un risultato mediocre.
A breve passerò alla cucina. Qualcosa ho già fatto ma non ho ancora avuto il giusto tempo e la dovuta attenzione.

Con tutta la merce eliminata domenica, giornata del riciclo, abbiamo riempito la macchina e ci siamo diretti belli contenti al mercatino dell'usato. Avevamo di tutto e di più!
Con estrema delusione siamo tornati a casa con ancora metà auto piena.
L'idea del mercatino vale ed è meravigliosa, ma non tutto ciò che vi si porta viene preso per la vendita. Del resto pure i mercatini che nascono ora hanno come prima finalità quella di lucro e di conseguenza solo ciò che è certo abbia nel breve tempo mercato viene tenuto in conto vendita. Nel dubbio scartano tutto. :(
Ecco il perché ci siamo rivolti anche questa volta al cassone della Caritas (non prima di prendere qualche maglietta per trasformarla in fettuccia - ecco qui come fare).

Per il resto della merce ora stiamo cercando qualche associazione del posto a cui darla in regalo. Mi rode il pensiero che ciò che ho scartato non possa avere altra vita e vada ad aumentare la nostra spazzatura.

Vi terrò aggiornati in merito agli sviluppi.


Ora vi lascio alla ricettina delle uova.




UOVO ALLA COQUE
uova
acqua
sale
pepe


La ricetta è di una semplicità estrema.
Prendete un pentolino e riempitelo di acqua. Portatela ad ebolizione e, con l'aiuto di un cucchiaio, fatevi scivolare delicatamente all'interno le uova. Continuate la cottura per 3 minuti e togliete le uova dall'acqua.
Fate raffreddare leggermente e rompete la parte superiore delle uova, salate leggermente, pepate ed adagiate nei portauovo (io ho reciclato quelli della confezione di vendita).
Buon appetito!




venerdì 23 settembre 2011

MUFFIN ALLA BANANA E LIMONE e il Decluttering, il minimalismo, la mia vita sempre più naturale


Questo periodo per me è alquanto incasinato. Chi mi conosce sostiene che non è una novità :-)
Sto organizzando il 4° trasloco in 3 anni. Da pazzi!!! Non completo perché fino a che non trovo lavoro nella città dove devo recarmi sarò in equilibrio tra due case. E neppure definitivo perché la casa dove sto portando tutte le mie cose sarà per noi fino a dicembre, stiamo già cercandone un'altra.
Fino ad ora nella nuova casa ci stavano tutte le mie cose e pure tutte le cose di Lui. Due case che si uniscono. Non vi dico quanti doppioni!!!
Durante i traslochi, e soprattutto nell'atto della sistemazione della casa mi rendo conto quanto siamo oggi tutti figli del consumismo. Pazzesco! pure nauseante direi!
Dopo alcune considerazioni io e Lui abbiamo deciso di prendere in affitto una casa molto più piccola rispetto a dove viviamo ora. Per due persone può bastare una casa modesta nelle dimensioni (l'unica cosa che mi piacerebbe avere è un pezzetto di terra per fare un piccolo orto -speriamo!!!). Il problema è che abbiamo veramente ma veramente tantissime cose.
Io mentalmente nel tempo mi sto avvicinando sempre di più alla considerazione dell'essenziale. A mio parere tante cose nella vita ci appesantiscono solamente, ci zavorrano, non ci danno e lasciano spazio. Sento sempre più il bisogno di buttare il passato per lasciare spazio solo a ciò che è indispensabile. Avverto la necessità di liberare, di pulire, ma soprattutto di dare il giusto valore alle cose.
Visto che anche Lui è della mia stessa idea abbiamo, da qualche settimana, iniziato il piacevole, ma faticoso, atto di selezione.
La scelta viene fatta in modo preciso. L'oggetto o l'indumento da tenere deve avere la caratteristica di essere essenziale e di esse utilizzato più volte nell'arco dell'anno. Per quanto riguarda gli accessori della cucina vanno privilegiati i robot multifunzione agli altri che hanno un solo utilizzo, oltre che considerarne la praticità e la dimensione.
La maggior parte della merce la portiamo al mercatino dell'usato (che da due favolose opportunità: guadagnare due soldi e non inquinare con eccessivi rifiuti dando la possibilità agli oggetti o indumenti da noi scartati di avere una nuova vita). Credetemi, è una bella soddisfazione!!!!
Ovviamente questa scelta comporta anche maggior attenzione per gli acquisti che d'ora in poi faremo.
Più procedo nell'operazione pulizia e più  mi rendo conto quanto siamo malati di consumismo. Basta andare a fare la spesa in un grande magazzino per rendersi conto della spinta interiore che abbiamo per l'acquisto. Anche girando nei mercatini dell'usato, quando si porta la merce per la vendita, si avverte l'impulso dell'acquisto. Questo vale non solo per gli oggetti e gli indumenti, anche per gli alimenti!

Gironzolando tra le pagine di internet mi sono ritrovata tra le parole di molte che stanno facendo pulizia come la sottoscritta. Ho scoperto che questa azione viene definita Decluttering.
Qui , qui e qui potete leggere esperienze di altre persone. Quanto le capisco!!!
Qui potete trovare varie informazioni su questo modo di vivere nell'essenziale: il minimalismo.
Qui, Qui (ascoltate anche i video in fondo alla pagina) e qui alcuni libri, che non ho ancora letto, ma che farò perché mi sembrano utili.

Penso che tornare all'autoproduzione, all'eliminazione degli sprechi, alla natura sia l'unica strada per una bella vita. Noto che il design che prediligo sempre più è quello che nasce dal riciclo. Ciò che mi attrae è il sano, il leggero, il naturale. Sono ormai ben 4 anni che non mi tingo i capelli, e di fili bianchi ne ho un buon numero nonostante i miei 34 anni. Lo smalto lo sto utilizzando come trucco per le feste importanti, mi sono resa conto che le mie unghie lunghe sono belle ed eleganti anche al naturale, l'importante è che siano ben curate. Le maschere per il viso sono sempre più il risultato di pozioni che nascono dal mio frigo piuttosto che cofanetti comprati al super o in profumeria. Mi piace essere sempre più me stessa piuttosto che ciò che il mondo richiede di essere ad una donna.

In cucina questa modalità di vita fa veramente la differenza. Sono sempre più indirizzata verso cibi che mi aiutano a produrre sempre meno scarti ed a riutilizzare una parte di quelli che si creano. Anche se ammetto che ci vuole del tempo per imparare ed organizzarsi ed organizzarsi bene anche in cucina.
Ieri ho notato nel frigo una bustina di lievito aperta e pure delle banane fin troppo mature. Ecco cosa ne è uscito:


MUFFIN BANANA E LIMONE
250 gr di farina 0
2 cucchiaini di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato
120 gr di zucchero di canna grezzo
250 gr di yogurt naturale
1 uovo
80 ml di olio evo
1 limone e mezzo (solo il succo)
2 banane mature
latte di soia q.b.

In una terrina amalgamate la farina con il lievito ed il bicarbonato. A parte emulsionate l'uovo con lo zucchero. Unite i due composti ed aggiungete lo yogurt e l'olio evo. Aggiungete anche il succo dei limoni (se il composto è ancora duro unite un pò di latte). Tagliate a pezzetti le banane ed unitele amalgamando bene.
Riempite dodici stampini da muffin ed infornate a 180° per circa 30 minuti.

mercoledì 14 settembre 2011

MELANZANE E ZUCCHINE RIPIENE



Rieccomi dopo aver imbiancato tutta la parte del box e spazi attigui. Il bianco candido ha rivestito di nuova veste i muri dando una sensazione piacevole di pulito ed ordinato (da anni il box non conosceva ordine). A questo punto speriamo che il prossimo visitatore vorrà comprarla sta benedetta casina!!!

Io ho avuto oggi notizia che il posto di lavoro per cui avevo tanto sperato, lavoro che mi consentirebbe di spostarmi di città e di iniziare definitivamente a vivere con Lui, non è mio. La persona che avrei dovuto sostituire ha deciso alla fine di fermarsi in azienda. Non vi dico che delusione!!!!
Lui è riuscito a farmi tornare il sorriso e la speranza, erano entrambi spariti per qualche ora lasciando spazio solo alla delusione totale.
Prima o poi qualcosa arriverà, e son sicura che sarà il posto che a me è più congeniale! :-)
In questi casi serve solo perseveranza e positività! Quindi, come dice mia mamma: "ados coi fer!"  ;-)

Nel frattempo mi dedico alla cucina.
Sono le ultime melanzane e zucchine, non potevo non approfittarne per una scorpacciata finale.

Un sorriso a tutti...




MELANZANE E ZUCCHINE RIPIENE
melanzane
zucchine
formaggio morbido di soia (è ottima anche la mozzarella, se viene utilizzata questa lasciarla prima del taglio sgocciolare per bene)
pomodori molto maturi
passata di pomodoro
erba cipollina
curcuma
semi di papavero
pangrattato
sale
pepe


Lavare le melanzane e le zucchine e tagliarle a metà per il verso della lunghezza. Svuotarle della polpa lasciando solo mezzo centimetro circa di guscio. Tagliare a pezzetti la polpa e metterla in una bacinella con i pomodori tagliati a pezzettini, l'erba cipollina, il sale, il pepe, un poco di curcuma, il pangrattato e il formaggio di soia tagliato a cubetti. Amalgamare il tutto e bagnare con un filo di olio. Tagliuzzare la base sia della malanzana che della zucchina per far insaporire meglio il tutto e riversarvi poi all'interno il ripieno.
Spolverare la superfice con il pangrattato.
Mettere nel forno caldo a 200° per circa 30 minuti.

martedì 6 settembre 2011

PEPERONI RIPIENI DI QUINOA


Tanto per cambiare anche oggi vado di fretta. Stasera mi devo organizzare per ridipingere il garage, la cantina e la lavanderia. Dovendolo fare nei tempi liberi, un'oretta la sera dopo il lavoro, sarò più che impeganta per tutta la settimana. Già immagino le mie spalle e braccia alla fine dei lavori. Ricordo ancora il male che provai la prima volta che dipinsi tutto :(
Un pò di esercizio mi farà comunque bene, e poi a dirla tutta a me piace dipinger casa! E sono pure molto più brava di Lui (almeno con il rullo, ma non con il pennello ammetto che li Lui mi batte).
La cosa che proprio non mi garba è dover sistemare tutto alla fine dei lavori, ma in questo caso il compito sarà alleggerito grazie alla sempre minor quantità di merce.
Quindi posto oggi questa ricettina, della quinoa vi avevo già detto due cosine qui , e ci rivediamo non appena sono un pò più libera.



PEPERONI RIPIENI DI QUINOA
peperoni (meglio se non troppo grandi)
quinoa
brodo vegetale
formaggio di soia morbido (in abbondanza)
erba cipollina
prezzemolo
semi di papavero
olio evo
sale
pepe


Mettete la quinoa in un contenitore e calcolate che il brodo dev'essere circa il triplo della sua quantità.
Mettete il brodo in un pentolino e portate ad ebollizione, poi versatevi la quinoa e fatela cuocere per circa 15 minuti (controllate le tempistiche consigliate sull'involucro che conteneva la quinoa). Spegnete e lasciate riposare la quinoa nel brodo per almeno 5 minuti poi scolatela e lasciatela leggermente intiepidire.
Tagliate il formaggio di soia a dadini ed incorporatelo alla quinoa, aggiungete una abbondante spolverata di erba cipollina, di prezzemolo fresco, i semi di papavero ed un filo di olio evo. Aggiustate di sale e di pepe.
Lavate i peperoni e tagliatevi la parte superiore, non gettatela.
Scavate leggermente l'interno e riempitelo con la quinoa farcita. Adagiate i peperoni in una pirofila leggermente unta di olio o ricoperta di carta da forno. Ponete a fianco dei peperoni la parte che avete asportato.
Irrorate la superfice con un filo sottile di olio evo.
Mettete nel forno già caldo per circa 40 minuti. Prima di togliere dal forno controllate che il peperone sia cotto con i lembi di una forghetta.
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