mercoledì 20 aprile 2011

MARMELLATA DI MELE E PERE


La colazione è uno dei pasti che più mi entusiasma. Piuttosto che saltarla mi alzo quei 15 minuti prima per rilassarmi seduta la tavolo e godermi quello che ho deciso di mangiare. Da circa 9 mesi in cucina non c'è più la televisione, rarissimamente accendo la radio, solitamente me ne sto accorta tra i miei pensieri intenta a gustare con masticate lunghe e continue tutto quello che finisce della tazza.
La fotografia mostra tutt'altro. L'altra mattina, in cui il tempo a disposizione prima di correre al lavoro era ridottissimo a causa del prolungamento eccessivo delle ore di sonno, il ripiano della cucina, pieno di qualsiasi cosa, si è stato trasformato in tavolo d'appoggio per una rapida colazione. Il latte di soia è finito velocemente dentro nella tazza senza alcun insaporitore o alcuna polverina energizzante. Tre fette biscottate sono state alla bella e buona riempite con la marmellata preparata la sera prima e consumate in piedi. Anche se il tempo era ridotto la colazione non la potevo saltare. Mentre addentavo una fetta piena zeppa di marmellata ho fatto un rapido scatto con la macchinetta che si trovava sul tavolo dalla sera prima, benché la foto non meriti assolutamente per il disordine e la tonalità... la considero bella per la sua assoluta veridicità.




MARMELLATA DI MELE E PERE
1000 gr di mele (le quantità di mele e pere possono cambiare in base ai gusti)
400 gr di pere
300 gr di zucchero di canna grezzo
1 cucchiaino di agar agar (io ne ho messo solo mezzo ma è sicuramente meglio metterne 1 intero)

Sbucciate la frutta e tagliatela a pezzi togliendo la parte dei semi. Versatela in una pentola capiente e mettetela sul fuoco con un filo di acqua. Fate cuocere per circa 30 minuti mescolando ogni tanto. Nel frattempo sterilizzate i barattoli di vetro ed i tappi in abbondante acqua bollente.
Versate lo zucchero e rimestando fate cuocere fino a cottura completa. Se il risultato finale è grumoso e volete una marmellata più liscia potete utilizzare un minipinner ad immersione o continuare un pò la cottura.
Stemperate il cucchiaino di agar agar in pochissima acqua e versatela nel composto. Fate cuocere ancora circa 10 minuti.
Riempite i barattoli con la marmellata e, dopo averli ben chiusi, girateli al contrario e ri-immergeteli nell'acqua bollente per una doppia sterilizzazione. Una volta tolti dall'acqua asciugateli e riponeteli sempre con il tappo verso il basso in un posto asciutto e scuro fino al completo raffreddamento.

giovedì 14 aprile 2011

POLENTA E LATTE (BORFADEI)


Si è vero, siamo in primavera ed i Borfadei (polenta e latte un tipico piatto bergamasco) sono un piatto invernale. Ma dopo una settimana in cui le temperature sono stranamente andate alle stelle, credetemi la mia auto è arrivata a segnare 36 gradi sabato pomeriggio, essere ripiombati in questa frescura, benché sia nella normalità per il mese di aprile, è da brivido!
Io che i giorni scorsi avevo abbandonato calze e canottierae, che giravo per la città con sandaletti e magliettina ombelicale, mi ritrovo tutta infreddolita e con il bisogno di scaldare nuovamente ossa e ossicini.
Ecco che la mia adorata polenta arriva in soccorso. E' una goduria che da anni ed anni non mangiavo, cosa mi son persa!!! Il borfadellaro di casa era mio padre, ho infatto chiamato lui per avere la ricetta.




POLENTA E LATTE (BORFADEI)
70% di farina gialla (per me integrale)
30% di farina 00
sale
latte intero

In una terrina ambia setacciate la farina 00 e unitevi la farina gialla. Mescolate molto bene per amalgamare le farine al meglio. Riempite una pentola di acqua e portatela a bollire. Salate l'acqua ed abbassate la fiamma. Piano piano versare nell'acqua la farina, fate molta attenzione affinché non si formino grumi. Versate piano la farina anche per non eccedere con la quantità, la polenta deve essere molto morbida "all'onda", deve scivolare dal cucchiaio. Mescolate bene con la frusta e tenete mescolato come se faceste una normale polenta. La cottura controllatela dalle istruzioni per la polenta, saranno circa 35-45 minuti.
Una volta pronta versate la polenta nel piatto fondo. Ricoprite la colenta con il latte intero bello fresco da frigo. Consumatela subito.

giovedì 7 aprile 2011

TORTA FACILE DI PERE E GOCCE DI CIOCCOLATO



La torta era semplicissima da preparare e buonissima da mangiare, così buona che come l'ho messa in tavola è finita .... e le fotografie.....
Visto il risultato apprezzato ho ben pensato di prepararla una seconda volta e di approfittare dell'occasione per fare la foto per il blog.
Per la seconda torta avevo finito il ghee ed ho così utilizzato il semplice burro. Devo essere sincera, la prima aveva un qualcosa in più di speciale...

TORTA FACILE DI PERE E GOCCE DI CIOCCOLATO
150 gr di farina 00
70 gr di zucchero
50 gr di ghee
1 pizzico di sale
1 uovo
1 tuorlo
2 cucchiai abbondanti di lievito vanigliato
4/5 cucchiaia di latte di soia
2 pere
una manciata di gocce di cioccolato

Lavare e sbucciare le pere. Tagliarne una parte a fette e l'altra a dadini.
In una terrina ampia setacciare la farina con il lievito, unire il sale. Far sciogliere bene il burro ed amalgamarlo con le uova, unirvi anche lo zucchero ed incorporare il tutto alla farina. Stemperare con il latte. Aggiungere la pera a dadini (io una parte delle pere l'ho frullata) e il cioccolato in gocce. Riversare il composto  in una tortiera e decorarlo con le pere a fettine e qualche goccia di cioccolato.
Infornare a 180° per circa 40 minuti. Fate la prova stuzzicandenti prima di togliere dal forno.

lunedì 21 marzo 2011

TORTA MORBIDA DI BANANE E NOCI e LA PRIMAVERA

Primavera (Sandro Botticelli 1482)


Che bello è arrivata la primavera!!!!! Nonostante le giornate siano ancora un bel pò freschine il sole ci sta risvegliando tutti quanti. La natura è già li pronta per mostrare tutto il suo splendore, presto verremo da lei deliziati. I migliori ortaggi, la frutta più succulenta e dolce tra poco tornerà nei banchi dei fruttivendoli.
I colori, i vestiti leggeri e setosi. L'allegria. La voglia di fare. La gioia. Le camminate. Le corse. I giochi che i bimbi fanno all'aperto.
Bentornata primavera!!!
Ti abbiamo attesa con tanta voglia di ri-vederti, di ri-sentirti, di ri-viverti, di ri-assaporarti.







Lo so, la ricetta di oggi è più invernale. Ma nell'ultima settimana mi son messa d'impegno con i fornelli ed era ancora inverno ;)


TORTA MORDIBA DI BANANE E NOCI

250 gr di yogurt (utilizzate il barattolino dello yogurt per misurare gli altri ingredienti)
2 bicchieri scarsi di zucchero di canna
3 bicchieri di farina 00
1 bicchiere scarso di olio di girasole
3 uova (codice 1)
latte di soia q.b.
1 bustina di lievito vaniliato
2 banane mature
10 noci


Aprite le noci e spezzettatele. In una terrina ampia amalgamate i rossi d'uovo con lo zucchero, unitevi l'olio e lo yogurt. Setacciatevi la farina con il lievito e mescolate bene. Tagliate a rondelle le banane e posatele cul fondo di una tortiera leggermente imburrata ed infarinata, la parte restante schacciatela ed unitela con le noci al composto. Montate a neve ferma gli albumi ed unite delicatamente anche questi al composto. Versate il tutto nella tortiera.
Infornate a 180° per circa 40 minuti (fate la prova stuzzicadenti prima di togliere la torta dal forno). Una volta raffreddata rovesciate la torta su un piatto da portata.

venerdì 25 febbraio 2011

MUFFIN NOCI E BANANE



Oggi volutamente pubblico questa ricetta. Sono i muffin fatti qualche settimana fa.
La foto l'ho fatta mentre la mia Gilda mi osservava quando ero intenta a fotografare le delizie appena sfornate.
Ora la mia cucciolotta sta molto male, ha una malattia incurabile: peritonite felina infettiva. Una malattia che non si conosce ancora bene e di cui non si sanno le cause e la modalità di infezione, ma soprattutto di cui non si conosce rimedio.
Vivere con un Pet è come avere un bimbo a cui si dedica amore e tempo...
La mia cucciolotta sarà sempre con me...




Il gatto lecca raggi di luna nella scodella dell'acqua, pensando che siano latte.
(Proverbio Indù )

I gatti sono esseri misteriosi. Nelle loro menti vi è molto di più di quanto possiamo immaginare.
(W.Scott )

Un gatto non vuole che tutto il mondo lo ami, solo quelli che lui ha scelto di amare.
(Helen Thompson )

La musica e i gatti sono ottimo rifugio dalle miserie della vita.

(Albert Schweitzer )

Dovremmo essere saggi la metà di quanto è saggio il gatto. E anche belli la metà.
(Frank Snepp )
 
Il gatto è l’unico animale che si prende cura della propria igiene. E lo fa dannatamente bene.
(Joseph Epstein )

Dopo aver rimproverato il proprio gatto, se lo si guarda negli occhi si è afferrati dal tremendo sospetto che abbia capito ogni parola, e che la terrà a mente.
(Charlotte Gray )

I gatti sanno calcolare con matematica precisione il luogo esatto nel quale daranno più disturbo se vi si siederanno.
(Pam Brown )

Conquistare l'amicizia di un gatto non è facile; è un animale filosofo, saggio, abitudinario che non ripone a caso i suoi affetti.
(T. Gautier )





MUFFIN NOCI E BANANE
250 gr di farina
150 gr di burro
100 gr di zucchero
75 gr di burro a temperatura ambiente
10 noci
2 uova
2 banane belle mature
2 cucchiaini di lievito per torte
1 cucchiaino di bicarbonato

Amalgamate bene lo zucchero con il burro e le uova. Settaciatevi dentro la farina con il lievito ed il bicarbonato. Schiacciate le banane ed unitele al composto con le noci spezzettate.
Versate in stampi da muffin riempiendoli fino a 2/3. Infornate a 180° per circa 25 minuti. Fate la prova stuzzicadenti prima di togliere dal forno.

giovedì 10 febbraio 2011

BISCOTTI CON FARINA DI RISO AL CAFFE' D'ORZO



Per il prossimo San Valentino non possono mancare il colore rosso, i cuoricini e tante dolci parole...

Il rumore di un bacio non è forte come quello di un cannone, ma la sua eco dura molto più a lungo.
(Olivier W. Holmes)

L'amore non bisogna implorarlo e nemmeno esigerlo. L'amore deve avere la forza di attingere la certezza in se stesso. Allora non sarà trascinato, ma trascinerà.
(Herman Hesse)

Ci sono certi sguardi di donna che l’uomo amante non scambierebbe con l’intero possesso del corpo di lei.
(Gabriele D’Annunzio)

Cos'è l'amore? Domandate a chi vive, cos'è la vita? Domandate a chi adora, chi è Dio?
(Shelley)

La grande avventura dell'amore inizia con il sapersi accettare a vicenda
(F. Weyergane)

Tenetevi gli uni accanto agli altri, ma non troppo vicini, così come le colonne del tempio si ergono a distanza, come il cipresso e la quercia non crescono l'uno all'ombra dell'altro.
(Kahlil Gibran)

Il vero amore è come i fantasmi; tutti ne parlano, ma sono pochi quelli che lo hanno visto davvero.
(Francois de La Rouchefoucauld)

Nel mondo c'è più fame d'amore che di pane.
(Madre Teresa di Calcutta)

E non crediate di condurre l'amore, giacché, se vi scopre degni, esso vi conduce.
(Kahil Gibran, Il Profeta)

Si ama solo ciò che non si possiede del tutto.
(Marcel Proust)

Chissà se l'amo? È un dubbio che m'accompagnò per tutta la vita e oggidì posso pensare che l'amore accompagnato da tanto dubbio sia il vero amore.
(I. Svevo, La coscienza di Zeno)

In amore un silenzio vale più di un discorso.
(Blaise Pascal)

Ti amo non tanto per ciò che sei, bensì per ciò che io sono quando sono con te.
(Elisabetta Barret Browning)

Un amore crollato, ricostruito, cresce forte, leggiadro, grande più di prima.
(William Shakespeare)







BISCOTTI CON FARINA DI RISO AL CAFFE' D'ORZO
300 gr di farina di riso
150 gr di burro
100 gr di zucchero di canna grezzo
2 cucchiaini di orzo solubile
1 uovo

Far ammorbidire il burro a temperatura ambiente ed amalgamarlo poi con lo zucchero in una terrina ampia. Setacciarvi all'interno la farina di riso, i cucchiaini di caffè d'orzo, mescolare bene ed aggiungere l'uovo.
Amalgamare bene il composto e stenderlo con il mattarello su un piano infarinato lasciando uno spessore di almeno 1 cm. Con gli stampini ritagliare tanti biscotti e metterli su una teglia coperta con carta da forno. Infornare a 170° per circa 13 minuti.

mercoledì 19 gennaio 2011

TARTELLETTE CON FUNGHI E PATATE


In questo periodo sono un pò latitante. Il mio blog non lo visito più così spesso come fino ad un mese fa, la motivazione è che non sto producendo tante ricette nuove. Mi capita spesso che la sera torno a casa affamata dal lavoro e consumo un pasto non elaborato ma riorganizzato velocemente con quello che trovo in frigo. Per di più le ultime domeniche non mi sono fermata tra i fornelli della cucina ma ho preferito uscire di casa (nonostante il gelo invernale), poi c'è stata l'influenza che tutto fa tranne che aumentare la voglia di cibo e soprattutto di sperimentazione.
Dal punto di vista culinario le ricette che ho fin'ora postato trovano applicazione continua  a casa mia. Non ci sono nuove sperimentazioni ma vi è il rifacimento di tanto di quello che ho fatto fin'ora. Le mie due quicke a settimana persistono. Qualcuno dei miei biscotti ogni tanto viene sfornato. Ho rifatto pure la focaccia pugliese, da quanto non la preparavo!!!! Lo ammetto, è uscita male :(   Ho sbagliato la cottura!  Sarà per la prossima!
Queste tartellettine con patate e funghi arrivano dalla voglia di preparare una quicke (ricetta base di mia mamma, che però la prepara con la panna al posto del formaggio di soia) ma variandola un pò. Basta cambiare la dimensione che sembra tutta un'altra cosa.



TARTELLETTE CON FUNGHI E PATATE
pasta sfoglia
3 patate
1 confezione di funghi champognon
formaggio di soia (o altro a piacimento)
latte di soia (o altro a piecimento)
curcuma
sale
pepe
olio per ungere

Lavate le patate e fatele bollire con la buccia a vapore. Spelatele e tagliatele a rondelle non troppo grosse di spessore. Pulite gli champignon, tagliateli a pezzetti e cuoceteli in una padella con un filo di olio. A cottura ultimata mettete in una bacinella il formaggio di soia e stemperatelo con il latte di soia, aggiungete poca curcuma (che da un'ottimo colore), salate, pepate ed unite le patate ed i funghi mescolando il tutto facendo attenzione di non spappolare troppo le patate. 
Stendere la pasta sfoglia e ritagliatene tanti cerchi adattabili agli stampi rotondi per le tertellette. Mettete la pasta negli stampi dopo averli unti con dell'olio e ricersatevi il composto appiattendo con un cucchiaio la superfice.
Infornate a 180° per circa 20 minuti.

mercoledì 12 gennaio 2011

MIFFIN SALATI AL PROSCIUTTO E STRACCHINO


E' la seconda volta che preparo i muffin salati, i primi furono proprio i primissimi muffin da me autoprodotti, poi si è susseguita una quantità elevata di quelli dolci variando spessissimo la farcitura. Sarà per questa abbondanza dolciastra che ora mi è sembrato strano prepararli farciti con formaggio e prosciutto.
Per una festicciola improvvisata a casa di amici ne ho infornati un bel pò, essendo la festa saltata all'ultimissimo momento mi son ritrovata con muffin su muffin da consumare. Se fossero stati dolci non ci sarebbe stato alcun problema, golosa come sono!!! Ma con quelli salati ho iniziato la distribuzione di massa.
Almeno uno l'ho provato, dovevo aver la  prova che andasse bene prima di postarne la ricetta. Quindi tranquille, meritano ;)


MUFFIN SALATI AL PROSCIUTTO E STRACCHINO
250 gr farina 00
200 ml di latte
2 uova
50 gr di burro
2 cucchiaini di lievito istantaneo
100 gr di prosiutto cotto
100 gr di stracchino morbido
50 gr di verdura verde (per me broccolo verde)
sale

Preparare una dozzina di stampini per muffin.
Pulite la verdura, tagliatela a pezzetti piccoli e mettetela in una padella con pochissima acqua e cuocetela leggermente.
A parte mescolate in una terrina le uova con il burro, unitevi il latte e setacciatevi all'interno la farina con il lievito. Salate leggermente.
Tagliate a listarelle il prosciutto e la verdura cotta. Versate tutto nel composto unendovi anche lo stracchino morbido. Mescolate bene. Se volete potete unire del formaggio grana grattuggiato.
Versate il composto negli stampini da muffin ed infornate inforno già caldo a 180° per circa 15-20 minuti. Fate la prova con lo stuzzicandenti per la cottura.

mercoledì 29 dicembre 2010

BRASATO



Finalmente l'ho fatto.
Come prima volta devo dire di essere stata veramente brava :)  Chi non ha vantatori vanti sé stesso!
Era proprio il piatto che doveva essere cucinato per il passato Natale. Pensavo fosse di estrema difficoltà, e proprio per questo lo avevo messo tra i propositi da compiere durante il 2010, mi son resa conto essere più semplice di quel che pensavo, solo molto lungo nella preparazione.
Attendevo che Nicola, il famoso amico cuoco, mi indicasse le giuste dritte. Ma gli orari divergenti hanno fatto si che non ci si beccasse telefonicamente. Così ho provveduto a far ricerche su internet ed a consultare mio padre, un vero esperto di brasato. Alla fine ho scelto qua e là seguendo soprattutto, per la cottura e le sue tempistiche, il ricettario dell'AMC, la pentola con cui l'ho cotto.

E' stato il mio piatto goduto insieme al mio vicino Michele ed alla mia Gilda il giorno di Natale. E' stato ben gustato da me ma anche dal mio commensale, che a causa della suo rifiuto della polenta mi ha costretta all'abbinamento con il puré :(    Mannaggia la polenta è la polenta...... 




BRASATO
1 kg di carne bovina (per me cappello del prete)
1 bottiglia di vino rosso corposo (il migliore è il Barolo, io ho utilizzato il Nebbiolo delle Langhe, una specifica cantina consigliatami da un amico che sta seguendo un corso di enologia)
1 cipolla
1 carota
1 gamba di sedano
2 foglie di alloro
1 rametto di rosmarino
3/4 chiodi di garofano
3/4 grani di pepe
farina q.b.
burro q.b.

La preparazione del brasato viene attuata in ben 3 giorni.
Primo giorno:
Ho preso una bacinella ampia. Ho tagliato a pezzettoni la carota, la cipolla ed il sedano, messo il tutto nella bacinella, unito la carne, il rosmarino, l'alloro, i chiodi di garofano ed il pepe. Ho irrorato il tutto con il vino, la carne dev'essere completamente coperta dal vino.
In seguito ho lasciato macerare per almeno 24 ore, facemdo attenzione a rigirare la carne 3 o 4 volte sottosopra in modo che si impregnasse completamente di vino.
Secondo giorno:
Il giorno seguente, ho tolto la carne dalla bacinella, l'ho fatta sgocciolare bene e con la carta assorbente l'ho asciugata bene.
In una pentola ho messo del burro (si può utilizzare anche del lardo al posto del burro) l'ho fatto sciogliere e vi ho messo la carne facendola ben rosolare su tutti i lati. Dopo questa operazione ho riversato sopra la carne tutta la marinatura (non l'ho dovuta scaldare perché era a temperatura ambiente).
A questo punto parte la variazione della mia cottura rispetto alla cottura tradizionale che richiede una cottura a fiamma bassa e prolungata per qualche ora. Avendo io utilizzato le pentole dell'AMC e soprattutto il "secoquick" (che fa le veci di una pentola a pressione) ho cotto per 40 minuti la carne.
Dopo la cottura ho lasciato raffreddare la carne nella marinatura.
Terzo giorno:
Essendo raffreddata completamente la carne ho provveduto a tagliarla a fatte. Lo spessore era di circa 1,5 cm.  Ho rimesso la carne nella marinatura e l'ho scaldata. Ottenuto un certo calore ho ritolto la carne, riponendola in un luogo caldo e nel frattempo  ho frullato con un minipinner tutta la marinatura, dopo aver tolto da essa gli odori (alloro, rosmarino, pepe, chiodi di garofano). Ho alzato la fiamma e spolverizzato con qualche cucchiaio di farina aggiunto piano piano per far addensare la crema. Ottenuta una certa consistenza ho rimesso nella crema le fette di carne ed abbassato la fiamma.
Ecco pronto il brasato da servire al mio commensale ed alla mia Gilda (che ha gradito piacevolmente).


CANTUCCI



Dovevo andare dai miei genitori ma non sapevo cosa portargli come dono Di recente avevo fatte dei biscottini e ne avevo portato qualcuno a mio padre che se lo era mangiato con così gusto che durante una successiva mia visita me ne aveva chiesti altri.
So che i suoi biscotti preferiti sono i cantucci. Così mi son buttata nell'impresa della preparazione dei cantucci. :)
Ne ho fatto una quantità direi industriale e tutti sono stati donati a lui.
Che dire, sembrerebbe stato aaaasssssolutamente gradito il mio regalo :)

Vi lascio la ricetta che ho trovato e copiato pari pari qui, l'unica cosa che ho modificato è stato il tipo di zucchero, per me di canna grezzo.


 

CANTUCCI
450 gr di farina 00
350 gr di zucchero (per me di canna grezzo)
250 gr di mandole con la pellicina
50 gr di burro fuso tiepido
3 uova intere
3 tuorli
mezza busta di lievito per dolci
1 arancia bio (solo la scorza grattuggiata)
sale (1 pizzico)

Avendo seguito la ricetta di Paoletta vi rimando alle sue istruzioni ben dettagliate. Qui

martedì 21 dicembre 2010

MARMELLATA DI ARANCE


 


MARMELLATA DI ARANCE
1 kg di arance (assolutamente bio)
1 limone
300 gr di zucchero di canna grezzo.

Ho Tagliato le arance a metà e le ho spremute un pò nella pentola in modo da non disperderne il succo, ho affettato tutto il rimanente molto sottilmente. Ho spremuto il limone ed unito al composto tutto lo zucchero. Io ho utilizzato la funzione "marmellate" della macchina del pane ed ho fatto cuocere per circa 1 ora, poi  ho grossolanamente frullato un pò di composta con il minipimer ed ho fatto cuocere altri 30 minuti.
Nel frattempo ho sterilizzato i vasetti di vetro ed i coperchi. Ho riempito i vasetti con la composta bollente, li ho rimessi nell'acqua a testa in giù e ri-sterilizzati, infine tenendoli capovolti li ho posizionati in un luogo asciutto coperti con un panno fino al raffreddamento completo.



Un gattino è passato a far visita a Gilda ieri...   :)



lunedì 13 dicembre 2010

BISCOTTI AL CAFFE' CON FARINA DI FARRO e l'importanza del SORRISO


L'importanza del Sorriso.
Da qualche tempo son tornata sulla pista di ballo. Adoro pazzescamente ballare...
Sto prendendo lezioni di balli caraibici da vari anni ma sempre ad intermittenza quindi il mio livello è intermedio. Non son niente di speciale, bravina come tante altre (tranne nel doppio giro, li ci sarà da lavorare assai assai!!! però in compenso sculetto mica male). Da circa due mesi il venerdì sera, con alcuni ragazzi della scuola, vado in un locale della zona a ballare. La particolarità dei balli latini è che uomini e donne stanno intorno alla pista da ballo e non appena una canzone inizia gli uomini si muovono ed invitano le signore a ballare. Ogni ballo viene fatto con persone diverse; è un bel modo di conoscere sempre gente nuova, imparare differenti passi-stili-movimenti, sentire puzze diverse (e questo a volte non è bello!!! ma altre ha un effetto fascinoso), sorridere a ogniuno...

Proprio sul sorridere che "torno", o "vado" per portare il mio discorso.
Sapere quanta gente non sorride??? A quanto pare una marea!! Me ne rendo ancor più conto ogni volta dopo una serata danzante.
Come faccio? Non appena si finisce un ballo 3 volte su 4 il mio ballerino contento mi dice che ballare con me è bello, non tanto per la bravura (la mia speranza è prima o poi mi dicano che è per quello, ma a quanto pare dovrò attendere e sudare ancora) ma perché Sorrido sempre.
E' pazzesco quasi tutti, al primo o al secondo ballo, mi dicono questa cosa. E vi assicuro che ballo con tanta gente!!!
Nelle utime sere mi sono messa a guardare in pista ed ho avuto conferma, soprattutte le donne, in modo più marcato quelle brave brave, mantengono una certa rigidità sul volto (ovviamente un pò dipende dalla concentrazione totale).
La cosa mi fa meditare. Per me è normale sorridere agli altri, e questo nonostante la difficoltà del periodo che sto vivendo, ma se tutta sta gente nota che io lo faccio vuol dire che poi tante persone che fanno altrettanto in giro non ci sono!

Quindi, a conclusione di questo vi dico: Sorridete, Sorridete, Sorridete, Sorridete!!!
Sorridete a vostro marito la mattina, il pomeriggio, la sera. Come potrebbe non amarvi così sorridenti?!!!
Che avete a fare i figli se non gli sorridete??? Sorridetegli ogni volta che vi guardano! Come faranno ad affezionarsi alla  vita se voi mamme avete il musone?!
Sorridete ai parenti, simpatici o antipatici che siano. Se sono antipatici sarà per voi motivo di vittoria, se son simpatici ricambieranno riempiendovi il cuore.
Sorridete per la strada perché non vi è nulla di più carino che uno sconosciuto che cambia espressione grazie a voi.
Sorridete al lavoro, perché tanto li ci dovete stare, meglio starci con il sorriso.
Sorridete perché fa bene, è terapeutico.
Sorridete a prescindere perché sarete più belle e belli.
Sorridete perché gli occhi con il sorriso brillano e brilla anche il cuore....

un Sorriso a tutti quindi e che sia contagioso peggio dell'avaricella...
certe malattie non facciamocele scappare ;)





Passando alla mia ricetta ecco qui i biscottini profumati di caffè. Questa volta con la variante della farina di farro. Ho utilizzato come sempre lo zucchero di canna ma insolitamente non si è completamente sciolto, sono rimasti dei piccolissimi cristalli sparsi nel biscottino dandogli un bell'aspetto luccicante (sorry ma dalla foto l'effetto si intravede a malapena, non sono poi così brava con il mezzo), e che risultavano piacevoli sotto i denti.





BISCOTTI AL CAFFE' CON FARINA DI FARRO
150 gr di farina di farro
150 gr di farina 00
150 gr di zucchero di canna
80 gr di burro ammorbidito
1 cucchiaino di lievito per dolci
2 cucchiaini di caffè d'orzo solubile
1 tazzina di caffè ristretto
latte di soia q.b.

Setacciate le farine con il lievito e il caffè solubile. Amalgamate bene lo zucchero con il burro ed unite le farine. Mescolatevi insieme il caffè ed aggiungete latte di soia quanto basta.
Stendete l'impasto con il mattarello e tagliate i biscottini con le formine che volete. Infornate in forno già caldo a 180° per circa 15 minuti.
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